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Legge di Bilancio 2018 e Pensioni: i primi commenti dopo l'approvazione della Manovra 2018!

Riforma delle pensioni, le ultime news. Dibattito molto acceso negli ultimi giorni sul capitolo delle pensioni d’oro. Matteo Renzi, leader del Pd, ha commentato su Facebook le ultime proposte del candidato premier 5 Stelle: «Luigi Di Maio durante una trasmissione radiofonica nella quale ha promesso che, se dovesse andare al governo, abolirà “le pensioni d’oro” per recuperare i fondi necessari (circa 12 miliardi) e cancellare la riforma Fornero. “Ieri il Movimento Cinque Stelle ha proposto di recuperare 12 miliardi di euro tagliando ‘le pensioni d’oro’. Al giornalista Rai che restava stupito per la cifra, Di Maio ha detto in modo sprezzante: ‘Certo che sono 12 miliardi, veda bene’. Noi abbiamo visto bene. Se vogliamo prendere 12 miliardi di euro dalle pensioni dobbiamo tagliare a chi prende 2.300 euro di pensione. Ci rendiamo conto? Qualcuno può legittimamente dire che duemila euro di pensione sono una pensione d’oro? A noi sembra folle”.

Giunge online la precisazione del M5s: “Quando parliamo di pensioni d’oro ci riferiamo a pensioni sopra i 5 mila euro nette”, ha precisato l’ufficio comunicazione M5s spiegando anche che la cifra di 12 miliardi detta ieri dal candidato premier del Movimento, Luigi Di Maio, “si riferisce a più anni”.

Pensioni d’oro, le repliche di Cesare Damiano alle affermazioni di Luigi Di Maio.

A contestare le affermazioni di Di Maio anche Cesare Damiano: “Se Di Maio vuole recuperare 12 miliardi dalle pensioni d’oro per superare la legge Fornero, ci deve spiegare che cosa intende per ‘pensioni d’orò. Dato che la matematica non è una opinione, per recuperare 12 miliardi bisognerebbe azzerare (non pagarle più) tutte le pensioni dai 5.500 euro lordi mensili in su, il cui ammontare lordo annuo corrisponde appunto a quella cifra, incluse le tasse già pagate allo Stato (Fonte: Itinerari Previdenziali su dati Inps 2015)”.Lo afferma in una nota Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Poiché l’operazione azzeramento non si può ovviamente fare – prosegue – per risparmiare (in percentuale per ciascuna pensione) un valore di 12 miliardi, bisogna andare a toccare le pensioni di importo molto inferiore dove, di ‘dorato’, non c’è proprio niente. Al massimo abbiamo qualche ‘pensione di bronzo’, perché parliamo di impiegati e operai”.

“Sarebbe ora – continua Damiano – di smetterla di fare sparate sul tema della previdenza mettendo in allarme i pensionati. E non sto parlando di quelli più ricchi ai quali, invece, è giusto applicare un contributo di solidarietà che serva ad aumentare l’importo delle pensioni più povere”. “Suggerisco a Di Maio, al fine di individuare cosa sono le ‘pensioni d’oro’, di adottare almeno il criterio indicativo dei 5.000 euro netti mensili, circa 7.500 euro lordi, vale a dire 14/15 volte il minimo. Da quella soglia in su, che non riguarda sicuramente gli operai, si possono fare operazioni di risparmio dalle quali, però, non si ricavano sicuramente grandi cifre. Tutto il resto è fantasia”, conclude.

Fondi pensione e previdenza complementare, le ultime news.

Buone novità sul fronte fondi pensione: sono 32 i fondi negoziali, due milioni e 670mila i lavoratori aderenti, oltre 47 miliardi di euro le risorse accumulate per le future prestazioni, la raccolta netta è in crescita e i rendimenti nel medio-lungo periodo sono nettamente superiori alla rivalutazione del Tfr. Questo il quadro che emerge dal rapporto sui fondi pensione negoziali presentato in occasione dell’assemblea annuale di Assofondipensione, l’associazione costituita nel 2003 dalle principali organizzazioni delle imprese e dei lavoratori.Negli ultimi tre anni, anche grazie all’adesione contrattuale generalizzata introdotta per via contrattuale in alcuni settori, gli iscritti ai fondi sono aumentati del 12,7%. “Nonostante lo sviluppo dei fondi pensione rappresenti un’esperienza di successo – ha sostenuto il presidente di Assofondipensione, Giovanni Maggi – non si può tuttavia trascurare che oggi siano iscritti meno di un terzo dei lavoratori potenzialmente aderenti, nonostante una previdenza pubblica non più in grado di garantire trattamenti pensionistici adeguati”.

Per questo Assofondipensione ha posto tra i temi centrali dell’assemblea quello della crescita dimensionale dei fondi, obiettivo da perseguire con iniziative che favoriscano l’incremento degli iscritti e conseguentemente dei patrimoni gestiti: a partire dall’educazione previdenziale e dalla comunicazione, per rilanciare le adesioni e accrescere la consapevolezza dell’importanza di aderire alla previdenza complementare, anche fungendo da stimolo per il Governo e i ministeri competenti per una ripresa dell’informazione a livello istituzionale.L’altro tema di grande rilevanza che il presidente Maggi ha affrontato nella sua relazione è quello degli investimenti nell’economia reale. “I fondi negoziali sono ormai investitori istituzionali maturi, capaci di essere doppiamente utili all’economia del Paese: da una parte come collettori del risparmio previdenziale, dall’altra come finanziatori dell’economia produttiva. Tenendo in considerazione gli incentivi fiscali introdotti dalla recente normativa, l’associazione si propone di trovare una sintesi di sistema che crei le condizioni per consentire ai fondi pensione di destinare, liberamente e volontariamente, almeno una parte del risparmio previdenziale al finanziamento dell’economia reale e allo sviluppo infrastrutturale. Ciò in cambio di buoni rendimenti e adeguate condizioni di controllo del rischio per gli aderenti”.

Pensioni, la campagna di mobilitazione della Cgil.

Le ultime news sul fronte pensioni e lavoro vengono fornite dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso che dichiara: “C’è una frantumazione del lavoro drammatica, che riguarda soprattutto i giovani. Più di un terzo dei contratti sono di un giorno o una settimana. Le norme Poletti sul Jobs act hanno fatto un disastro”. Per la Camusso è necessario intervenire sulle causali dei contratti a termine per porre un freno al lavoro precario e pagato male: “Sulla durata dei contratti a termine qualche discussione è in corso – ha detto incontrando la stampa al Pantheon, a Roma, per presentare le iniziative del sindacato di corso d’Italia su lavoro e pensioni – sarebbe un bel segnale, ma se non si interviene sulle causali non serve. O risolviamo il problema lavoro o saranno problemi”. Spiega la Camusso che la campagna di mobilitazione della Cgil “partirà da giovani e donne” con l’obiettivo di garantire pensioni dignitose, lavoro e diritti, ha aggiunto Camusso. “Il problema del Paese – ha concluso – è ricostruire una speranza per il lavoro e certezze per le persone. Questo è il buco lasciato in questa legislatura. Auguro un Natale con esiti migliori rispetto ai bisogni del Paese”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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