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Riforma pensioni, oggi 14 novembre 2017. Ultime novità su Ape sociale, precoci, legge di bilancio ed età pensionabile

Riforma delle pensioni e Legge di Bilancio 2018.  Il tema delle pensioni e della Legge di Bilancio 2018 è stato affrontato  nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri nella sede della Cisl, a cui hanno partecipato Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo, Chigi, Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl e Gigi Petteni, segretario confederale della Cisl. Furlan ha espresso soddisfazione per la Legge di Bilancio 2018, in quanto “recepisce accordi e indicazioni arrivate da Cgil, Cisl e Uil”. “Il negoziato con il Governo è andato bene e  se questo accordo va o non va bisognerebbe chiederlo a chi godrà di questi provvedimenti e non a chi frequenta i salotti Tv”, ha affermato Furlan.

Marco Leonardi ha chiarito che la priorità della Legge di Bilancio 2018 sono i giovani. “La Legge di Bilancio è chiara: i giovani sono una priorità e non solo con la decontribuzione, non si vuole dare solo assunzione ma anche speranza”, ha affermato Leonardi, che ha aggiunto:”Sui giovani non ci sono stati emendamenti sostanziali da Camera e Senato. Sulla riforma del mercato del lavoro non siamo rigidi, siamo sempre pronti a vedere quello che non funziona, come priorità’ abbiamo quella sulle politiche attive. Vogliamo indirizzare tutti gli sforzi per un cambiamento culturale del paese”.

Riforma delle pensioni: Ape sociale, volontaria e precoci: le dichiarazioni di Marco Leonardi e Stefano Patriarca. 

Leonardi ha parlato anche della trattativa Governo-sindacati sulle pensioni: “E’ stato un tavolo molto lungo, ma alla fine invece di fare promesse in libertà abbiamo fatto un’operazione di grande equità”. A proposito dell’emendamento presentato dal Governo sulle pensioni, Leonardi ha precisato:”Il pacchetto pensione prevede tre cose grandi: l’esenzione dello scatto sulla speranza di vita per 15 lavori gravosi, la revisione dei meccanismi per i prossimi scatti e la possibilità di recuperare il non speso sulle pensioni di quest’anno e usarlo per il prossimo anno. Abbiamo corretto in corso d’opera l’Ape sociale e corretto la procedura per l’anno prossimo, nel 2017 saranno pagate i due terzi delle Ape sociale”. 
Leonardi, ha aggiunto che l’Ape volontario partirà a gennaio.”L’Anticipo pensionistico volontario dovrebbe partire a inizio anno, a gennaio: in settimana firmiamo gli ultimi accordi” con le banche”, ha chiarito.

Stefano Patriarca, consigliere economico della Presidenza del Consiglio, presente all’incontro, ha aggiunto: “Grazie alle misure messe in campo dal Governo negli ultimi due anni, 53mila lavoratori, dei 276mila nuovi pensionamenti previsti per il 2019, andranno in pensione prima. L’anticipo va dai cinque mesi ai tre anni”.

Petrarca è entrato nello specifico, precisando:”Entro dicembre verranno pagate fino ai due terzi delle domande di Ape social presentate entro il 15 luglio del 2017“. Inoltre, “per l’anno prossimo sarà molto semplificata la procedura”, ha aggiunto. Patriarca ha illustrato i dati elaborati dal Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica, della presidenza del Consiglio: “I provvedimenti assunti dal Governo con le manovre degli ultimi due anni permetteranno a 53 mila persone di avere una pensione o un’indennità anticipate dai 5 mesi ai 3 anni” ha affermato, sottolineando che sono questi gli effetti delle misure su usuranti, gravosi, precoci, cumulo e Ape social. Gli ‘sconti’ riguardano, “il 20% della platea prevista per il 2019″: senza le agevolazioni le uscite sarebbero state 276 mila”.

Ape sociale e precoci 2017. L’analisi di Morena Piccinini, presidente di Inca Cgil.

Morena Piccini, presidente di Inca -Cgil, nel corso di un’intervista a RadioArticolo1 ha assunto una posizione molto critica nei confronti dell’Ape sociale. “L’Ape sociale non ha funzionato e ha fallito l’operazione nel suo complesso”, ha affermato la responsabile del patronato Cgil”. “Nelle intenzioni del Governo, dovevano essere oltre 60.000 i beneficiari. Per noi, la platea doveva essere molto più ampia. Poi le trappole inserite nel percorso, sia per l’identificazione dei lavori gravosi che per le altre tipologie, ha fatto sì che alla fine ne beneficerà meno della metà della platea preventivata. E in tal modo si stanzia la metà delle risorse”, ha specificato.

Per Piccini:”Sono più gli esclusi che gli ammessi, e il Governo fa la ‘cresta’ su tutto. Il cosiddetto allargamento delle categorie di beneficiari a partire dal 2018, farà sì che si spenderà meno di quello che si è risparmiato nel 2017. Ad esempio, sono stati inseriti i braccianti tra i lavori gravosi, ma la maggior parte ne sarà esclusa. Non si fa così. Stessa cosa sull’Opzione donna, dove reincassano più della metà dei soldi stanziati, idem sulle salvaguardie”.Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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