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Riforma pensioni, oggi 26 ottobre 2017: Ape sociale, precoci, esodati, età pensionabile, aspettativa di vita

 Riforma delle pensioni e legge di Bilancio 2018. In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di Bilancio 2018, esaminiamo le principali novità che saranno apportate in materia di pensioni. La prima riguarda l’estensione della platea dell’Ape sociale: potranno accedere alle pensioni anticipate con onere a carico dello Stato i lavoratori che svolgono 15 categorie di lavori ritenuti gravosi. Le stesse categorie sono esentate dall’aumento dell’età pensionabile a 67 a partire dal 2019.  Potranno andare in pensione prima per le mamme lavoratrici con uno sconto di un anno per figlio, con il tetto di due anni. E’ prevista, inoltre, la creazione di un fondo per la proroga di altri risparmi. E’ stato reso strutturale, in aggiunta, il pagamento delle pensioni al 1° giorno del mese.

Pensioni e riforme: il bilancio di Damiano.

“Questa legislatura si è caratterizzata per un intervento significativo di correzione sul tema della previdenza”, ha affermato Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro alla Camera, per il quale:”Questo è stato possibile anche grazie alla pressione esercitata dai sindacati e dalla iniziativa parlamentare”. “Con le 8 salvaguardie”, ha proseguito, “Opzione Donna e Ape sociale, (per citare gli interventi principali), si è consentito a circa 240.000 lavoratori di poter andare in pensione utilizzando le regole ante Monti-Fornero o con l’anticipo pensionistico a 63 anni. Un risultato importante che ha evitato, a molti, l’ingresso nell’area della povertà e che va valorizzato”. La nostra battaglia dovrà continuare con l’obiettivo di rendere strutturale l’APE sociale al fine di consolidare il principio della flessibilità nel sistema previdenziale”, ha  concluso.

Pensioni d’oro e diritti acquisiti.

E’ entrato nel dibattito sulle pensioni d’oro, Luigi Ferone, vicesegretario nazionale del Partito Nazionale Pensionati, che ha commentato le affermazioni del vice presidente della Camera, Luigi di Maio, sulle cosiddette “pensioni d’oro”. Ferone ha affidato il suo pensiero ad un post su Facebook:”Appena qualcuno si accorge che lo Stato deve fare cassa, punta sempre sui pensionati.Questo è pericoloso, molto pericoloso. I Pensionati non possono essere il bancomat per tutte le evenienze. Si chiudano, veramente, gli Enti inutili, si riducano,veramente, le generose somme attribuite ai manager di Stato, si riduca l’insopportabile onere relativo all’accoglienza e si taglino tutte le spese inutili. I grillini, cercano soldi per finanziare i loro progetti? dove pensano di trovare le relative coperture finanziarie ? sforbiciando le pensioni, ovviamente. Si toccano le pensioni d’oro per il momento, quelle, cioè, con importi superiori ai 5.000 euro mensili, ma, fatti due calcoli, giammai si riuscirà a recuperare i 12 miliardi che servirebbero, ed allora che si fà? si abbassa l’asticella, sempre più in basso e questo potrebbe accadere sempre, in ogni occasione?”.

Per Ferone:”Sta passando l’idea che i pensionati, succhiano risorse dallo Stato, quindi alla collettività. Totalmente falso. I Pensionati ,purtroppo, non riescono neppure a recuperare quanto hanno pagato in una vita di contributi.Mettere continuamente in discussione i dritti ritenuti acquisiti, è un gioco perverso, che può colpire tutti, nessuno escluso. Prima di applaudire al primo demagogo che passa per strada, meglio riflettere. Perché sempre e comunque, si vogliono mettere le mani nelle tasche dei Pensionati? Non si ha certezza di nulla. In qualsiasi momento, secondo la logica che si sta imponendo,tutto può essere rivisto ed a qualcuno potrebbe anche venire in mente che, applicando il metodo contributivo a tutti i pensionati, si risparmierebbero 46 miliardi.

“Forse bisogna fare chiarezza e fissare in legge che un tetto pensionistico. Il Partito Pensionati, detto con chiarezza, ritiene che vi possa essere il pericolo che, alla fine, ad essere penalizzati dall’introduzione norme penalizzante siano tutti i pensionati, nessuno escluso. Invece di pensare continuamente a come mettere le mani in tasca ai pensionati, perché, non si aumentano tutte le pensioni ferme da quasi 20 anni? Si può vivere con 500 € o anche meno, al mese? Può un disabile vivere don 280€ al mese?NO !! ALLE PENSIONI D’ORO, MA ANCHE A QUELLE DA FAME”, ha concluso. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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