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È morta all'età di 46 anni Dolores O’ Riordan, cantante dei Cranberries. Le cause del decesso sono ancora sconosciute

È morta Dolores O’ Riordan, ragazza di campagna della profonda Irlanda, con i Cranberries segnò gli anni ’90. Con l’album capolavoro, «No Need to Argue», i Cranberries diventarono la seconda band irlandese più popolare del mondo dopo gli U2, e con Zombie, canzone densa e oscura, rimandarono alle tragedie del conflitto nordirlandese (allora ben lungi dal terminare) che i più ignoravano.

La cantante della band irlandese dei Cranberries è morta all’età di 46 anni.

Le cause del decesso sono ancora sconosciute. La cantante aveva avuto già molti problemi di salute nel 2017 e a causa di ciò era stata costretta a cancellare una parte del tour della scorsa primavera, compresa la data prevista il 12 giugno a Milano e le altre 4 annunciate poco dopo: “Purtroppo la cantante Dolores O’Riordan ha avuto istruzioni dai medici di interrompere le attività per le prossime 4 settimane, per motivi di salute – si legge nel comunicato con cui Live Nation avvisò della cancellazione -. Questo significa che le prossime date in calendario non potranno avere luogo”. Attualmente quindi non sono note le cause del decesso, ma solo che è avvenuto all’improvviso.

All’Irish Times, all’inizio del 2017, aveva dichiarato che a causa del troppo lavoro, in passato, aveva avuto un collasso: “Finché ce l’ho fatta – ha detto la cantante – ho tenuto duro in questi anni, come se fossi aggrappata a delle montagne russe”, ma a partire dall’album “To the Faithful Departed”, dice di aver mollato: “Mi sono ammalata, ho avuto un crollo causato dal troppo lavoro“. In effetti erano noti i problemi di salute della cantante: chi la conosceva e le era vicino sapeva da molto tempo dei demoni – così li definisce un pezzo del Belfast Telegraph, che ne ripercorre i problemi di salute – che la dominavano già da tempo. La madre la vedeva estremamente vulnerabile. La cantante aveva dovuto affrontare un passato fatto di violenze: “Per quattro anni, quando ero piccola, ho subito violenze sessuali. Ero solo una bambina” disse al giornalista, spiegando come questa esperienza l’avesse condotta a problemi di depressione, manie suicide e anoressia.

Dopo l’incredibile successo la band si prese una pausa, anche se non si sciolse ufficialmente, e la O’Riordan decise di intraprendere la carriera solista pubblicando due album: “Are You Listening?” nel 2007 e “No Baggage” nel 2009, prima della reunion avvenuta proprio nel 2009. Con la band, dopo i fasti degli anni 90 e album come l’esordio “Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?” e i successivi “No Need to Argue” del 1994, “To the Faithful Departed” del 1996, “Bury the Hatchet” del 1999 e “Wake Up and Smell the Coffee” del 2001, tornò con “Roses” del 2012 e l’ultimo, “Something Else” nel 2017. La O’Riordan era madre di un figlio, Taylor e due figlie, Molly e Dakota.

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