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Riforma pensioni oggi 14 gennaio 2018: quota 41, età pensionabile, pensioni anticipate, flessibilità in uscita

Riforma pensioni, le ultime news.  Sul fronte riforma pensioni, Salvini, il leader della Lega, ribadisce di credere necessaria la revisione dei paletti dell’età pensionabile: “Su questo non scherziamo. Stanno lavorando in questi minuti per un patto davanti agli elettori. Se ci sono altri Berlusconi che vogliono lavorare fino a 95 anni, glielo permetti. Non obbligo nessuno a mollare il lavoro, se uno è in gamba e ha voglia. Ma tu dopo 41 anni di lavoro hai maturato il diritto a riavere indietro i tuoi soldi. Il numero è 41”. “Berlusconi dice ‘ne cancelleremo gli aspetti negativi’. Fatto salvo che gli aspetti positivi neanche li ho trovati, facciamo che io per buon senso, per dialogo, per voglia di trovare un accordo, dica: ‘va bene, cancelleremo gli aspetti negativi della Legge Fornero’. Ci mettiamo lì nero su bianco e chiedo a Berlusconi: mi trovi un aspetto positivo e sono pronto a cambiare idea”.

Riforma pensioni, le news di Ezio Cigna è responsabile previdenza pubblica Cgil nazionale.

Le ultime news sul fronte pensioni, vengono fornite da Ezio Cigna, responsabile previdenza pubblica Cigl nazionale, che ha così dichiarato: “Gli impegni assunti dall’esecutivo, con la sottoscrizione del verbale di sintesi, avrebbero dovuto far rientrare nella proposta prima e nella legge di bilancio poi misure e interventi su alcuni temi per noi centrali, come giovani, donne, lavoro di cura e la revisione totale del meccanismo di adeguamento del requisito pensionistico legato all’attesa di vita. Le proposte del governo legate alla previdenza risultano invece del tutto insoddisfacenti, in linea con le risorse che hanno deciso di investire su questo tema, addirittura di molto inferiori rispetto a quelle risparmiate per il mancato utilizzo di Ape sociale e precoci nel 2017”.

Aggiunge Cigna:”I temi oggetto di confronto da far rientrare nella “fase due” sarebbero dovuti essere: 1) pensione di garanzia nel contributivo e per i giovani; 2) adeguamento del requisito pensionistico all’attesa di vita; 3) valorizzazione del lavoro di cura e delle donne; 4) flessibilità in uscita; 5) rilancio della previdenza complementare; 6) separazione tra assistenza e previdenza, rivalutazione delle pensioni. Molto poco di questi temi è rintracciabile nella legge di bilancio, motivo per cui la vertenza sulle pensioni continua nella direzione indicata nella piattaforma unitaria del 2015, che rimane il faro dell’azione sindacale e delle nostre proposte.

La legge Monti-Fornero sulle pensioni è stata un’enorme operazione di cassa, che ha prelevato nel periodo 2012-2020 circa 80 miliardi di euro. Una manovra che ha introdotto elementi di eccesiva rigidità, che ha spostato per tutti il traguardo pensionistico ben oltre i livelli degli altri Paesi europei, con ricadute importanti, anche di natura sociale. In questo momento, c’è bisogno di risposte meno parziali e provvisorie, ma che riguardino l’intero sistema, creando flessibilità in uscita, valorizzando il lavoro di cura e delle donne, garantendo ai giovani e a tutti coloro che avranno una pensione calcolata con il sistema contributivo, una pensione di garanzia che ridia fiducia e credibilità al sistema pubblico”.

Pensioni anticipate e flessibilità in uscita, il parere di Ezio Cigna.

L’introduzione di flessibilità di accesso al pensionamento – ribadisce Cignaa nostro avviso è urgente e sostenibile, a maggior ragione se osserviamo cosa succede in Europa, dove la Germania ha un’età di uscita a 65 anni e 5 mesi (come in Spagna) e salirà a 67 solo nel 2029. In Francia l’asticella quest’anno è a 65 anni e 3 mesi e molte categorie hanno diritto a un anticipo: i lavoratori precoci possono andare in pensione tra i 57 e i 60 anni, chi ha fatto lavori gravosi a partire dai 60, chi ha un handicap tra i 55 e i 59. Il tema dell’adeguamento del requisito pensionistico legato all’attesa di vita è stato sicuramente l’elemento più delicato del confronto sindacale, su cui era necessario fare molto di più, rivedendo totalmente un meccanismo folle, che rischia di allontanare per tutti il traguardo pensionistico.

Aver previsto un esonero dell’adeguamento dei requisiti pensionistici all’attesa di vita solo per le 15 categorie e solo per lo scatto dei 5 mesi previsto per il 2019, non ha assolutamente risposto al problema, visto che secondo i nostri calcoli non saranno più di 8 mila l’anno le persone interessate. Nelle nostre richieste al governo, durante il confronto sulla fase due – oltre alla richiesta del blocco dell’adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione previsto con decorrenza 1° gennaio 2019 – avevamo chiesto di avviare un negoziato per la revisione dell’attuale meccanismo di adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita per quanto concerne la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata e i coefficienti di trasformazione, proponendo di costituire un gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti dei ministeri e degli istituti competenti e da Cgil, Cisl e Uil, al fine di individuare i criteri in grado di poter misurare il diverso impatto delle attività lavorative sulla speranza di vita”.

Ape social e precoci, il bilancio di Cigna.

Rimarca Cigna:”Considerando i numeri del monitoraggio effettuato dall’Inps sulle domande di Ape sociale e precoci, è evidente che aver mantenuto anche per le donne un requisito contributivo così alto (30 anni o 36 anni di contribuzione) ha prodotto un numero di domande molto basso. C’era quindi bisogno di un maggior riconoscimento o abbassamento del requisito contributivo richiesto per tutte le donne, che anche con il riconoscimento di un anno di sconto contributivo per ogni figlio fino a un massimo di due anni, non farà cambiare di molto il risultato, che secondo le nostre stime non interesserà più di un migliaio di donne l’anno.

Alcuni aspetti che abbiamo colto positivamente nella legge di bilancio (possibilità di perfezionamento del requisito contributivo previsto per i gravosi anche con i 7 anni di lavoro negli ultimi 10 anni, oppure aver eliminato il vincolo del 17 per mille per il riconoscimento del lavoro gravoso) sono anche frutto del nostro lavoro, innanzitutto per la mobilitazione messa in campo, ma anche per il confronto e la pressione svolta verso tutti i gruppi parlamentari nel corso dell’iter di approvazione della legge di bilancio”, conclude Ezio Cigna responsabile previdenza pubblica Cgil nazionale. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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