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Riforma pensioni oggi 14 gennaio 2018: quota 41, età pensionabile, pensioni anticipate, flessibilità in uscita

Opzione Donna, le ultime news. Orietta Armiliato, del Comitato Opzione Donna Social, in un post pubblicato ieri su Facebook ha voluto fare delle precisazioni, in merito alla proroga della misure Opzione Donna, ed ha così dichiarato: “Tranquilliziamo quelle donne che richiedono la Proroga dell’Opzione Donna e temono che per il provvedimento di cui all’emendamento n. 4768/XI/1. 94. a prima firma Davide Baruffi (PD) – riguardo al Cumulo Gratuito dei Contributi, che nessuno andrà a deprimere sottraendo risorse al fondo del cd. Contatore, come si evince dal testo dell’emendamento stesso”.

Proroga Opzione donna, le news di Orietta Armiliato.

“Nel contempo, per correttezza di informazione e per contro-strumentalizzazione (che è un esercizio che riteniamo essere deprecabile ed intellettualmente disonesto) ribadiamo che, anche se così fosse stato, nessuno avrebbe potuto eccepire in merito nè contestare la decisione poiché tali fondi, purtroppo, non sono stati blindati a esclusivo utilizzo della possibile Proroga della misura, nonostante sia stato a suo tempo depositato un apposito atto di Sindacato Ispettivo n. 3-03606 da parte della Senatrice Erica D’Adda, che ringraziamo ancora per il tentativo, pubblicato il 22 marzo 2017 nella seduta n. 790. Quindi smettiamola di addebitare a questo esecutivo azioni che non hanno alcun credito nè trovano riscontro nella realtà. Tanto per amore di esatta e corretta informazione che tutti ci meritiamo ed auspichiamo per poter fare le nostre considerazioni oggettivamente e perché non si alimenti il circolare di informazioni scorrette ed inesatte”, ha concluso la Armiliato.

I commenti della senatrice Erica D’Adda al post di Orietta Armiliato.

La senatrice Erica D’Adda ha commentato il post di Orietta Armiliato, assentendo alle sue considerazioni sul punto in questione ed aggiungendo: “Orietta sulle pensioni avrei molto da dire. Ma nello specifico quando si è scelta l’Ape social e l’Ape volontaria, era chiaro che si chiudeva con ogni altra ipotesi. Quello che non ho accettato è non aver minimamente discusso di una revisione dei 67/70 anni per tutti. Stare sui 64/65 mi pareva ragionevole e in linea con gli altri paesi. Una rigidità degna di miglior causa. E che ci costerà cara”, ha concluso la senatrice D’Adda.

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