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Dal 1 gennaio in aumento tutti i pedaggi autostadali italiani

Autostrade e pedaggi, le ultime news. Da inizio gennaio del 2018 al via le nuove tariffe rincarate, per l’inflazione e il recupero degli investimenti effettuati sulla rete. Gli adeguamenti previsti dal ministero dei Trasporti, alzano in media i costi per gli automobilisti del +2,74%. Ma in alcune tratte il rincaro è maggiore della media: come ad esempio sulla Rav, Aosta Ovest-Morgex, dove la tariffa sarà del +52,69% (quasi 3 euro in più). Sulla Torino-Milano il pedaggio aumenta dell’8,34% (+4,6% nel 2016) e del +13,91 sulla Milano Serravalle. Torino e Milano sono le città più colpite dal rincaro, come è avvenuto lo scorso anno.

L’aumento medio per il gruppo Atlantia sarà del +1,51%, invece l’aumento delle tariffe del gruppo Sias, controllato da Gavio, sarà del +3,02%. L’incremento, come previsto dalla Convenzione Unica per le concessionarie autostradali, include il recupero del 70% dell’inflazione reale e la remunerazione dei nuovi investimenti effettuati. L’intenzione del ministero dei Trasporti, diretto da Graziano Delrio, è di premiare i gruppi autostradali che si sono comportati meglio, in base alla qualità del servizio, del recupero della produttività e degli investimenti.

Ecco quando si paga sulle principali tratte autostradali.

In particolare, per le tratte che collegano il Nord Italia, gli aumenti sono dell’1,67% per il Brennero, del 2,08% per la Brescia-Padova, dello 0,98% per l’Autostrada dei fiori (Genova-Ventimiglia), del +2,10% per la Salt (Sestri Levante-Livorno e La Spezia-Parma), dell’1,33% per la Sat (Livorno-Civitavecchia). La Sitaf (che gestisce il traforo del Frejus) aumenta la tariffa del 5,71%. La Brescia-Bergamo-Milano ad esempio aumenta la tariffa autostradale del 4,69%. Così come accade sulla Tangenziale est di Milano, +2,70%. La Pedemontana Lombarda aumenta dell’1,70%. Sulla Torino-Milano il pedaggio cresce dell’8,34%, mentre aumenta dell1,67% la Torino-Piacenza e del 2,79% la Torino-Savona. Previsto un incremento dell’1,88% ai pedaggi autostradali sulla rete di Autovie Venete, dopo il «congelamento» delle tariffe adottato nel 2015. Degli importi ricevuti, Autovie Venete destina il 2,5% circa all’Anas, invece l’Iva va allo Stato, una quota viene utilizzata per la copertura degli investimenti e un’altra, è destinata alla manutenzione.

In centro Italia, le tariffe della Strada dei Parchi crescono del 12,89% (riguardano la A24 e la A25 tra il Lazio e l’Abruzzo). L’adeguamento tariffario di competenza di Autostrade Meridionali (Napoli-Salerno) è pari al 5,98% e invece del +4,31% per la tangenziale di Napoli. Le restanti tratte autostradali del paese invece rimangono invariate. Per la classe A la tariffa sarà di 2,10 euro, per la B 2,20, per la classe 3 3,90, per la 4 4,90, per la 5 di 5,60. Secondo l’Unione nazionale dei consumatori, si tratta però «di aumenti inaccettabili».

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