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Un anno fa, il 22 dicembre, moriva Franca Sozzani, il più longevo direttore del magazine Vogue Italia

Un anno fa, il 22 dicembre, moriva Franca Sozzani, il più longevo direttore del magazine Vogue Italia. Acerrima nemica della mediocrità e del bigottismo, è passata, ancora vivente, alla storia, per aver rivoluzionato l’immagine della rivista edita da Condé Nast con copertine ed editoriali che avevano la prerogativa di comunicare.

Un anno senza Franca Sozzani, dal 1988 direttrice di Vogue Italia.

Franca Sozzani era nata a Mantova nel 1950, ed era laureata in Lettere e Filosofia. Iniziò a lavorare nel mondo della moda con la rivista Vogue Bambini. Nel 1980, a trent’anni, diventò direttrice della rivista Lei e tre anni dopo anche della versione maschile, Lui. Nel 1988 fu nominata direttrice di Vogue Italia, rendendo la testata una delle più influenti riviste di moda al mondo subito dopo l’edizione americana, diretta da Anna Wintour (le due direttrici sono state assunte nello stesso mese dello stesso anno). Negli anni Sozzani è diventata responsabile di tutte le riviste che ruotano attorno a VogueL’Uomo VogueVogue GioielloVogue SposaVogue Bambini e Vogue Accessory. Dal 1994 ha rivestito la carica di direttrice editoriale della casa editrice Condé Nast Italia. Visto il ruolo, il parere di Sozzani è influente e decisivo nel mondo della moda, e nei suoi 25 anni a Vogue ha reso famosi molti stilisti emergenti, e valorizzato molti nomi importanti della moda italiana, da Gianni Versace a Giorgio Armani, di cui era anche molto amica. Lo stesso ha fatto con fotografi come Bruce Weber, Peter Lindbergh, Ellen von Unwerth e Paolo Roversi.

Un documentario a narrare la vita di una vincente: il punto di vista del figlio, Francesco Carrozzini.

Venerdì 2 settembre è stato presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia il documentario Franca. Chaos and Creation, che racconta la storia di Franca Sozzani. Il film è stato girato dal figlio Francesco Carrozzini, fotografo internazionale apprezzato per i servizi di moda e per i ritratti a personaggi famosi.

Il documentario racconta la vita e la carriera di Franca Sozzani, che Carrozzini ha sempre seguito in giro per il mondo nei suoi impegni di lavoro da quando era piccolo: ci sono infatti moltissime fotografie di Sozzani che la ritraggono insieme al figlio. Carrozzini ha detto di aver girato il film perché «quando mio padre è morto, mi sono reso conto che mia madre era tutto quello che mi restava. Volendo instaurare una connessione più profonda, ho girato la telecamera su di lei e l’ho usata come mezzo per esplorare il nostro rapporto, in un modo nuovo, e per dare voce alle domande che non avevo mai fatto prima». In molte scene, quasi tutte girate con una 8 millimetri e quindi in bianco e nero, Carrozzini intervista la madre facendola parlare del suo lavoro, del loro rapporto e più in generale della sua vita. Questi scambi più privati sono stati spesso girati in auto, quando Sozzani e il figlio si spostavano per prendere un aereo o partecipare a un evento.

La denuncia contro la violenza sulle donne, la lotta contro l’Aids, uno dei mali del secolo. L’impegno in Africa per i bambini e i più deboli,tanto da diventare ambasciatrice “contro la fame” per la Fao e il World Food Programme, le iniziative di riqualificazione artigiana per promuovere l’ethical fashion che è un po’ il riscatto sociale per il Sud del mondo “colonizzato” dal Nord. Le cover di Vogue Italia che, attraverso le immagini di celebri fotografi internazionali, parlano di chirurgia e canoni estetici, inquinamento globale e integrazione. Con gli abiti che sono solo l’alfabeto di una visione più ampia con cui raccontare l’attualità. E poi il sostegno ai giovani talenti con “Who Is On Next?”, il concorso di scouting nato in collaborazione con Altaroma e che ha lanciato stilisti del calibro di Marco De Vincenzo e Stella Jean. I riconoscimenti e le onorificenze tra cui la Légion d’Honneur in Francia ai tempi di Nicolas Sarkozy e della Première Dame Carla Bruni, il British Fashion Award che ha ritirato a Londra poco tempo prima di morire, ma anche la Lupa capitolina e il premio The Children for Peace Onlus a Roma, città che l’ha sempre venerata. L’amore per Francesco Carrozzini, suo unico figlio.

Il Documentario narra anche la tenacia e la costanza nel progetto in cui credeva di più al mondo, Vogue, che sarebbe diventato una forte eredità da raccogliere. Oggi, anche la Capitale, in occasione dell’anniversario dalla morte, ha deciso di ricordare il mito Sozzani al neonato Off Off Theatre di Via Giulia, con una serata-tributo dedicata allo storico direttore della Bibbia italiana della moda e la proiezione dello short movie diretto da Carrozzini. A fare gli onori di casa il patron Silvano Spada e, per l’evento con gala dinner “When fashion meets brilliance”, sono attesi il fotografo e regista figlio della giornalista nonché innumerevoli volti noti dello showbiz e della moda. Per non dimenticare chi della moda ha saputo farne un nuovo codice di comunicazione visiva. «Penso sia bello lasciare una traccia, anche se in realtà quella più bella la lasci con i figli – aveva dichiarato Franca Sozzani nel docufilm – Ma se la lasci indipendentemente dalla tua famiglia, allora diventi parte della storia». E lei ci è riuscita. «Sì che sono una vincente! Non perché sia presuntuosa, ma perché tutte le mie idee hanno avuto successo».

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