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Kabul, attacco kamikaze ad un'agenzia stampa. Circa 40 morti e 30 feriti: gli ultimi aggiornamenti

Attacco kamikaze ad un’agenzia stampa a Kabul. Attentato terroristico a Kabul con un bilancio di 40 morti e 30 feriti. Colpita un’agenzia stampa nella sede del Tabian Media Center. Uno dei più violenti attacchi terroristici a Kabul degli ultimi tempi Sono almeno 40 le persone morte e più di 30 altri feriti in maniera grave, quasi tutti civili, in seguito all’attentato suicida avvenuto oggi a Kabul, capitale dell’Afghanistan, presso la sede del Tabian Media Center, dove si trovano le redazioni dell’agenzia di stampa ‘Sadai Afghan’ (Voce afghana). Il Tabian Media Center è un centro culturale sciita. Al momento dell’attentato era in corso nei locali una riunione di studenti, secondo quanto riportato dal direttore dell’agenzia Sayed Hasan Hussaini. I talebani, da parte loro, hanno escluso via web qualsiasi responsabilità nell’attentato che per ora resta senza rivendicazione. Si ipotizza tuttavia un possibile coinvolgimento per l’esplosione kamikaze di oggi da parte dell’Isis, in considerazione anche del fatto che i responsabili del Tabyan Media Center e dell’agenzia di stampa AVA sono sciiti.

Kabul, attacco kamikaze ad un’agenzia stampa: la prima ricostruzione.

Tra le vittime delle due esplosioni – avvenute intorno alle 10.30 del mattino (le 7 ora italiana) – ci sarebbero oltre ai giornalisti anche numerose donne e bambini, secondo quanto dichiarato dal direttore dell’agenzia stampa Sayed Hasan Hussaini. Tale bilancio drammatico non ancora definitivo è stato confermato ai giornalisti dal portavoce del ministero dell’Interno e dai responsabili dell’ospedale Istiqlal della capitale afghana. Non è la prima volta che i giornalisti e media in Afghanistan siano vittime di attentati e del terrorismo islamista: lo scorso novembre la tv Shamshad TV venne colpita con un bilancio di due morti e oltre 20 feriti. A rivendicare l’attacco in questa occasione fu l’Isis. Poche ore prima, nel nord del Paese, il governatore del distretto di Dawlat Abad, Mohammad Karim, aveva invece incolpato i talebani per l’uccisione di sei bambini pastorelli, tra gli otto e i dieci anni, per l’esplosione di una mina lungo una strada nella provincia settentrionale di Balkh. Si conferma così il triste primato dell’Afghanistan come paese con il più alto numero di vittime di mine al mondo.

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