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Esodati: il comunicato del Comitato esodati “Licenziati o cessati senza tutele”!

Esodati, tutte le ultime news. La platea di lavoratori esodati esclusi dall’accesso alla pensione nonostante gli 8 provvedimenti di salvaguardia sono ancora circa 6.000. Notevole è il consenso raggiunto dalla petizione lanciata su Change.org per includere i 6.000 rimasti esclusi; campagna che ha già superato le 7000 firme, con cui il regista Ciro Formisano ha chiesto al Parlamento di Salvaguardare con la massima priorità i restanti 6000 Esodati esclusi dalle precedenti salvaguardie, e di “cancellare in questo modo una vergogna tutta italiana che ha gettato persone che hanno sempre vissuto del proprio lavoro nella miseria più totale, senza alcuna tutela, senza alcun ammortizzatore!”.

Allo stato attuale sembra che non ci saranno altre salvaguardie e che le risorse risparmiate dai precedenti provvedimenti di salvaguardia saranno utilizzati per finanziare il fondo per l’occupazione, a possibile discapito di ulteriori provvedimenti di salvaguardia. Salvaguardare gli esodati esclusi rimane una priorità, “un doveroso gesto di giustizia al quale questo governo non può sottrarsi“, come sottolinea Formisano nella petizione lanciata su Change.org. Ne abbiamo parlato con Luigi Metassi, creatore e curatore del blog Il Volo della Fenice, che ha fatto un punto della situazione, in particolare sulla questione relativa alla salvaguardia degli esodati rimasti esclusi e sulle differenze di trattamento riservate a costoro rispetto ad esempio a coloro che sono rientrati nelle salvaguardie pur non rientrando a pieno titolo nella categoria.

Il punto di Luigi Metassi sulla petizione ed i provvedimenti legislativi.

Ci spiega Metassi: «Il film L’esodo sta ottenendo un grosso successo di critica e di presenze e non a caso sta facendo incetta di premi, ultimo dei quali la candidatura al Globo d’Oro 2018. Questo, unitamente al forte impegno profuso dal regista Ciro Formisano, che ci affianca nel diffondere la petizione, ha ridato ampia visibilità al problema esodati che sembrava ormai aver completamente perso appeal presso i media, tutti concentrati sulle molteplici altre questioni previdenziali ed assistenziali contingenti. Purtroppo non altrettanto interesse si riesce a suscitare tra senatori e deputati se è vero, come in effetti è vero, che nessun emendamento a favore degli esodati è stato approvato al Senato mentre alla Camera, al momento, si ha notizia unicamente della possibilità che venga approvato l’emendamento a firma Davide Baruffi (PD) che prevede il cumulo gratuito tanto per gli esodati quanto per Opzione Donna. Un provvedimento che, tanto per gli esodati quanto per Opzione Donna, sfrutterebbe i risparmi del fondo esodati confluiti nel fondo per l’occupazione. Ritengo doveroso fare questa puntualizzazione sebbene sia lungi da me la volontà di sollevare contrapposizioni tra comitati, i quali invece hanno fin qui dimostrato di sapersi unire proficuamente nelle comuni rivendicazioni pur rispettando la legittimità dei rispettivi orientamenti. Semmai è motivo per condannare una volta di più l’incomprensibile scelta, in occasione della precedente legge di stabilità ed ora pervicacemente reiterata nei fatti, di abrogare il fondo esodati quando si sapeva benissimo che non tutti erano stati compresi nelle salvaguardie e che tra salvaguardati ed esclusi permangono enormi disomogeneità nei termini che attengono al diritto.

Difficile dire ora se potranno aprirsi spiragli nel milleproroghe ma l’evidenza è nei fatti: manca totalmente la volontà politica di sanare lo strappo, deliberatamente causato in maniera unilaterale dallo stato nei confronti di una determinata categoria di cittadini. Strappo che, l’ho già detto innumerevoli volte, a tutto si può imputare tranne che ad un errore della politica e meno che mai a quello di un singolo ministro. La genesi della legge Monti-Fornero viene da lontano, nel tempo e nello spazio, è stata approvata da una votazione bulgara tanto dal Senato quanto dalla Camera, e non è affatto il risultato di una affrettata e concitata riunione di tecnici. In quanto agli esodati, ho già avuto modo di affermare che, dal mio punto di vista, essi non sono il risultato di un tragico errore ma sono lo strumento di una lucida strategia politica, così come lo sono ora i precoci, apisti e ancor più le donne».

