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Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 18 gennaio 2018

Le ultime news dal mondo delle carceri ad oggi, 4 gennaio 2018. Un detenuto è deceduto nello scorso novembre a Sassari a causa di un tumore al cervello. Come riporta stylo24.it, la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per fare luce sulla faccenda. Dalle prime indagini è emerso che il detenuto è morto all’ospedale Cardarelli, ma tutto il critico decorso della malattia al cervello il detenuto l’ha vissuto in carcere, a Sassari. Il detenuto, una volta operato al cervello, ha continuato a scontare la pena all’interno del carcere. Solo quando le sue condizioni si sono aggravate, al detenuto è stato consentito di tornare a casa.

Amnistia e carceri, le ultime news ad oggi, 4 gennaio 2018.

Si chiede ancora di conoscere la verità sulla morte di un detenuto, avvenuta a Napoli ben 6 anni fa. A parlare stavolta è il figlio del detenuto che, come riporta Cronache della Campania, vuole sapere com’è morto il padre. Il detenuto fu arrestato nel 2006, accusato di associazione camorristica. Dopo due anni trascorsi nel carcere di Poggioreale, il detenuto ha avuto un malore a causa di un’ischemia. Nonostante le critiche condizioni di salute, non fu permesso al detenuto di tornare a casa: il suo stato è stato giudicato compatibile con la detenzione.

Dopo pochi giorni dall’ictus le sue condizioni sono precipitate ed è stato disposto il ricovero al Cardarelli, dove gli sono stati diagnosticati un ictus, trombosi alle gambe e perdita di memoria. Dopo questo referto, al detenuto sono stati accordati i domiciliari, ma ben presto il giudice ha disposto nuovamente il regime detentivo. Dopo qualche mese, il detenuto fu nuovamente colto da malore e fu portato all’ospedale Loreto Mare, dove ha trovato la morte.

La famiglia chiede giustizia: “Io non discuto ne voglio giudicare quello che ha fatto mio padre. Era stato condannato e stava scontando la sua condanna. Noi oggi, come famiglia, a circa sei anni di distanza dalla sua morte non sappiamo come è morto. Ci hanno negato addirittura di conoscere i risultati dell’autopsia. Io non credo che questa sia una giustizia giusta. Se esiste un diritto questo spetta a noi familiari e noi vogliamo sapere solo la verità”, ha dichiarato il figlio.

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