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Riforma pensioni, oggi 28 giugno 2017: Ape, pensioni anticipate, flessibilità, cumulo, opzione donna, precoci

Riforma delle pensioni: taglio alle pensioni d’oro. Le affermazioni del leader del Movimento cinque stelle e vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, sul taglio delle pensioni al di sopra dei 5.000 euro per ottener un risparmio di 12 miliardi di euro hanno sollevato un vero e proprio vespaio. A nulla è servita la rettifica del M5S del giorno dopo, sul risparmio che si intendeva riferito “a più anni” e sulle pensioni d’oro, intese come quelle “al di  sopra dei 5 mila euro netti”.“Numeri alla mano, per recuperare 12 miliardi dai pensionati che prendono più di 5.000 euro netti al mese, bisognerebbe azzerargli la pensione per 8 anni oppure dimezzargliela per 16 anni oppure tagliargliela del 20% per 40 anni. In ogni caso, risulta evidente che Di Maio su questo tema parla perché ha la bocca e prende in giro gli italiani in un modo indecoroso”, ha dichiarato Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica.

Taglio delle pensioni d’oro: la replica di Giacobbe e Baruffi.

L’on.Anna Giacobbe, deputato del Pd, membro della Commissione lavoro alla Camera, ha commentato le affermazioni di Di Maio sulle pensioni d’oro tramite un post su Facebook.

Per Giacobbe:”Se Di Maio vuole recuperare 12 miliardi dalle pensioni d’oro per superare la legge Fornero, ci deve spiegare che cosa intende per ‘pensioni d’oro’. Dato che la matematica non è una opinione, per recuperare 12 miliardi bisognerebbe azzerare (non pagarle più) tutte le pensioni dai 5.500 euro lordi mensili in su, il cui ammontare lordo annuo corrisponde appunto a quella cifra, incluse le tasse gia’ pagate allo Stato (Fonte: Itinerari Previdenziali su dati Inps 2015)”

Il post prosegue: “Poiché l’operazione azzeramento non si può ovviamente fare, per risparmiare (in percentuale per ciascuna pensione) un valore di 12 miliardi, bisogna andare a toccare le pensioni di importo molto inferiore, dove di ‘dorato’, non c’e’ proprio niente. Al massimo abbiamo qualche ‘pensione di bronzo’, perché parliamo di impiegati e operai. (C Damiano). Ai pensionati più ricchi, è giusto applicare un contributo di solidarietà (come già abbiamo fatto) che serva ad aumentare l’importo delle pensioni più basse. Ma senza illudere nessuno che se ne possano ricavare tanti miliardi. Di risorse per modificare la legge Fornero ne abbiamo trovate in questi anni, per fare sino ad oggi operazioni di “riduzione del danno”, non sufficienti, ma tante persone “hanno portato a casa la pelle”: 11,7 per salvaguardare gli esodati, più di 2,5 per opzione donna, per citare i più consistenti, e altri per fare ripartire la perequazione delle pensioni, per aumentare la quattordicesima mensilità, ecc.: che lo sappia Di Maio e non solo lui. Ma ci sono ancora troppe ingiustizie, a partire dalla condizione dei più giovani. La strada da fare è ancora molta. La farà chi sa di cosa parla e non inventa soluzioni “d’effetto”. In questi anni, noi del Pd in Commissione Lavoro ci siamo fatti un’idea. Di quel che serve e di come arrivarci”.

Ugualmente critico sulle esternazioni di Di Maio, un altro membro della Commissione lavoro alla Camera: l’On. Davide Baruffi, deputato del Pd. Baruffi scrive su Facebook:”Anche la stampa si è accorta che per rastrellare 12 miliardi, come proposto da Di Maio, bisogna colpire molte pensioni medie. E il M5S, visti i dati che abbiamo pubblicato, si è affretta a correggere: “intendevamo su più anni”, “intendevamo 5.000 euro netti”. Quello che però ancora molta stampa e Di Maio non sanno è che: parlare di redditi “netti” come soglia è una castroneria dal punto di vista tecnico, una cosa inconsistente: lo può giusto fare chi non ha la minima idea di quel che sta dicendo; per le pensioni più alte sono ovviamente molto più corpose anche le imposte: se azzeri le prime (cosa oggettivamente impossibile…) devi anche azzerare le seconde: il risparmio netto che puoi quindi calcolare è di molto ridotto per le casse dello Stato; entrate e uscite, nel bilancio, vanno di pari passo: non puoi coprire con un taglio annuale (o di 6 anni) una maggiore spesa strutturale. Siamo all’abc.

Per Baruffi:”Parlare di cose che non si conoscono e non si capiscono è sempre rischioso. Anche in questa legge di bilancio ci sono interventi sul capitolo pensioni: da alcuni giorni siamo in Commissione ad occuparcene ma Di Maio non si è mai visto (come sempre ha altro da fare). Ditegli di smettere di fare l’apprendista stregone e di passare di qua (ci siamo anche adesso se viene): così ci può spiegare meglio, o magari può ascoltare e imparare qualcosa”.Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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