I provvedimenti contenuti nella prossima legge di Stabilità.

Rimarca Metassi: «Se guardiamo con occhio critico ai provvedimenti attuati e a quelli in discussione, quali considerazioni possiamo trarre? Si parla di favorire la flessibilità ma il prezzo della flessibilità la pagano sempre i lavoratori. La pagano per accendere un mutuo che gli permetta di percepire quella pensione che già dovrebbe essere loro, oppure la pagano con la riduzione dei fattori di conversione della quota contributiva, oppure ancora, la pagano per entrambe le cose. In tutto questo c’è la negazione del valore di salario differito della pensione. Il sistema previdenziale a ripartizione pubblico, dove chi lavora, con i suoi contributi, paga la pensione a chi è andato in quiescenza, lo stanno trasformando in una rendita finanziaria, dove i contributi versati vanno a costituire un montante che servirà a pagare la propria pensione. Prescindendo dai rischi finanziari insiti in un tale sistema che di previdenziale conserva solo il nome, per compiere questa trasformazione è evidente che una generazione, purtroppo la nostra, dovrebbe non beneficiare, in tutto o in massima parte, della pensione. La logica è semplice: se i miei contributi hanno pagato la pensione di mio padre e se quelli di mio figlio pagheranno la sua, non restano contributi per pagare la mia. Questa semplice logica dimostra che gli esodati non possono rappresentare che un mezzo architettato per traguardare un obiettivo molto più ampio che, nella sostanza, si traduce in una forte riduzione delle pensioni in essere.

In questo senso siamo infatti molto preoccupati per l’emendamento, ancorché respinto, presentato dall’On. Richetti in merito ai vitalizi dei parlamentari. Non perché non ci si renda conto dell’esistenza di una esigenza di moralizzazione del sistema ma perché tale emendamento prefigura il ricalcolo contributivo e retroattivo dei benefici riconosciuti ai parlamentari, cosa che costituirebbe un pericoloso precedente per la salvaguardia delle pensioni dei lavoratori e del loro potere d’acquisto già pesantemente leso dalle mancate perequazioni. Tanto più preoccupa la semplice presentazione di tale emendamento se consideriamo che, tra il 2015 e il 2016, sono state depositate alla Camera, e sono attualmente ancora in trattazione, ben tre proposte di legge costituzionale di cui una, a firma Mazziotti Di Celso, del tutto simile all’emendamento Richetti e altre due, firmate da molti esponenti della maggioranza ma non solo, che propongono la modifica dell’art. 38 della Costituzione per conformare il diritto alla pensione a criteri di solidarietà e alla sostenibilità finanziaria. In altre parole, la pensione te la do se e quando posso, nella misura che posso e se Bruxelles me lo consente, altrimenti ciccia».

Le prossime azioni del Comitato “Licenziati o cessati senza tutele”.

In conclusione, Metassi sottolinea che il Comitato “Licenziati o cessati senza tutele” proseguirà la sua battaglia per ottenere la tutela degli esodati esclusi: «Per tutte queste ragioni, i membri del Comitato “Licenziati o cessati senza tutele” proseguiranno la loro azione anche dopo la legge di stabilità, per ottenere la sanatoria del vulnus degli esclusi prima del termine di questa legislatura. Le promesse e le dichiarazioni favorevoli alla soluzione di questo dramma appartengono a questo esecutivo e a questo esecutivo occorre concedere, fino all’ultimo, la possibilità e l’onere di riparare il grave danno sociale inferto agli esodati. Nel contempo, ritenuto che le chiacchiere in libertà di questi giorni sui vitalizi e sugli improbabili benefici che deriverebbero da un intervento draconiano nei confronti di questi ultimi tendano in realtà a creare le premesse per un intervento retroattivo, sia nella forma che nella sostanza, dell’intero regime pensionistico, terranno alta la guardia anche su questo fronte».

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