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Pensioni e Esodati: il punto di Luigi Metassi e l'iniziativa del Comitato

Esodati, la lettera aperta ai politici per rilanciare la salvaguardia degli esodati esclusi. Il Comitato “Esodati licenziati e cessati senza tutele” ed altri rappresentati degli esodati, in occasione della fine della legislatura, hanno inviato una lettera aperta ai politici, per richiamare ancora una volta l’attenzione sulla causa dei 6000 esodati esclusi dalle tutele.

Ve ne riportiamo il testo integrale: “Per Onorevoli Ministri, Onorevoli Senatori, Onorevoli Deputati, i lavori per l’approvazione della Legge di Stabilità 2018 sono ormai giunti all’ultima fase e il fine legislatura si approssima. Non vogliamo pensare che, dopo ben tre governi e sei anni di vana trepidazione, anche questa volta non si voglia portare a compimento le promesse che tutti i governi, compreso l’attuale, fecero nei primi giorni del loro insediamento. Seimila lavoratori, seimila famiglie, vivono ormai da molto tempo senza alcun reddito. Abbiamo seguito con trepidazione i lavori al Senato ma tutti gli emendamenti, presentati da molti gruppi, sono stati respinti. Altrettanto pare stia avvenendo ora alla Camera. L’eventuale approvazione del cumulo retributivo è una giusta sanatoria per l’ennesimo vulnus arrecato a questi lavoratori ma, da solo, non ripara il danno originale se non per una piccola parte di quelle seimila famiglie″.

La salvaguardia dei 6000 esodati esclusi dalle tutele.

“Siamo consapevoli dei limiti economici che legano le mani al legislatore ma, allo stesso tempo, il metro col quale si stanno valutando le priorità ci appare assai bizzarro se è vero che, dai risparmi della ottava salvaguardia confluiti nel FOSF ed equivalenti al fabbisogno per 14.500 salvaguardie, non si trovano coperture per una estensione delle salvaguardie ma si trovano somme per provvedimenti – Carnevale a parte – sicuramente giusti, nobili e dovuti ma forse meno inderogabili quanto la salvezza di intere famiglie di esodati ormai alla disperazione.

Disperazione, si: perché non avere più alcuna prospettiva nel futuro, vendere tutto ciò che si ha per sopravvivere e accasarsi in una vecchia auto da rottamare è disperazione. Una disperazione che, in alcuni casi, già è stata origine di gesti estremi e non di rado è stata motivo di serie conseguenze psicologiche, come realisticamente ci descrive nel suo film “L’Esodo” il regista Ciro Formisano firmatario anch’egli della presente e promotore della petizione in corso a favore degli esodati attualmente ancora esclusi dalla salvaguardia.

Per queste ragioni ora vi chiediamo di porre fine a questo calvario, senza rifugiarvi dietro a promesse future che ben sapete che non potrete mai mantenere. Sarebbe un atto umanitario, prima ancora che dovuto, e sarebbe anche un atto distensivo nei confronti dei venti di guerra alle pensioni che soffiano sempre più insistenti. Nella certezza che vorrete dare seguito a queste parole, vi auguriamo buon lavoro e Buon Natale”.

In rappresentanza del Comitato “Esodati licenziati e cessati senza tutele“:

Elide Alboni – Amministratrice del Comitato
Ciro Formisano – Regista del film “L’ Esodo”
Luigi Metassi – Amministratore del blog Il volo della fenice
Gabriella Stojan – esodata non salvaguardata
Angelo Lorenzo Maria Castagna – esodato non salvaguardato;
Luciano Sossi esodato non salvaguardato
Emilio Caligaris – esodato non salvaguardato
Oltre a 7.000 firmatari della petizione lanciata da Ciro Formisano

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