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Riforma pensioni oggi 14 gennaio 2018: quota 41, età pensionabile, pensioni anticipate, flessibilità in uscita

Proroga Opzione Donna, le ultime novità. Sul fronte Opzione Donna il punto viene fatto da Teresa Ginetta Caiazzo, in un post pubblicato sulla pagina del gruppo Movimento Opzione Donna. Ecco il testo integrale del post: «Care amiche, cari amici, è opportuno, a questo punto, soffermarci sullo scenario che si sta configurando in vista dell’approvazione del Bilancio e che ci riguarda in quanto tappa fondamentale per l’espressione della “volontà’” di questo governo in merito alla nostra Proroga. Conosciamo la scelta finora da esso portata avanti . Nessun ripensamento da parte della maggioranza PD al governo, nessun dubbio, nessun ascolto. Da qui, dunque, la nostra estrema protesta, dopo oltre un anno di appelli di ogni genere rimasti invisibili.

Un disegno arbitrario ed ingiustificato, messo in atto già dallo scorso anno, di portare la sperimentazione di Opzione Donna definitivamente a conclusione. Ciò senza aver adempiuto al dettato normativo che prevedeva già dal 2015 un’indagine conoscitiva sull’impatto della sperimentazione che non è stata effettuata; una Relazione annuale sui risparmi del “Contatore” alle Camere che avrebbe dovuto essere già stata consegnata entro il 30 settembre 2017 e di cui non si ha alcuna ufficiale notizia, né sussiste alcuna pubblicità sui siti internet della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica; uno specifico “fondo” su cui far confluire i soldi stanziati ed i risparmi del Contatore (già istituito lo scorso anno). Il “Fondo” non è stato mai istituito per cui non si conosce neanche l’entità dei risparmi avanzati dallo scorso anno e ritornati alla Ragioneria di Stato proprio a causa della mancanza di questo specifico “fondo”.

Dunque, sono stati saltati a piè pari passaggi fondamentali e si è solo pensato di raggiungere frettolosamente l’obiettivo prefissato: la fine di Opzione Donna. E’ superfluo in questa sede soffermarsi sulle tante misure adottate dal Governo Renzi e Gentiloni, su proposta del PD partito di maggioranza, sulle quali si è fatta un’ampia previsione di adesioni e di spesa, impegnando i fondi destinati alla previdenza, e che hanno viceversa già registrato un vero e proprio flop. E’ sufficiente rammentare che tutte queste inefficaci misure adottate hanno comportato uno spreco di risorse inaccettabile dal momento che queste ultime ritorneranno alla Ragioneria di Stato e verranno così sottratte a bisogni previdenziali conclamati.

Qualche parola in più va spesa sull’ultima novità: il CUMULO gratuito dei contributi versati in casse diverse per Opzione Donna 2015, proposto dal Pd con un emendamento al bilancio che, se fosse approvato, aggiungerebbe un altro arbitrio nell’applicazione della norma, da parte del governo. La norma che definisce Opzione Donna parla infatti di possibilità di PROROGA della misura, non di ESTENSIONE. Il Cumulo rappresenterebbe, a parità di requisiti fermi al 2015, un’estensione, cioè un ampliamento della platea delle beneficiarie, non una necessaria “prosecuzione nel tempo” qual è invece la “proroga” della misura, unica possibilità prevista dalla norma.

L’istanza del cumulo gratuito dei contributi è senz’altro un bisogno dei lavoratori e delle lavoratrici . Esso deve essere approvato per una questione di equità e giustizia, ma non modificando e sovvertendo nel suo significato la legge 243/2004 per le ulteriori Donne, oltre le 33.600 previste nel 2015, che invece attendono la PROROGA al 2018 della misura e che sono state completamente ignorate, così come è stato ignorato il dettato normativo e ciò che prevedeva. Per la pensione di questa platea di 33.600 lavoratrici di cui alla stima Inps 2015 non è stato istituito alcun fondo nei bilanci dello Stato, a differenza di quanto stabilito per altre categorie di lavoratori, tra cui – a titolo esemplativo e non esaustivo – gli esodati. E’ pertanto evidente la mancanza di controllo e di vigilanza da parte del Parlamento al fine di tutelare l’esercizio di un diritto delle Donne ad ottenere una proroga di Opzione Donna.La stima dell’Inps del 2015 disciplinava l’accesso alla pensione di n. 33.600 donne in possesso dei requisiti della legge 243/2004 Opzione Donna CON IL SISTEMA CONTRIBUTIVO , MA ESCLUDENDO IL CUMULO GRATUITO. Successive disposizioni legislative hanno previsto la possibilità di cumulo gratuito per le “pensioni di vecchiaia” e per le “pensioni anticipate”, ma non per il regime sperimentale Opzione Donna, regime che la stessa riforma Fornero ha mantenendo “in vita”.

