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Riforma pensioni, oggi 4 novembre 2017: pensioni anticipate, età pensionabile, lavoro gravosi, Ape donne

Riforma delle pensioni: le novità dalla legge di Bilancio 2018. Le ultime novità sulle pensioni e la Legge di Bilancio 2018 sono state illustrate dal deputato del Pd, Anna Giacobbe, membro della Commissione lavoro alla Camera. A partire da oggi, 12 dicembre 2017, verranno votate le modifiche che la Camera introdurrà alla Legge di Bilancio 2018. “Niente è scontato”, afferma l’on. Giacobbe, “I sentieri stretti sono fatti così: bisogna organizzarsi bene per attraversarli e portare a casa risultati per le persone a cui lo dobbiamo”. Giacobbe ha sottolineato in un post su Facebook:” Ci sono due modi di portare alla Commissione Bilancio le proposte che si vogliono sostenere perché entrino poi nel testo che governerà i conti pubblici: approvandole nella propria Commissione oppure ciascun per sé. Nella Commissione Lavoro usa provare, e non è facile, a condividere, e a lavorare tutti insieme per ottenere qualche risultato”.

Per quanto riguarda le riforme previste nella Legge di Bilancio 2018 su pensioni e lavoro, nello specifico, Giacobbe ha affermato:”Alcune cose importanti sono già entrate nel testo che ci è arrivato dal disegno di legge del governo e dal lavoro del Senato: più risorse per il contrasto alla povertà, proroga degli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi industriale, una parte delle misure sulle pensioni, e altro ancora, per rimane al nostro ambito.Facciamo qualche altro passo in avanti: e quindi allargare la possibilità di andare in pensione (non è esatto tecnicamente, ma la sostanza è quella) a 63 anni, senza restrizioni incomprensibili, per chi è disoccupato, o fa lavori gravosi, o assiste parenti disabili gravi (anche fratelli o sorelle); cumulare gratuitamente contributi di diverse gestioni anche per esodati e opzione donna”.

Riforma delle pensioni e Legge di Bilancio: la Governance dell’Inps.

Nell’illustrare le riforme su pensioni e lavoro previste nella Legge di Bilancio 2018, Giacobbe ha affrontato anche il tema della governance dell’Inps. “Da molto tempo la Commissione Lavoro ha affrontato la questione della governance dell’Inps, ed anche dell’Inail; era arrivata ad un testo di riforma condiviso in modo trasversale ai gruppi politici, sollecitato da sindacati dei lavoratori e delle imprese”, ha affermato il deputato del Pd.
“L’Inps si occupa di ciascuno di noi, raccoglie i contributi di lavoratori e imprese, paga  pensioni, trattamenti assistenziali, malattia e maternità, cassa integrazione e mobilità, reddito di inclusione e sostegni ai genitori che lavorano. Oggi è governato da una persona sola (che poi il presidente in carica ci metta del suo aggiunge qualche problema, ma non è questo il punto)”, ha aggiunto.

Per Giacobbe:”Il governo “monocratico” in un organismo così complesso è un problema che riguarda il rapporto tra la democrazia, il lavoro del parlamento e le relazioni tra parti sociali e istituzioni, da un lato, e il potere burocratico e tecnocratico dall’altro, potere che, più è concentrato più vive in autonomia e distacco dal potere democratico Filosofia? Forse. Diciamo che niente sarebbe se l’Inps funzionasse. E invece no: interpretazioni restrittive, autotutela degli apparati con conseguente scarico di responsabilità, a salire: e sali sali arrivi al monocrate, che però si occupa di molte cose tranne che di fare funzionare l’istituto. L’impressione di tutti è che viga un criterio: fare andare in pensione il minor numero possibile di persone. Chiedere ai patronati”.

“Riformare la governance per chiudere il periodo del potere monocratico: si dice, non si può fare con la legge di Bilancio: a questo punto vuol dire non farlo e basta. Abbiamo scelto, la maggioranza del gruppo Pd in commissione Lavoro, anche contro il parere del governo, di lasciare traccia della nostra volontà di dare all’Inps non un soviet, ma un consiglio di amministrazione che (in relazione con chi rappresenta gli azionisti dell’istituto, imprese e lavoratori), applichi le leggi, faccia i conti giusti sulle platee di destinatari delle norme per calcolare i costi (non succede da tempo) organizzi la macchina dell’istituto perché risolva problemi”, ha precisato Giacobbe.

Cesare Damiano, Presidente della Commissione lavoro alla Camera, ha commentato con un post la decisione della Commissione bilancio circa gli emendamenti presentati sulla Governance dell’Inps. “Gli identici emendamenti sulla Governance di Inps e Inail, presentati da PD, FI, Lega, Fratelli d’Italia, MDP, sono stati giudicati inammissibili dalla Commissione Bilancio”, ha segnalato Damiano. “Dopo le ammissibilità del Senato, di manica piuttosto larga, questa scelta nasconde in realtà l’incertezza del Governo circa la necessità di superare la logica “dell’uomo solo al comando” richiesta a gran voce da un ampio arco di forze parlamentari e dalla crescente insoddisfazione popolare per il funzionamento dell’Inps”, ha affermato l’esponente dem.

“La Commissione lavoro della Camera ha dibattuto per mesi e trovato una soluzione condivisa che ha trasformato in un emendamento perché i tempi di fine legislatura che sono a disposizione non consentono un normale iter parlamentare: per questo si è scelto di ricorrere alla legge di Bilancio. Abbiamo anche dichiarato la nostra disponibilità a un mini-emendamento che riguardasse esclusivamente il Consiglio di Amministrazione. Il Governo ha deciso di non scegliere: un’altra occasione mancata”, ha concluso.

Riforma delle pensioni: continuano le iniziative della Cgil. 

Prosegue la mobilitazione della Cgil sulle pensioni. Il segretario generale, Susanna Camusso, mercoledì 13 dicembre, alle ore 11.00, in Piazza della Rotonda, incontrerà la stampa per illustrare le iniziative che il sindacato di Corso d’Italia metterà in campo nei prossimi giorni. Dal palco di piazza del Popolo, a conclusione della mobilitazione nazionale del 2 dicembre scorso, il leader della Cgil aveva già annunciato l’impegno di tutta la Confederazione “per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani”.

Bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione”. E ancora, “favorire l’accesso alla previdenza integrativa” e “garantire un’effettiva rivalutazione delle pensioni”. Ma le motivazioni della mobilitazione non si fermano alla previdenza, il sindacato di corso d’Italia chiede anche di “cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l’occupazione”, di “estendere gli ammortizzatori sociali”, di “garantire a tutti il diritto alla salute” e di “rinnovare i contratti pubblici”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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