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Amnistia e indulto, carceri e detenuti, le ultime news al 18 gennaio 2018

Amnistia e carceri, le ultime news al 9 gennaio: l’esecuzione penale esterna a Rimini. La riforma dell’ordinamento penitenziario ha puntato i fari sulle misure alternative al carcere. Come riporta ilponte.com, a Rimini si stanno cervando misure alternative al carcere, attraverso cui si potrà puntare sul reinserimento dei detenuti nella società. Sono infatti state stipulate tredici convenzioni per l’istituto di messa alla prova con il Tribunale di Rimini. Si tratta di imprese sociali ed associazioni che si mettono a disposizione per offrire ai detenuti di prendere parte alle proprie attività. Il responsabile ufficio del personale della cooperativa sociale riminese La Formica Eleonora Renzi ha parlato dell’esperienza della coop. sociale La Formica. Il figlio firme del programma di riabilitazione viene accuratamente compilato in entrata ed in uscita, e va poi consegnato in Questura. È da questo foglio che si evince il completamento delle ore previste per il programma. Eleonora Renzi ha poi spiegato la differenza con l’istituto della messa alla prova: “Qui non abbiamo a che fare con la Questura ma con l’U.E.P.E., l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna. L’iter degli allegati e della redazione dei documenti è pressoché lo stesso, ma cambia il nostro interlocutore per la presentazione del piano di lavoro, e la redazione del foglio firme e del verbale conclusivo. Questa misura alternativa alla detenzione è generalmente prevista per i recidivi. Mi sono capitati anche reati come la frode o il falso in atto pubblico. Un’altra differenza fondamentale è che viene stabilito un monte ore da espletare in un arco temporale definito, e il calendario è aperto. L’importante è svolgere tante ore quante sono state determinate dall’autorità giudiziaria. Si produce un foglio firme in bianco (senza date vincolati) e in un arco di tempo definito si completa di volta in volta con le date in cui si è svolta la prestazione”.

Le ultime news dal mondo delle carceri: il progetto di ristrutturazione a Bollate.

Una bella iniziativa si segnala a Milano, dove il carcere di Bollate è riprogettato da studenti si architettura, detenuti e agenti di polizia penitenziaria. Tutto ciò fa parte del progetto Una traccia di libertà, partito lo scorso ottobre. A parlare del progetto è il docente che coordina la ricerca Andrea Di Franco: “Sono stati tantissimi gli studenti del laboratorio di progettazione architettonica che hanno fatto richiesta di partecipare. Alla fine abbiamo dovuto selezionarne solo 65, tutti con una media superiore al 29, a causa del limite di ingressi a Bollate dove insieme al direttore Massimo Parisi abbiamo fatto cinque giornate di incontri fra studenti, detenuti e agenti di polizia penitenziaria per capire le esigenze e i problemi di chi vive recluso”. Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.

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