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Papa Francesco, l'Angelus di oggi domenica 17 dicembre 2017 ed il collegamento con A sua immagine!

Papa Francesco, l’Angelus di oggi. Come di consueto, anche oggi, domenica 17 dicembre 2017, il Pontefice celebrerà l’Angelus in Piazza San Pietro. Occasione speciale: Papa Francesco compirà 81 anni proprio oggi. “A Sua Immagine” oggi dedicherà la puntata in onda alle 10.30, su Rai1, a un pontefice e un uomo pieno di sorprese.Gli faranno gli auguri i suoi amici del carcere circondariale Poggioreale di Napoli e personaggi come Amadeus, Cristina Parodi, Gabriele Cirilli, Marco Liorni, Maria Concetta Mattei, Cesare Bocci. In studio, con Lorena Bianchetti, Don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova e Valentina Alazraki, vaticanista di Televisa, emittente messicana, che parleranno di alcune idee chiave di Jorge Mario Bergoglio: le periferie geografiche ed esistenziali, la cultura dell’incontro fatta di gesti innovativi e di linguaggio creativo, lo stile della sua comunicazione, i gesti della quotidianità.

A sua immagine, la Santa Messa ed il collegamento con Piazza San Pietro per l’Angelus di oggi domenica 17 dicembre 2017.

Alle 10.55 la linea passerà alla Santa Messa, come sempre in onda in diretta, la celebrazione eucaristica di questa settimana sarà trasmessa dalla chiesa San Giovanni Battista in Roccarainola (NA) La regia della ripresa televisiva è affidata a Michele Todaro mentre il commento è di Simona De Santis. Subito dopo la celebrazione eucaristica si tornerà in studio per continuare a festeggiare il Papa, in attesa come ogni domenica del consueto Angelus recitato alle 12.00 da Papa Francesco in piazza San Pietro.

Le parole di Papa Francesco nell’Angelus di oggi domenica 17 dicembre 2017.

Spiega Papa Francesco nell’Angelus di oggi: «Nelle scorse domeniche la liturgia ha sottolineato che cosa significhi porsi in atteggiamento di vigilanza e che cosa comporti concretamente preparare la strada del Signore. In questa terza domenica di Avvento, detta “domenica della gioia”, la liturgia ci invita a cogliere lo spirito con cui avviene tutto questo, cioè, appunto, la gioia. San Paolo ci invita a preparare la venuta del Signore assumendo tre atteggiamenti. Sentite bene: tre atteggiamenti. Primo, la gioia costante; secondo, la preghiera perseverante; terzo, il continuo rendimento di grazie. Gioia costante, preghiera perseverante e continuo rendimento di grazie. Il primo atteggiamento, gioia costante: «Siate sempre lieti», dice San Paolo. Vale a dire rimanere sempre nella gioia, anche quando le cose non vanno secondo i nostri desideri; ma c’è quella gioia profonda, che è la pace: anche quella è gioia, è dentro. E la pace è una gioia “a livello del suolo”, ma è una gioia. Le angosce, le difficoltà e le sofferenze attraversano la vita di ciascuno, tutti noi le conosciamo; e tante volte la realtà che ci circonda sembra essere inospitale e arida, simile al deserto nel quale risuonava la voce di Giovanni Battista, come ricorda il Vangelo di oggi.

Ma proprio le parole del Battista rivelano che la nostra gioia poggia su una certezza, che questo deserto è abitato: «In mezzo a voi – dice – sta uno che voi non conoscete». Si tratta di Gesù, l’inviato del Padre che viene, come sottolinea Isaia, «a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore». Queste parole, che Gesù farà sue nel discorso della sinagoga di Nazaret, chiariscono che la sua missione nel mondo consiste nella liberazione dal peccato e dalle schiavitù personali e sociali che esso produce. Egli è venuto sulla terra per ridare agli uomini la dignità e la libertà dei figli di Dio, che solo Lui può comunicare, e a dare la gioia per questo».

La gioia per l’attesa del Messia, nell’Angelus di Papa Francesco, di oggi domenica 17 dicembre 2017.

Ed aggiunge Papa Francesco nell’Angelus di oggi: «La gioia che caratterizza l’attesa del Messia si basa sulla preghiera perseverante: questo è il secondo atteggiamento. San Paolo dice: Pregate ininterrottamente. Per mezzo della preghiera possiamo entrare in una relazione stabile con Dio, che è la fonte della vera gioia. La gioia del cristiano non si compra, non si può comprare; viene dalla fede e dall’incontro con Gesù Cristo, ragione della nostra felicità. E quanto più siamo radicati in Cristo, quanto più siamo vicini a Gesù, tanto più ritroviamo la serenità interiore, pur in mezzo alle contraddizioni quotidiane. Per questo il cristiano, avendo incontrato Gesù, non può essere un profeta di sventura, ma un testimone e un araldo di gioia. Una gioia da condividere con gli altri; una gioia contagiosa che rende meno faticoso il cammino della vita.

Il terzo atteggiamento indicato da Paolo è il continuo rendimento di grazie, cioè l’amore riconoscente nei confronti di Dio. Egli infatti è molto generoso con noi, e noi siamo invitati a riconoscere sempre i suoi benefici, il suo amore misericordioso, la sua pazienza e bontà, vivendo così in un incessante ringraziamento.Gioia, preghiera e gratitudine sono tre atteggiamenti che ci preparano a vivere il Natale in modo autentico. Gioia, preghiera e gratitudine. Diciamo tutti insieme: gioia, preghiera e gratitudine [la gente in Piazza ripete] Un’altra volta! [ripetono]. In questo ultimo tratto del tempo di Avvento, ci affidiamo alla materna intercessione della Vergine Maria. Lei è “causa della nostra gioia”, non solo perché ha generato Gesù, ma perché ci rimanda continuamente a Lui.

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