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Riforma pensioni, oggi 25 novembre 2017. Novità su pensioni anticipate, flessibilità, Ape, legge di Bilancio!

Pensioni anticipate: ultime novità su Opzione donna. Con l’approvazione del disegno della legge di Bilancio 2018 da parte della Camera, sono svanite le speranze di vedere inserita la proroga di Opzione donna tra le misure del pacchetto pensioni del Ddl Bilancio. L’ordine del giorno a firma dei deputati Andrea Maestri di Possibile e Stefano Fassina di Sinistra Italiana che impegnava il Governo a “garantire la prosecuzione di Opzione donna, provvedendo a stanziare, fin dal primo provvedimento utile, le necessarie risorse”, è stato approvato con la dicitura “impegna il Governo a valutare l’opportunità di garantire a prosecuzione di Opzione donna, provvedendo a stanziare, fin dal primo provvedimento utile, le necessarie risorse”. Per Maestri  il suo ordine del giorno è “atto di indirizzo politico per la proroga di Opzione Donna”.

Fassina su Facebook ha analizzato criticamente  la politica portata avanti dal Governo con la Legge di Bilancio 2018:” Ha proseguito a negare, nonostante gli impegni presi, interventi per la correzione del Jobs Act, delle insostenibili iniquità del sistema pensionistico e della Sanità. Rimangono precari o disoccupati i ricercatori degli enti di ricerca pubblici, rimangono senza nulla gli esodati e senza finanziamenti “opzione donna”, viene svuotata a favore dei giganti di internet la web tax”.

Teresa Ginetta Caiazzo, co-amministratrice del Movimento Opzione Donna ha commentato con durezza l’avvenuta modifica dell’Odg di Maestri e Fassina:”Il governo avrebbe già dovuto valutare ben prima di arrivare al bilancio, e non l’ha fatto. Inoltre l’oggetto della valutazione è una “possibilità” che non può divenire un'”opportunità”. Il senso è differente. Insomma, fino all’ultimo istante, è stato osteggiato vergognosamente in ogni modo da questo Governo ogni legittimo tentativo di portare la Proroga di Opzione Donna alla sua stessa attenzione. Anziché finalmente guardare alle proprie inadempienze e far almeno passare l’Odg così com’era, il governo, inqualificabile fino all’ultimo atto, ha preteso una modifica nel tentativo di derogare ancora una volta ad un suo dovere e all’assunzione di un impegno nei confronti di migliaia e migliaia di donne”.

Non avuto un destino fortunato neanche l’emendamento di Davide Baruffi, deputato del Pd e membro della Commissione lavoro alla Camera, sul cumulo gratuito dei contributi versati in diverse gestioni per l’accesso ad Opzione donna ed alle salvaguardie per gli esodati. Baruffi considera la bocciatura dell’emendamento “una sconfitta personale”. “Si tratta di una profonda e stupida ingiustizia. Le risorse ci sono: solo col decreto fiscale di qualche settimana fa il Governo ha accertato un risparmio prudenziale di 750 milioni di euro per la salvaguardia degli esodati, rispetto alle stime iniziali; opzione donna prevede invece il calcolo contributivo. È accettabile proseguire in questa ingiustizia? Il Ministero del Lavoro mi ha risposto più volte in questi giorni che Inps non forniva quantificazioni per la relazione tecnica di accompagnamento. Credo che il Ministero i dati li dovrebbe pretendere, dopo 12 giorni che un emendamento è segnalato e per di più su un tema di cui dibattiamo da oltre un anno”, ha dichiarato in un post ufficiale.

Proroga di Opzione donna al 2018: la delusione e la rabbia del Movimento Opzione Donna.

Continua lo sciopero della fame del Movimento Opzione donna, nato quale azione di protesta e sensibilizzazione per ottenere la proroga di Opzione donna al 2018. Lucia Rispoli, amministratrice del gruppo nato in rete ha commentato gli ultimi avvenimenti con un post:”Abbiamo perso una battaglia in questa XVII legislatura, perchè abbiamo avuto un Governo capace solo di adottare solo misure previdenziali inadeguate rispetto ai problemi concreti delle Donne ed interessato esclusivamente a soddisfare gli appetiti delle banche. Abbiamo comunque chiuso questa legislatura con un Ordine del Giorno che impegna il Governo a valutare l’opportunità di garantire la prosecuzione di opzione donna provvedendo a stanziare, fin dal primo provvedimento utile, le necessarie risorse”

“Questa legislatura è finita”, afferma Rispoli, “ognuna di noi è in grado di effettuare le proprie opportune considerazioni su questi lunghi cinque anni ed emettere un giudizio, prima di recarsi alle urne e scegliere, ci auguriamo, un “PROGRAMMA PER LE DONNE”
Noi continueremo, come Vestali, a vigilare e a difendere il Nostro diritto, affinchè Opzione Donna sia un provvedimento adottato dalla prossima XVIII legislatura, esattamente alla prima occasione utile. Concluderemo il nostro sciopero della fame con il passaggio in Senato della legge di bilancio 2018 per la sua votazione “con il voto di fiducia”, ultimo inadeguato atto di questo Governo per le Donne”.

Uno dei temi che rimane aperto è quello del monitoraggio di Opzione donna, il cosiddetto “contatore”. A tal proposito Rispoli chiarisce:” Con riferimento alla legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016), a decorrere dal 30 settembre 2017, Il Movimento Opzione Donna ha continuato a chiedere, a gran voce, la Relazione annuale da parte del Ministro del Lavoro sull’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, concernente un regime sperimentale di accesso alla pensione anticipata di anzianità per le lavoratrici c.d. “Opzione Donna”, con particolare riguardo al numero delle lavoratrici interessate e agli oneri previdenziali conseguenti, con un raffronto degli specifici oneri previdenziali conseguenti alla attuazione e le relative previsioni di spesa. Come è noto, il comma 281 della citata legge di stabilità 2016 prevede che il Parlamento, sulla base di tale Relazione effettuata con riferimento al monitoraggio con cadenza annuale (c.d. contatore), adotti un successivo provvedimento legislativo di proroga del regime sperimentale Opzione Donna ” qualora dall’attività di monitoraggio [..]risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa […], anche avuto riguardo alla proiezione negli anni successivi, (disponendo) l’impiego delle risorse non utilizzate per interventi con finalità analoghe a quelle di cui al presente comma, ivi compresa la prosecuzione della medesima sperimentazione.”

Rispoli sottolinea:” Segnaliamo che la relazione in questione NON è tuttora disponibile né per le Camere, né per le lavoratrici” ed inoltre:”Abbiamo consultato indirettamente gli uffici del Senato ed abbiamo appreso che il documento non è ancora visibile, perché incompleto ai fini della sua pubblicazione”. “A poche ore dal termine della XVII legislatura, le lavoratrici interessate evidenziano di NON essere ancora nelle condizioni di poter accertare la puntuale e corretta attività di monitoraggio delle risorse e delle economie di spesa e, pertanto, chiedono al Parlamento di tutelare l’utilizzo corretto dei fondi già risparmiati e disponibili per l’esclusiva realizzazione delle finalità della citata “Opzione Donna”, tramite la prosecuzione della medesima sperimentazione”, conclude. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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