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Tendenze Moda Inverno 2018: la commistione di sacro e profano, simboli e icone religiose.

Nella storia della moda alcuni tra i paramenti sacri sono divenuti fonte di ispirazione per numerosi stilisti che li hanno riproposti all’interno delle proprie collezioni rivisitandoli in chiave fashion. A partire dagli anni 80, Madonna, popstar e fashion icon planetaria, ha fatto dei crocifissi uno dei marchi di fabbrica del suo stile. Forse ispirata dalla croce pettorale indossata da vescovi e abati, la cantante iniziò ad indossare numerose catene con crocifisso, una sopra l’altra. Altro amante di questo simbolo è il direttore creativo della maison Givenchy Riccardo Tisci, noto per l’utilizzo di abiti e accessori di ispirazione sacra nelle sue collezioni di ispirazione gotica. Anche lo stilista Martin Margiela ha ceduto al fascino delle uniformi religiose tanto da proporre un capo ispirato all’abito talare indossato dai sacerdoti cattolici. Allo stesso modo, i paramenti sacri potrebbero aver fornito l’ispirazione per le lunghe gonne unisex proposte da Margiela nelle sue prime collezioni.

Moda Inverno: la commistione di sacro e profano nelle sfilate autunno/inverno 2018.

Già sulle passerelle Autunno Inverno di qualche stagione fa, precisamente del 2013-2014 l’ispirazione era palesemente religiosa. Bastava osservare le creazioni del duo di designer Dolce e Gabbana che si è  più volte ispirato allo stile del neo-realismo italiano e, in diverse occasioni, ha fatto sfilare simboli e accessori presi in prestito dalla tradizione sacra e religiosa. Scialli, veli, crocifissi e atmosfere che evocano i film di Visconti e De Sica sono un chiaro omaggio alle origini e all’infanzia dei due stilisti. I riferimenti in quella stagione come nella prossima invernale 2018 sono diretti al simbolismo cattolico: abiti monacali e talari, cappotti rossi in stile «arcivescovo». Sì anche alle croci templari, al velluto rosso e al black&white. Il risultato allora come oggi è un connubio forte che avvicina lo stile alla devozione. Il tema religioso viene accolto da molti stilisti che spesso, per questa scelta, si fanno teatrali.

Ancora Dolce & Gabbana dunque reinterpretano il disegno del sacro cuore, realizzando ricchissimi ricami barocchi di paillettes e cristalli, ad arricchire gli abiti di pizzo nero o i tailleur perfetti per la domenica mattina. Jeremy Scott stravolge l’iconografia classica di Gesù con stampe a tinte psichedeliche, come a rappresentare un’allucinazione celestiale su minidress di satin e pantaloni a zampa di velluto. Ann Demeulemeester fa sfilare le modelle con ampissimi cappelli immacolati che ricordano il velo delle suore, ma abbinati con trench e lunghi guanti di pelle nera. Fausto Puglisi, in un’unica sfilata fa sfilare papesse, dominatrici, virago, vamp e lottatrici.

La novità di questa stagione è che i riferimenti alla religione smettono di essere solo cattolici: erano pochi mesi fa quando, per la prima volta nella storia della moda, una giovane modella musulmana sfilava per le collezioni autunno inverno 2018, indossando il tradizionale velo hijab. La storia di Halima Aden, in passerella per Max Mara, Alberta Ferreti e Yeezy, ha fatto il giro del mondo e, in qualche modo, è diventata l’emblema di una vera e propria tendenza, che mai prima d’ora aveva avvicinato così tanto il fashion system alle tematiche religiose.

La stessa Anna Wintour, a novembre, ha annunciato che il tema del Met Gala 2018 sarà proprio l’incontro tra moda e religione. L’evento inaugurerà una mostra intitolata Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination, ospitata come di consueto al Costume Institute di New York.

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