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Mattarella ha sciolto le camere

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di scioglimento delle camere, dopo i colloqui al Quirinale con il premier Gentiloni e il presidente del Senato, Grasso e la Boldrini, presidente della camera dei Deputati. In serata il Consiglio dei ministri ha indicato il 4 marzo come giorno delle prossime elezioni, e il 23 marzo come data di insediamento del nuovo Parlamento.

Le dichiarazioni del Premier alla conferenza stampa di fine anno.

Nel corso della conferenza stampa di fine anno il premier Paolo Gentiloni, ha fatto un bilancio della sua legislatura. Spiega Gentiloni, essere arrivati a una conclusione ordinata della legislatura «è uno degli obiettivi importanti che ha raggiunto questo governo». Il nostro Paese si stava ancora leccando le ferite e in un momento delicato della nostra economia «pensate a quanto sarebbe stato grave e devastante avere un’interruzione drammatica della legislatura». «La verità è che l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del Dopoguerra». Merito delle famiglie e delle imprese italiane, del lavoro e di chi si prende cura delle persone. «La politica deve avere un certo ritegno nel pensare che il merito sia suo». Per il premier il lavoro fatto negli ultimi anni ha permesso all’Italia di non essere più fanalino di coda dell’Ue.

Ha dichiarato «Il rapporto deficit/Pil era al 3% nel 2013, nel 2018 sarà all’1,8%, praticamente dimezzato». Gentiloni ha poi rivendicato la creazione di un milione di posti di lavoro in più «la maggior parte dei quali a tempo indeterminato». «Siamo tra i quattro o cinque giganti mondiali dell’export. A volte, come si dice a Roma, “nun ce se crede”, però è così: dovremmo tutti esserne consapevoli». «Naturalmente oltre a svolgere il mio ruolo fondamentale di presidente del Consiglio sia pure in un contesto di campagna elettorale e di camere sciolte, darò il mio contributo alla campagna elettorale del Pd» ha annunciato il premier. Ha tenuto a precisare, che il governo non è super partes, infatti «Fa riferimento a una maggioranza ed è normalissimo che chi lo guida abbia un ruolo, anche se non è un segretario di partito».

Poi un appello a tutti i partiti: «Più la campagna elettorale sarà lontana dalla facile vendita di paure e da dilettanti allo sbaraglio, meglio sarà per il Paese». Sull’ipotesi di un suo secondo mandato da presidente del Consiglio con una maggioranza di larghe intese, Gentiloni dice: «Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda credo che sarebbe usata contro di me. Governerò fino alle elezioni, dove mi auguro che la mia parte politica prevalga per poi avere un esecutivo con determinate caratteristiche». Sullo Ius Soli ha ribadito: “Non c’era incertezza sui contenuti, ma sui numeri“. Poi sulla commissione banche: “Ho registrato con sollievo la fine delle audizioni, non credo siano state utilissime. Ho insistito io perché Boschi restasse nel governo”.

Il prossimo governo secondo Paolo Gentiloni.

Il prossimo governo, secondo Gentiloni, dovrà essere ambizioso e puntare alle riforme: «Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio». Il nuovo esecutivo non dovrà dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora. Un altro dei suoi obiettivi dovrà essere di «tradurre la ripresa nella ricucitura delle lacerazioni sociali» garantendo «più lavoro» e «riducendo le disuguaglianze».

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