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Riforma pensioni, oggi 25 ottobre 2017: le novità su Ape sociale, precoci, aspettativa di vita, opzione donna

Riforma delle pensioni ed emendamenti alla Legge di Bilancio. Continua l’esame degli emendamenti alla Legge di Bilancio 2018 in Commissione Bilancio alla Camera, tra cui anche alcuni relativi alle pensioni. É stato approvato l’emendamento, presentato dal relatore Francesco Boccia, che prevede l’anticipo pensionistico per i lavoratori del settore editoriale collocati in mobilità in situazioni di accertata crisi aziendale, che abbiano cessato l’attività anche in costanza di fallimento. Ne dà notizia il Presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano.

“Questo emendamento é il frutto di un nostro lavoro, durato oltre un anno, di contatto e di esame con i lavoratori interessati a queste situazioni di crisi. Nella passata legge di Bilancio lo stesso emendamento era già stato presentato, ma senza successo. Questa volta, il risultato è stato raggiunto grazie ad una attenta azione di monitoraggio e di pressione e alla costante ricerca di una soluzione. Un passo avanti sul terreno dell’equità e di attenzione nei confronti dei problemi reali dei lavoratori che, senza occupazione e reddito, sono a rischio povertà”, ha dichiarato.

Pensioni ed aspettativa di vita: l’emendamento di Rizzetto sui lavoratori precoci.

E’ stato respinto, un emendamento sulle pensioni presentato dal vicepresidente della Commissione lavoro alla Camera, Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia, che mirava ad includere i lavoratori precoci tra le categorie a cui non applicare l’aspettativa di vita. Per Rizzetto:”L’aspettativa di vita negli ultimi anni è diventata solo la chiave di volta della politica, affinché la politica stessa ti possa dire di andare o non andare in pensione a quell’età”.

L’obiettivo di Rizzetto era dunque quello di escludere i cosiddetti “Quota 41” dal calcolo dell’aspettativa di vita per l’accesso alla pensione di vecchiaia, ma anche del requisito contributivo per l’accesso alla pensione anticipata. Il deputato di Fratelli D’Italia sostiene che non si possa “andare più avanti per categorie” e che l’aver operato una scelta tra le mansioni per l’Ape sociale, è comunque aver “categorizzato”. “Vogliamo che l’aspettativa di vita non vada a gravare rispetto al fatto che una persona, dopo 41 anni di lavoro, di sudore e di contributi, possa andare in pensione, come altre categorie di lavori usuranti”, ha sottolineato Rizzetto in Commissione Bilancio.

Ape sociale e precoci: il disappunto di Brunetta (FI).

Le ultime novità sulle misura per le pensioni anticipate, l’Ape sociale ed il beneficio previdenziale per i precoci, sono state annunciate dal consigliere economico di Palazzo Chigi, Marco Leonardi nel corso di un seminario organizzato dalla Cisl. Un evento che non è stato gradito da Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Ne avevo viste tante, ma quella di oggi ancora no. Il consigliere economico di Palazzo Chigi, Marco Leonardi, che annuncia misure e provvedimenti su pensioni e lavoro in una conferenza stampa alla sede della Cisl il con plauso della segretaria Furlan. Altro che collateralismo, questa di chiama colonizzazione”, ha scritto su Facebook.

Per Brunetta:“Il governo celebra oggi i presunti successi sui temi delle pensioni e del lavoro. Roba da marziani. Non vorremmo che ci fosse un abbaglio, perché vorrei ricordare che gli interventi sulle pensioni si stanno dimostrando confusi e contraddittori e messi in campo con grave ritardo.

Se poi i provvedimenti sul lavoro sono aumento dei contributi sui licenziamenti, restrizione dei contratti a termine, soldi per le stabilizzazioni all’Agenzia politiche attive, vi è da preoccuparsi. L’esplosione dei contratti a termine, i fast Jobs, la soppressione dei voucher e l’aumento del sommerso, la drammatica situazione dei giovani, la mancanza assoluta di politiche attive, questi sono i problemi del mercato del lavoro che lascia irrisolti il governo Renzi-Gentiloni e una politica che ha sprecato 20 miliardi di incentivi e una condizione economica favorevole. Spiace che questo fallimento venga annunciato nella sede di un glorioso sindacato riformista come la Cisl e che sia stato accompagnato anche dagli applausi della Furlan”, ha concluso.

