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Pensioni 2018. previste trattenute e rivalutazioni nel 2018

Pensioni ultime news: dal 2019 in pensione a 67 anni. I requisiti richiesti per la pensione di anzianità subiranno un incremento di 5 mesi dal 2019, lo prevede il decreto del Ragioniere generale dello Stato di concerto con il direttore generale delle politiche previdenziali e assicurative del ministero del Lavoro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.289 del 12-12-2017. La motivazione di tale provvedimento è dovuta alla variazione della speranza di vita per i 65enni rilevata dall’Istat nel triennio 2014-2016.
Tale provvedimento riguarderà anche altre tipologie di pensioni. Vediamo nel dettaglio, i nuovi requisiti.

Pensione anticipata. Lavoratori precoci e Lavori usuranti.

Per richiedere la pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, dal 2019 ci vorranno 43 anni di contribuiti e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Per quanto riguarda, i lavoratori precoci, coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima di compiere 19 anni di età, sia per gli uomini e le donne ci vorranno 41 anni e 5 mesi di contributi versati.Per coloro che svolgono lavori usuranti la somma tra età anagrafica e anni di contributi salirà da 97,6 e 98 con un aumento di 0,4 mesi rapportato in decimi.
In conclusione, saranno necessari 67 anni anche per l’assegno sociale, che nel 2018 già cresce a 66 anni e 7 mesi rispetto ai 65 anni e 7 mesi del 2017.

Ape Social: aumentate le categorie di lavori che non subiranno aumento dell’età pensionabile

Sono quindici le categorie di lavori gravosi che non subiranno l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni deciso dal governo. Si tratta di circa 14.600 persone. Per rientrare nei requisiti bisogna avere svolto le mansioni gravose da almeno sette anni nei dieci precedenti il pensionamento ed avere un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
Rientrano in tale categoria infermieri e ostetriche con orari notturni, maestre di asilo nido e scuola dell’infanzia, macchinisti ferroviari, autotrasportatori, gruisti, muratori, facchini, badanti, addetti alle pulizie, addetti alla raccolta rifiuti, conciatori di pelli, operai e braccianti agricoli, marittimi, addetti alla pesca, siderurgici e lavoratori del vetro. Inoltre, per le mamme lavoratrici che vorrebbero accedere all’Ape Social è stata proposta nell’esecutivo depositato a Montecitorio, un aumento da 6 mesi a un anno la diminuzione dei requisiti contributivi per ogni figlio, fermo restando il limite massimo di 2 anni.

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