Se la preoccupazione di questo Governo è quella di far andare in pensione anticipata prioritariamente le donne più anziane, quelle di oltre sessant’anni, è illogico pensare di forzare una legge che ha motivazioni differenti e che prevede la sua stessa proroga alle medesime condizioni. La battaglia per il cumulo è un’altra legittima battaglia, da intraprendere però senza contravvenire alla norma. Il Movimento Opzione Donna ha sostenuto da sempre la battaglia per il cumulo gratuito da associare necessariamente alla proroga di Opzione Donna al 2018. Infatti, non essendo incluse le potenziali optanti con cumulo nelle 33.600 già stimate dall’Inps (Nota tecnica 28.08.2015) perchè non previste, la platea dovrà essere ampliata necessariamente con un provvedimento legislativo. Tale provvedimento dovrà prevedere obbligatoriamente la totalità delle donne con diritto ad optare sia per effetto del cumulo che per effetto della proroga del regime sperimentale.

La legge 243/2004 prevedeva la possibilità di prorogare il termine di Opzione DONNA fissato al 31.12.2015. Dal 2015 ad oggi, migliaia di donne hanno maturato I REQUISITI DI LEGGE ed ora CHIEDONO IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI ASSUNTI DAL GOVERNO CON L’ISTITUZIONE DEL CONTATORE, OSSIA DI PROROGARE OPZIONE DONNA SECONDO LA LEGGE 243/2004. Assistiamo invece ad una metodologia schizofrenica laddove, ancorché i risparmi non siano ancora definiti, da un lato, si sostiene che i risparmi di Opzione Donna non si possono utilizzare per effetto della cristallizzazione e, dall’altro, si ritiene che essi possano essere utilizzati per il cumulo gratuito! Ciò, oltre ad essere arbitrario, è discriminante: NON SOLO SI MODIFICANO I CRITERI DI LEGGE, MA SI “SCEGLIE” ANCHE QUALI DONNE HANNO DIRITTO E QUALI NO! Ancora discriminazioni sollecitate e messe in atto, e questa è la cosa più triste, da Donne contro le Donne! Ricordiamo che dal 2010 al 2017 sono stati appostati in uno specifico fondo circa 3 miliardi di euro per finanziare misure a favore delle lavoratrici al fine di valorizzare il lavoro di cura. Queste risorse non sono state però utilizzate per i fini inizialmente previsti e sono state dirottate per far fronte alle esigenze della finanza pubblica. Queste risorse erano destinate alle DONNE, avendo riconosciuto la “grave severità” delle misure adottate nei loro confronti, in particolare dopo l’avvento della Riforma Fornero del 2011.

Le richieste del Movimento Opzione Donna sui fondi inutilizzati.

In conclusione del lungo post Teresa Ginetta Caiazzo enuncia le richieste in merito ai fondi inutilizzati:«Il Movimento Opzione donna chiede che tali somme siano recuperate e reinserite nel sistema previdenziale e nel welfare con misure a tutela delle lavoratrici. Perchè nessuno ha finora vigilato per tutelare le donne? Ebbene, che si faccia da adesso: queste risorse devono essere utilizzate, per permettere a migliaia di donne di poter esercitare un diritto acquisito, avendo compiutamente maturato già dal 01.01.2016 i requisiti per accedere al regime sperimentale c.d. Opzione Donna, statuiti dalla legge 243/2004. CHIEDIAMO GIUSTIZIA ED EQUITA’! NOI Donne confidiamo che tutti i POLITICI che fino ad oggi hanno sostenuto la nostra battaglia per la Proroga di Opzione Donna al 2018, si impegnino in Parlamento a difesa del NOSTRO diritto. NOI NON MOLLEREMO MAI! CONTINUEREMO A CHIEDERE A GRAN VOCE LA PROROGA DI OPZIONE DONNA AL 2018!”. Lucia e Teresa».

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