Pensioni d’oro: le affermazioni di Luigi Di Maio (M5S) sul taglio degli assegni.

Si allunga la lista di quanti hanno condannato le dichiarazioni del vicepresidente della Camera, Luigi di Maio, sul taglio delle pensioni d’oro. Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha scritto su Facebook:”Il Movimento Cinque Stelle ha proposto di recuperare 12 miliardi di euro tagliando “le pensioni d’oro”. Al giornalista RAI che restava stupito per la cifra, Di Maio ha detto in modo sprezzante: “Certo che sono 12 miliardi, veda bene”.

“Noi abbiamo visto bene. Se vogliamo prendere 12 miliardi di euro dalle pensioni dobbiamo tagliare a chi prende 2.300 euro di pensione. Ci rendiamo conto? Qualcuno può legittimamente dire che duemila euro di pensione sono una pensione d’oro? A noi sembra folle. Continuo a insistere sui temi di merito per questa campagna elettorale: gli 80 euro ieri, le pensioni oggi, vedremo che cosa si inventeranno domani. Ma il punto è un altro. Noi in questi anni abbiamo fatto tanta fatica a rimettere il segno più nelle statistiche del Paese: il Pil, l’occupazione, la fiducia. E adesso davvero c’è qualcuno che vuole sciupare tutto affidando il Governo a chi non riesce neanche a leggere i numeri di un bilancio? Andiamo avanti, amici. Avanti insieme”.

Titti Di Salvo vicepresidente dei deputati del Pd, sullo stesso argomento, ha dichiarato:”Stupisce la superficialità con cui Di Maio e i 5 stelle affrontano il tema pensionistico giocando con la vita delle persone. Pensano di essere al luna park, tre palle un soldo: se va male il primo tiro ci riprovano, ma sbagliano ancora. Sciatti al punto da dover smentire il loro presunto candidato premier, però finiscono con l’aggiungere imprecisione a imprecisione e dopo aver sbagliato sparano numeri a caso. Lo stesso triste copione visto sui vaccini lo replicano sulle pensioni. Parlano a caso e appena scoperti si arrampicano sugli specchi”.

Continua Di Salvo:”Una piccola spiegazione tecnica per chi volesse capirne di più: Luigi Di Maio candidato premier del Movimento Cinque Stelle ha proposto di recuperare 12 miliardi di euro tagliando le pensioni d’oro. Secondo i dati forniti dal Centro studi di Itinerari previdenziali, ente indipendente tra i più accreditati nel settore della ricerca sulle pensioni, per ottenere un risparmio di 12 miliardi bisognerebbe tagliare gli assegni dal valore medio pari a 2.500-2.600 euro mensili. Una scelta che si commenta da sola. ‘ufficio stampa del M5S per rimediare alla gaffe ha allora detto che Di Maio parlava delle pensioni sopra i 5000 euro e di un risparmio per più anni, ma siccome ci sono 145.000 assegni oltre 5.000 euro per una spesa totale di 12,2 mld totali, per risparmiare 12 miliardi sulle pensioni superiori a 5.000 euro al mese bisognerebbe non pagarle più. Più in dettaglio gli assegni che superano questa cifra, infatti, secondo gli Osservatori statistici Inps riferiti all’inizio del 2017, sono 145.039 per una spesa complessiva di quasi 12,3 miliardi. La spesa per le pensioni “d’oro” pubbliche, infatti è pari a 7,65 miliardi (88.753 assegni per 6.634 euro medi al mese per 13 mensilità) mentre quella per pensioni oltre i 5.000 euro del settore privato è pari a 4,64 miliardi”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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