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Riforma pensioni oggi 18 luglio 2017: pensioni anticipate, quattordicesima, pensioni dei parlamentari, PEPP

Pensioni ed emendamenti alla Legge di Bilancio 2018. Prosegue l’iter della Legge di Bilancio 2018. I lavori in Aula riprendono oggi, giovedì 21 dicembre, con la discussione sulle linee generali del disegno della legge. A partire dalle 13 inizierà l’esame del provvedimento. Tra gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera sulle pensioni, si trova quello del vicepresidente del gruppo del Partito Democratico alla Camera, Titti di Salvo, che fissa al primo di ogni mese il pagamento delle pensioni.

“E’ stato approvato un mio importante emendamento alla legge di bilancio”, ha dichiarato Di Salvo in un comunicato ufficiale. “Prevede che tutte le pensioni corrisposte dall’Inps, cosi come le rendite vitalizie Inail, vengano pagate al primo del mese; che le Casse previdenziali dei professionisti siano messe a riparo dal rischio bail-in  e che sempre le Casse siano inserite nell’elenco ISTAT soltanto a fini statistici e non ai fini del applicazione della spending review”, ha chiarito.

“Sulla data del pagamento pensioni”, aggiunge, “può sembrare un dettaglio di poco conto, ma anche un giorno può fare la differenza per chi fatica ad arrivare a fine mese. Peraltro, se il secondo giorno cade di sabato e l’accredito della pensione è previsto sul conto bancario, i pensionati dovrebbero  attendere fino al quarto giorno del mese per ricevere la pensione nel 2018, perché gli istituti di credito sono chiusi nel fine settimana”.

L’on. Anna Giacobbe, membro della Commissione lavoro alla Camera, ha illustrato con un post le ultime novità sui lavoratori esposti all’amianto ed i lavori gravosi.

“Nella legge di Bilancio, per i lavoratori esposti all’amianto avremmo voluto, e forse potuto, fare di più. E’ stato un lavoro difficile. Tre gli obiettivi raggiunti, comunque: il fondo per le vittime dell’amianto (coloro che si sono già ammalati) è incrementato di 27 milioni l’anno per tre anni, con risorse INAIL; prosegue l’intervento del fondo a sostegno anche dei famigliari che si ammalano per “esposizione famigliare”, cioè chi viveva con persone che erano esposte sul lavoro e che quelle fibre le portavano anche a casa, con le tute da lavoro, ad esempio. Infine si inizia ad affrontare un tema, tutt’altro che semplice, ma almeno si inizia: è il tema di tutti coloro che sono stati esposti sul lavoro per oltre dieci anni e a concentrazioni superiori alle soglie di legge, e non hanno avuto la possibilità di andare prima in pensione come altri, solo perché avevano presentato la domanda in un tempo successivo, o avevano avuto il riconoscimento per avere vinto una causa”.

Giacobbe ha aggiunto:”Sempre in Legge di Bilancio, viene istituita una Commissione tecnica, per studiare “la gravosità delle occupazioni, anche in relazione all’età anagrafica e alle condizioni soggettive dei lavoratori”, con lo scopo di fornire al Parlamento ulteriori elementi per intervenire in materia di previdenza e assistenza, riconoscendo quindi che “non tutti i lavori sono uguali”, alcuni accorciano la vita più di altri”.

In riferimento ai lavoratori esposti all’amianto, Giacobbe ha precisato:””Nel testo è stato aggiunto anche il riferimento alle condizioni “derivanti dall’esposizione ambientale o diretta ad agenti patogeni”, a partire dall’amianto, appunto: è poco più di un appiglio, per riaprire un capitolo che sembrava chiuso. Ma il picco delle morti per malattie correlate all’amianto si manifesterà dal 2020 in avanti. Una correzione va fatta. Per motivi puramente burocratici, ci sono persone che pur avendo una esposizione certificata all’amianto, hanno solo un piccolo aumento della pensione, ma nessuna possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro. Non è giusto e va studiato un modo per rimediare. Abbiamo solo messo le basi per farlo: ma è un passo avanti”.

Riforma delle pensioni e Legge di Bilancio 2018. Proseguono le iniziative della Cgil. 

Nell’ambito delle iniziative promosse dalla Cgil sulla riforma delle pensioni, ieri mattina una delegazione della Cgil a Montecitorio ha recapitato ai parlamentari le “cartoline natalizie” degli italiani, nelle quali si chiedono “lavoro, diritti, dignità”. L’iniziativa fa seguito al discorso che il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha tenuto a Piazza della Rotonda a Roma lo scorso 13 dicembre. In quell’occasione sono stati presentati gli otto Babbo Natale che hanno distribuito “letterine di Natale” ai parlamentari impegnati nella discussione sulla Legge di bilancio 2018.

Nel suo intervento Camusso aveva sottolineato come “la rincorsa infinita all’aspettativa di vita è una peculiarità italiana. Il sistema previdenziale va cambiato”. “Continuiamo a mantenere la pressione, perché pensiamo che le soluzioni date al tema pensioni non diano nessuna prospettiva”, aveva dichiarato il leader sindacale. “Rinnoviamo l’appello ai parlamentari perché si possono dare segnali di cambiamento, basterebbe introdurre una norma che cambia i vincoli per i giovani che sono a sistema contributivo per dare loro la possibilità di avere la flessibilità. Norma che non costa e che non ha problemi di copertura di bilancio e che determinerebbe una prospettiva rispetto alla possibilità per i giovani di pensare che avranno una pensione”, aveva chiarito.

Riforma delle pensioni: continua la battaglia per la proroga di Opzione donna al 2018.

In tema di pensioni anticipate, prosegue lo sciopero della fame a staffetta promosso dal Movimento Opzione Donna per la proroga della misura sperimentale al 2018. “Ancora un giorno di digiuno! Partecipo allo sciopero della fame perché prorogare il regime sperimentale Opzione Donna è un bisogno primario di migliaia di donne!”, ha affermato Lucia Rispoli, amministratrice del Gruppo in un post. “Digiuno ancora! Quando si chiuderà il sipario di questa XVII legislatura, qualcuno mi spiegherà perché il PD, unitamente ai suoi rappresentanti politici, ha deciso di opporsi tenacemente ad Opzione Donna, combattendo una guerra contro le lavoratrici di 57/58 anni con 35 anni di contributi versati nelle casse dello Stato”, ha aggiunto.

“Avrei gradito che questo Governo dimostrasse, almeno nel suo ultimo atto di questa legislatura, di essere riconoscente al mio contributo di donna a questo Stato. Un contributo durato una vita di lavoro fuori e dentro casa, anni di sacrifici per crescere dei figli e farne delle persone, anni di assistenza ai miei genitori, anni di preoccupazioni per la perdita del posto di lavoro, anni per reinventarsi una vita. Il miracolo non è avvenuto, ma la speranza nel domani è viva”, ha affermato. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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