CONDIVIDI
Riforma pensioni, oggi 4 novembre 2017: pensioni anticipate, età pensionabile, lavoro gravosi, Ape donne

Riforma delle pensioni, modifiche alla Legge Fornero. Chiusa la parentesi della Legge di Bilancio 2018, approvata dal Senato in terza lettura senza modifiche rispetto al testo proveniente dalla Camera, rimangono aperte alcune questioni insolute in tema di pensioni. I sindacati sono pronti a continuare il confronto con l’Esecutivo. “Si apre un nuovo anno in cui dovremo riconfrontarci con chi andrà a governare il paese. I temi sono sul tavolo: lavoro e pensioni”, ha affermato il segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti, a Ceparana (La Spezia), a proposito dell’agenda del sindacato pensionati per il 2018. L’ obiettivo è quello di modificare la legge Fornero in modo da renderla più flessibile. “Vorremmo che la riforma Fornero desse più dignità alle persone, più diritti, per quello va modificata”.

Il tema della previdenza è strettamente legato a quello del lavoro, soprattutto quello delle giovani generazioni. Un altro tema su cui il sindacato si batterà, quindi, è quello della lotta al precariato ed alla disoccupazione giovanile. “Vorremmo che i giovani avessero un salario dignitoso, non un salario da fame e che non fossero precari. Solo se lavorano si potrà avere un futuro previdenziale. La battaglia vera è conquistare un lavoro stabile, qualificato, ben pagato, e che contrasti questa idea di precarizzazione continua della vita. Non possiamo dire a un giovane di guardare al futuro se non è in grado di farsi una famiglia, costruirsi la casa e avere una prospettiva. Bisogna migliorare le condizioni dei giovani e dare più diritti”, ha sottolineato Pedretti.

Pensioni ed età pensionabile. Il punto di Elsa Fornero.

“Si pensa davvero che abbassare l’eta di pensionamento sia negli interessi degli italiani e delle giovani generazioni? E che, come qualcuno ha affermato nei giorni scorsi, si possa fare questa “controriforma” tassando le cosiddette pensioni d’oro?”, ha domandato la professoressa Elsa Fornero su “Il Foglio”.

Per l’economista questo tipo d’impostazione non è dettata dal buon senso per diverse motivazioni: “Se per pensioni d’oro si intendono quelle superiori a cinquemila euro lordi, per ottenere un risparmio sufficiente a finanziare la riduzione dell’età pensionabile”, secondo i calcoli effettuati, ” servono nei prossimi 5-6 anni, alcune decine di miliardi”. Inoltre, “vi sono poi considerazioni relative all’importo delle pensioni ottenibili a età relativamente giovani. Perché i casi sono due: o si dà anche a queste pensioni un “regalo” oppure il loro importo, a tali età, non può che essere modesto” a causa del calcolo contributivo della pensione.

Per l’ex ministro del lavoro:”L’aumento delle pensioni può allora derivare solo dal lavorare più a lungo, che è anche la risposta razionale all’invecchiamento e alla riduzione del numero dei giovani sulla popolazione complessiva, naturalmente fatte salve le categorie dei lavori usuranti e lo stato di salute delle persone”.
“Un intervento sulle pensioni retributive ingiustificatamente alte è fattibile e anche opportuno. L’obbiettivo, tuttavia, non può essere quello di ripercorrere decenni di politica miope che ha portato all’insostenibilità del sistema ma piuttosto quello di richiamare a doveri di solidarietà coloro che hanno avuto regali ingiustificati dal punto di vista dell’equità”, ha sottolineato la professoressa Fornero.

Pensioni e legge di Bilancio 2018. Il giudizio della Cgil.

La Cgil è molto critica sulle misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. “Lavoro, previdenza, fisco, sanità: nessun capitolo convince”, ha affermato Gianna Fracassi, segretario confederale della Cgil,a RadioArticolo1. Il capitolo previdenza è una nota particolarmente dolente per la Cgil, che ritiene sia saltato il tavolo di confronto con il Governo. La vertenza sulle pensioni per il sindacato di Susanna Camusso è ancora aperta.

Per quanto riguarda l’estensione della platea dell’’Ape sociale a 15 le categorie di lavori gravosi, per Fracassi, ” non compensa la mancata risposta generale sulla previdenza”. La sindacalista ha sottolineato: “È una misura che riguarda un numero molto basso di persone. Il governo ha fatto aggiustamenti che non colgono i problemi dei giovani (la pensione di garanzia), né la questione della flessibilità in uscita. Prevedere e non stoppare il meccanismo dell’aumento dell’età pensionabile vuol dire che non si vuole affrontare le conseguenze della legge Fornero sul mercato del lavoro. Non introdurre nessuno di questi temi nella legge di bilancio è stato un gravissimo errore”.

Il segretario confederale della Cgil, Nino Baseotto, ai microfoni di RadioArticolo1 ha assicurato: “La battaglia sulla previdenza andrà avanti. Il nostro obiettivo è cambiare la legge Fornero, ed è questa la prima cosa che diremo al prossimo Presidente del Consiglio”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Segui ContattoNews.it su Facebook