CONDIVIDI
Reddito di inclusione: le ultime news. In un mese più di 75mila domande all'Inps!

Differenze tra reddito minimo garantito, reddito di cittadinanza e reddito di inclusione. Il reddito minimo garantito sostituisce e riaccorpa in un unico sussidio la pensione sociale, l’integrazione al minimo, le prestazioni di indennità civile, ovvero l’assegno di assistenza, l’indennità di frequenza minori, la pensione di inabilità, l’indennità di accompagnamento. Dunque, essi andrebbero riunificati nel Reddito Minimo Garantito prevedendo la diversificazione per gli invalidi condizionate alla prova dei mezzi, la maggiorazione per i figli a carico in base all’età e al numero, ai familiari disabili e per le famiglie monogenitore.

Il reddito di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza viene definito come un trasferimento universale e permanente per ogni individuo che rispetti certi requisiti. La proposta di legge presentata prevede 800 euro al mese per i residenti in Italia da 2 anni , molto al di sopra della soglia di povertà assoluta che per un componente famigliare è di 636 euro. Tale proposta non prevede soglie patrimoniali e non prevede un percorso di accettazione né di offerte formative né reinserimento occupazionale e il costo ammonterebbe a 17 miliardi all’anno, come afferma Cottarelli, esperto di spesa pubblica.

Il reddito di inclusione (REI).

Per quanto concerne, il reddito di inclusione, si tratta di una misura per contrastare la povertà condizionato alla sottoscrizione di un progetto di inclusione sociale e lavorativa. È possibile richiederlo da inizio dicembre di quest’anno. L’importo erogato va da un minimo di 190 euro per i singoli fino a un massimo di 485 euro al mese per le famiglie formate da cinque o più persone. A poterne usufruire sono le famiglie con un valore ISEE non superiore a 6000 euro e un valore del patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione. Nell’ipotesi in cui la situazione di povertà è esclusivamente legata alla situazione lavorativa, vi sarà il patto di servizio, ovvero il programma di ricerca intensiva di occupazione. Il riconoscimento del REI, dunque, è condizionato alla sottoscrizione del progetto finalizzato all’inclusione sociale e lavorativa a cui il componente della famiglia deve attenersi. Le famiglie che non rispettano il progetto personalizzato o il programma di ricerca intensiva, subiranno la decurtazione o la decadenza dal ReI 2018 perdendo il diritto al contributo economico accreditato sulla Carta Rei. Una delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2018 all’accesso al ReI riguarda lo stato di disoccupazione degli ultra 55 enni, estendendo il diritto di usufruire anche a coloro che hanno subito un licenziamento collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale oppure per aver cessato la fruizione dell’intera prestazione di disoccupazione da almeno tre mesi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Segui ContattoNews.it su Facebook