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Esame Avvocato 2017, oggi l'Atto giudiziario: le tracce assegnate per la terza prova!

Esame di Avvocato 2017, le ultime news. Inizia oggi martedì 12 dicembre 2017 l’Esame di avvocato 2017, con la prima prova, ossia la redazione del parere di diritto civile. Oggi i candidati dovranno dedicarsi al parere di Diritto Civile, e saranno chiamati a scegliere tra una delle due tracce proposte. Ciascun candidato ne dovrà scegliere una ed il tempo complessivo a disposizione per svolgere la prima prova è di 7 ore. Questo sarà l’ultimo anno in cui i candidati potranno utilizzare codici annotati nell’elaborazione del parere; dal 2018, infatti, con l’entrata in vigore della riforma dell’esame di avvocato, i codici non saranno più consentiti.

Esame di Avvocato 2017, le tracce del parere di diritto civile.

Tra poco pubblicheremo le due tracce di diritto civile dell’Esame di Avvocato 2017 assegnate oggi, martedì 12 dicembre 2017.  Ricordiamo che dopo la prima prova di oggi, domani mercoledì 13 dicembre 2017 i candidati dovranno cimentarsi nella redazione di un parere in materia di diritto penale, sempre a scelta tra due tracce, mentre giovedì 14 dicembre 2017 i candidati dovranno dedicarsi alla redazione dell’atto giudiziario, a scelta tra tre tracce, una di diritto civile, una di penale ed una di amministrativo.

Esame di Avvocato 2017, le ultime news da Napoli!

L’Esame di avvocato è iniziato con un clamoroso ritardo a Napoli: alla Mostra d’Oltremare mancano 500 banchi. Come riporta Napoli Today, il numero degli ammessi all’esame da avvocato era noto da venti giorni: 4358 ammessi alla prova scritta, che si svolge nei padiglioni della Mostra d’Oltremare. I praticanti, dopo ore di attesa per entrare, sono costretti ad aspettare ancora, per via della mancanza dei banchi. Si parla di cinquecento, forse seicento banchi con relative sedie. Così sono partite chiamate d’emergenza e in mattinata sono arrivati i primi camion, e gli operai hanno scaricato banchi e sedie.

La prima traccia del Parere di Diritto Civile.

Ecco la prima traccia del parere di Diritto Civile. In data 9 febbraio 2015, Caia, di 86 anni e sua nipote Mevia di 43 anni, stipulano con l’assistenza di un notaio Sempronio un contratto del seguente tenore: Caia trasferisce a Mevia la nuda proprietà dell’appartamento in cui vive, sito nel centro della città e composto da 5 vani più servizi, esteso 150 mq e del valore di circa 500 mila euro riservando per se l’usufrutto dello stesso. In cambio Mevia si impegna ad offrire quotidiana assistenza alla zia (sola e ammalata) provvedendo alle sue esigenze alimentari, alla pulizia della casa, al supporto della somministrazione di farmaci nonché al sostegno per ogni spostamento necessario.

Dopo circa un anno però Caia contatta il proprio legale lamentandosi che Mevia da circa 6 mesi aveva di fatto cessato di assisterla.In tale occasione la stessa rappresentava inoltre che prima della stipula era stata diagnosticata una patologia oncologica non curabile con un’aspettativa di vita non superiore a due anni e che era stata proprio la nipote Mevia, portata a conoscenza di tale triste notizia, a convincerla a sottoscrivere il contratto.Il candidato assunte le vesti del legale di Caia rediga un motivato parere illustrando le questioni sottese al caso in esame e individuando le possibili azioni a tutela delle ragioni della propria assistita.

Utile per la soluzione del parere in questione la sentenza della Cassazione Civile, sez. II, sentenza 23/11/2016 n° 23895, che sancisce che il c.d. contratto atipico di mantenimento (o di vitalizio alimentare o assistenziale) è essenzialmente caratterizzato dall’aleatorietà, la cui individuazione postula la comparazione delle prestazioni sulla base di dati omogenei – ovvero la capitalizzazione della rendita reale del bene – capitale trasferito e la capitalizzazione delle rendite e delle utilità periodiche dovute nel complesso dal vitaliziante -, secondo un giudizio di presumibile equivalenza o di palese sproporzione da impostarsi con riferimento al momento di conclusione del contratto ed al grado ed ai limiti di obiettiva incertezza, sussistenti a detta epoca, in ordine alla durata della vita ed alle esigenze assistenziali del vitaliziato.

Avuto riguardo all’età ed allo stato di salute del vitaliziato, l’alea deve comunque escludersi – ed il contratto va perciò dichiarato nullo – se, al momento della conclusione, il beneficiario stesso fosse affetto da malattia che, per natura e gravità, rendeva estremamente probabile un rapido esito letale, e che ne abbia in effetti provocato la morte dopo breve tempo, o se questi avesse un’età talmente avanzata da non poter certamente sopravvivere, anche secondo le previsioni più ottimistiche, oltre un arco di tempo determinabile.

La seconda traccia di Diritto Civile di oggi 12 dicembre 2017.

Secondo quanto riporta il sito Altalex, la seconda traccia di diritto civile è questa: In data 9 febbraio 2016 Tizio, marito di Caia, al settimo mese di gravidanza, viene travolto e ucciso mentre attraversa la strada sulle strisce pedonali da un ‘auto condotta da sempronio. In data 15 aprile 16 nasce Caietta, figlia di Caia e del defunto Tizio. Caia si rivolge al proprio legale di fiducia dolendosi del fatto che Caietta, a causa del fatto illecito di Sempronio sia nata senza il padre, accusando così un danno permanente e significativo che lo segnerà per tutta la vita.

In tale occasione caia riferisce di aver già sottoposto la questione alla società assicuratrice dell’autovettura di Sempronio, che sta curando la pratica di ristoro del danno in suo favore sentendosi tuttavia opporre l’insussistenza di un danno risarcibile in favore di Caietta in quanto questi al momento del decesso del padre non era ancora nato. Il candidato assunte le vesti del legale di caia premessi i cenni sullo stato giuridico del concepito rediga motivato parere esaminano le questioni sottese al caso in esame.

Utile per la soluzione del parere la sentenza della Cassazione Civile, sez. III, sentenza 10/03/2014 n° 5509, che riconosciuto il risarcimento al figlio nato dopo morte del padre per fatto illecito del terzo. La Cassazione ha accolto il ricorso ribadendo che anche il soggetto nato dopo la morte del padre naturale, causata dal fatto illecito di un terzo durante la gestazione, ha diritto ad essere risarcito dal responsabile per la perdita del relativo rapporto e per i pregiudizi di natura non patrimoniale e patrimoniale che gli siano derivati.

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