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Riforma pensioni, oggi 14 novembre 2017. Ultime novità su Ape sociale, precoci, legge di bilancio ed età pensionabile

Riforma pensioni e legge di bilancio 2018. Il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, ha commentato le ultime novità sulle pensioni che verranno introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. “L’emendamento che il Governo ha presentato in merito all’Ape sociale ed ai precoci va nella direzione degli impegni scaturiti dal confronto con la Cisl”, ha dichiarato in una nota. “Sono impegni che la Cisl ha contribuito a strappare e definire nel tavolo con il Governo e che si è battuta concretamente per ampliare”, ha aggiunto. L’Ape sociale prosegue per i prossimi anni”, ha sottolineato, “e questo è un elemento importante, così come riteniamo importante la definizione sulla condizione di chi cessa un rapporto di lavoro a tempo determinato e la sostituzione dei 6 anni in via continuativa con la possibilità di 7 anni negli ultimi 10 anni”.

Per Petteni è un ottimo risultato anche l’introduzione della “misura a favore delle donne con la previsione di 12 mesi per ogni figlio, così come è un dato importante l’allargamento dell’Ape sociale alle categorie che erano state escluse dall’aspettativa di vita”. La Cisl ha manifestato soddisfazione per l’inserimento degli agricoli e per il riconoscimento di  un “calcolo che tiene conto della differenza di questo specifico settore considerando 156 giornate lavorative pari ad un anno delle altre categorie”. “Contro tutti i profeti di sventura siamo convinti che prima che finisca questo anno un numero importante di lavoratori riceverà i benefici dell’Ape 2017 e che il lavoro che stiamo facendo per l’accoglimento dell’Ape avrà numeri consistenti: contiamo che complessivamente i lavoratori coperti dalla domanda per il 2017 siano oltre 16 mila”, ha concluso il leader della Cisl.

La Cgil mantiene, invece, un certo distacco nel giudicare le ultime novità sulle pensioni e la Legge di Bilancio 2018. “Accogliamo con favore alcune novità introdotte dal Governo con l’emendamento alla manovra in merito ad Ape sociale e precoci, da noi sollecitate con forza, sia con la mobilitazione che durante gli incontri con i gruppi parlamentari, ma permangono forti criticità”, ha dichiarato il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli. “La Cgil”, sostiene il dirigente sindacale, “giudica positivamente che, sia per l’Ape sociale che per i precoci, in aggiunta al requisito contributivo dei 6 anni sugli ultimi 7 di lavoro, si preveda un allargamento ai 7 anni su 10. Bene inoltre la rimozione del vincolo del tasso di tariffa Inail del 17 per mille. Erano entrambe nostre richieste”. “Altre, invece, non sono state recepite, come quella dell’abbassamento della soglia di contribuzione necessaria per accedere ai lavori gravosi, da 36 anni a 30 anni di contribuzione, e l’allargamento della platea per tutti coloro che hanno perso il lavoro e sono attualmente disoccupati”, ha sottolineato Ghiselli.

Ghiselli ha aggiunto:“ Nell’emendamento presentato si conferma che le risorse risparmiate quest’anno non verranno reimpiegate per le finalità previdenziali a cui erano state destinate”. Un’analisi della Cgil già qualche giorno fa, aveva dimostrato che i risparmi di spesa per Ape sociale e precoci afferenti al 2017 ammonteranno a 504.210.322 euro. E, considerando che nell’emendamento si prevede un intervento triennale in materia per un totale di 174.900.000 euro (30.500.000 euro nel 2018, 76.000.000 nel 2019 e 68.400.000 nel 2020), gli investimenti effettuati sono addirittura inferiori ai risparmi ottenuti”.

Inoltre, per quanto riguarda il Fondo per l’Ape sociale, il segretario confederale ha precisato:”La costituzione di quest’ultimo non equivale ad una proroga dello strumento anche per il 2019. Per questo sarà necessario uno specifico intervento legislativo, e”, conclude Ghiselli, “non vi sarà alcun nuovo investimento da parte del Governo poiché nel Fondo rientreranno solo le eventuali risorse residue rispetto a quelle già stanziate”.

Pensioni e lavori gravosi: estensione della platea dell’Ape social.

Per il segretario generale della Fai Cisl, Luigi Sbarra, l’estensione dell’Ape social a tutte le categorie di lavoro gravoso individuate nel documento di sintesi di novembre, tra cui operai agricoli e imbarcati pesca è “un nuovo ed essenziale traguardo a tutela del lavoro, e in particolare del lavoro agroalimentare”. Per Sbarra l’annessione dei nuovi ‘gravosi’ ai benefici dell’Ape Sociale rappresenta inoltre “una mèta determinante per i lavoratori agricoli e gli addetti al comparto ittico, frutto di un impegno costante, responsabile, pragmatico, fatto di concreta partecipazione al processo decisionale nell’interesse dei lavoratori e dei pensionati”. “Il nostro impegno ora continua per ottenere nuovi risultati, a cominciare dal tema del riconoscimento del lavoro usurante per i lavoratori dei nostri comparti”, ha concluso il segretario generale della Fai Cisl.

Con riferimento alle pensioni degli operai agricoli, Ezio Cigna, responsabile delle previdenza pubblica della Cgil nazionale ha sottolineato: “Se interpretiamo bene l’emendamento dell’Esecutivo, saranno necessarie 156 giornate per perfezionare un anno di contribuzione, come indicato nella legge n. 608 del 1996, e in queste verrebbero ricompresi i giorni di disoccupazione agricola. Se così fosse, potremmo dire che quella categoria di lavoratori potrà utilizzare quello strumento, cosa non possibile in caso contrario”.

Nuovo calendario dei pagamenti delle pensioni: la richiesta dei sindacati dei pensionati. 

I sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil chiedono al Governo di modificare la norma sul giorno di pagamento delle pensioni. La norma contenuta nel decreto 65/2015 stabilisce infatti che dal 2018 gli assegni andranno in pagamento il secondo giorno bancabile o il giorno successivo se si tratta di festivi. Questo significa che in alcuni mesi le pensioni saranno disponibili addirittura non prima del 3, 4 o 5 del mese. “Si tratta di un problema che può sembrare di poco conto ma che in realtà influisce molto sulla vita di milioni di persone”, spiegano i sindacati in una nota. È per questo che Spi-Fnp-Uilp “chiedono ora al governo di correre ai ripari, come peraltro già avvenuto negli anni precedenti, modificando la norma ed evitando così un ulteriore disagio ai pensionati italiani e alle loro famiglie”, conclude la nota. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni. 

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