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Proroga di Opzione donna al 2018: intervista a Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo del Movimento Opzione Donna

Opzione donna: intervista di ContattoNews a Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo del Movimento Opzione Donna.  L’Opzione donna è una misura sperimentale che consente alle donne di andare in pensione a 57 anni (58 se autonome), se in possesso di 35 anni di contributi versati, a fronte di un assegno pensionistico calcolato interamente con il metodo contributivo. Tale ricalcolo comporta una decurtazione della pensione che può arrivare anche fino al 30%. Il Movimento Opzione Donna è un gruppo nato in rete il 25 novembre 2016 con l’obiettivo di ottenere la proroga della misura sperimentale Opzione donna al 2018. Ne abbiamo parlato con Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo, fondatrici ed amministratrici del Movimento Opzione Donna, a cui abbiamo chiesto perché è così importante per le donne la proroga di Opzione Donna al 2018.

Proroga di Opzione donna al 2018.

In primis, potete spiegare quale importanza riveste per le donne la proroga di Opzione donna al 2018?

Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo: “La Proroga di Opzione Donna è un bisogno per migliaia di donne alle quali questo governo ha deciso di non dare alcun ascolto. E’ un bisogno per un’intera generazione di donne, quelle nate dal ’59 in poi, ma anche quelle nate prima del ‘59, rimaste fuori dai termini che dovevano essere prorogati al 2018, e che invece sono fermi ancora al 2015. Queste donne sono rimaste prive di qualsiasi alternativa e condannate al lavoro a vita, per chi il lavoro ce l’ha, o alla povertà, per chi il lavoro l’ha perso. Quella di non varare la prosecuzione  della sperimentazione Opzione Donna è stata una “volontà” di questo governo arbitraria ed ingiustificata, assunta nonostante ci fossero fondi sufficienti cui attingere destinati alla previdenza. Noi riteniamo questo un abuso contro le donne che non ha alcuna logica spiegazione.

L’approvazione della Proroga Opzione Donna al 2018 rappresenta infatti l’unico atto politico in grado di correggere le sottovalutazioni e gli errori compiuti a danno delle donne nell’ultimo biennio e nel contempo risolvere la problematica di migliaia di donne di 57/58 anni con 35 anni di contributi, disposte ad accettare il calcolo contributivo con rilevanti risparmi per lo Stato, alle quali è stato impedito dalla legge di bilancio 2017 di avvalersi dell’unica forma di flessibilità nell’accesso alla pensione, peraltro già normata”.

Sciopero della fame per la proroga di Opzione donna.

Lo sciopero della fame è un atto di protesta estremo. Il Movimento Opzione Donna ha avuto un qualche riscontro in senso positivo? Qualche parlamentare vi ha contattate?

Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo: “All’atto di protesta estremo ci hanno costrette perché il governo pervicacemente ci ha ignorato, ed ancora ci ignora. Nessun politico di maggioranza PD, comprese tutte le donne,ha distolto la sua attenzione da un disegno già pianificato a tavolino in vista delle elezioni e che soddisfa solo interessi di parte, per guardare con onestà e giustizia all’intera platea delle donne ed ai loro bisogni.Abbiamo però l’appoggio dell’opposizione e gli esponenti cominciano ad aderire al nostro sciopero. Il primo a farlo è stato l’On. Andrea Maestri di Possibile”.

Opzione donna strutturale.

In aggiunta alla proroga della misura al 2018, vi augurate che in futuro Opzione
donna diventi una misura strutturale?

Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo:“Purtroppo se già siamo in assenza di alcuna “volontà” politica di prorogare Opzione Donna al 2018, sarà difficile che questo governo possa pensare di rendere strutturale la misura. A meno che non avvenga ora, nell’iter di approvazione del bilancio, un cambio di rotta. A volte può accadere l’impossibile e la storia umana è ricca di episodi che lo dimostrano”.

Le prossime iniziative del Movimento Opzione Donna. 

Quali sono le prossime iniziative che avete in mente per continuare la vostra
battaglia per ottenere la proroga di Opzione Donna al 2018?

Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo:“Continueremo il nostro sciopero della fame ad oltranza fino all’approvazione della legge di bilancio 2018 e, in mancanza di risultati, prepareremo la nostra attesa sulla sponda del fiume… Noi certamente resteremo. E continueremo la nostra battaglia. C’è una frase del Mahatma Gandhi che sintetizza efficacemente un tipo di esperienza che è familiare a molte donne che percorrono la strada delle rivendicazioni dei propri diritti attraverso un approccio che potremmo definire “diversamente potente”, e che sono costrette a far fronte ad una mentalità gretta e miope, che le emargina e le esclude, mentalità che impera oggi, purtroppo, proprio in abito politico. Gandhi dice:” Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.”

Ringraziamo Lucia Rispoli e Teresa Ginetta Caiazzo per la loro cortese disponibilità. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni. 

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