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Riforma pensioni oggi 18 luglio 2017: pensioni anticipate, quattordicesima, pensioni dei parlamentari, PEPP

Pensioni anticipate e superamento legge Fornero. Nei programmi elettorali dei partiti coinvolti nella competizione elettorale le pensioni sono uno dei temi cruciali. Il blocco dell’aumento età pensionabile, l’introduzione di maggiore flessibilità in uscita e le pensioni anticipate sono alcuni degli argomenti più dibattuti. Anche nel programma di governo di Liberi ed Uguali trova spazio la riforma delle pensioni. Per il partito di Pietro Grasso è necessario “rivedere in profondità la riforma Fornero, anche riarticolando il sistema delle uscite anticipate o ritardate per tipologie di attività, in base al carico di gravosità del lavoro svolto. L’eventuale superamento della soglia di età differenziata così identificata deve avvenire esclusivamente su base volontaria”.

Pensioni anticipate 2018: proroga di Opzione donna, nona salvaguardia. 

Per Liberi ed Uguali, “anche la maternità deve essere riconosciuta come fattore di possibile anticipo dell’età di pensionamento”. Il partito propone, dunque “la stabilizzazione di Opzione donna“. Per risolvere definitivamente l’annosa questione degli esodati per il partito di Grasso andrà messa in campo la nona salvaguardia. Ed inoltre:”Per avere finalmente una discussione seria nel Paese sul finanziamento dell’insieme del sistema di welfare e sullo stato dei conti dell’Inps, la previdenza va finalmente separata dall’assistenza”.

Pensioni anticipate, superamento Legge Fornero.

Anna Giacobbe, deputato uscente del Pd e membro della commissione lavoro alla Camera, a proposito del dibattito sulla riforma delle pensioni e l’abrogazione della Legge Fornero ha affermato:”La legge Fornero, dal 2012 a oggi, è stata già cambiata, dove e come è stato possibile. Lo sanno coloro che sono riusciti ad andare in pensione o hanno riconquistato la possibilità di farlo. Sono 250.000 lavoratori e lavoratrici. Poi ci sono quelli che hanno riavuto la pensione intera e non ridotta perché “precoci”, e coloro che non pagano più tanti soldi per mettere insieme contributi versati in gestioni diverse (ma quel cumulo oneroso non mettiamolo in conto alla Fornero, viene da prima)”.

Per Giacobbe :“La possibilità di andare in pensione a 63 anni se disoccupati o con problemi sociali rilevanti deve diventare permanente (i 41 anni per i precoci lo sono già). Per come è concepita l’APE sociale, di spesa sociale si tratta, non previdenziale, con buona pace dell’Europa, che ci spiega sempre che la nostra è inferiore alla media. Inoltre, prosegue Giacobbe, poichè “i lavori non sono tutti uguali”, a quelli “più gravosi deve essere riconosciuta la possibilità di andare in pensione prima: a quelli già individuati possono esserne aggiunti altri (questa prospettiva è già messa in conto e ci sarà un lavoro di approfondimento in quella direzione). Per questo servono risorse, che devono e possono essere trovate”. Inoltre, per Giacobbe, bisogna tener conto del fatto che “il lavoro di cura, soprattutto per le donne, condiziona la vita lavorativa e quindi il destino pensionistico delle persone: deve essere considerato tra le ragioni per anticipare la pensione”.

Riforma pensioni: preoccupazione per le pensioni future.

Franco Piacentini, ex presidente del comitato regionale Inps del Veneto, oggi pensionato e alla guida dell’Auser del Veneto, ha lanciato un monito per le pensioni delle giovani generazioni dalle pagine de “Il Gazzettino”:”I giovani precari di oggi prenderanno pensioni dimezzate rispetto ai loro padri, arrivando mediamente a 500 euro”, ha affermato.  “Da decenni”, ha proseguito Piacentini, “si sa che il valore economico medio delle pensioni non è sufficiente a garantire nel tempo una vita dignitosa alle persone, soprattutto nelle fasi della disabilità e della non autosufficienza. Maggiormente preoccupante è la prospettiva previdenziale per le giovani generazioni, per i precari e i disoccupati, se non si interverrà, modificandolo radicalmente, sul sistema di calcolo contributivo”.

Per Piacentini:”Il sistema previdenziale non è più in equilibrio. Il problema da cui tutto si origina è la mancanza di stabilità occupazionale oggi: per garantire la sostenibilità, con i versamenti che fra impresa e lavoratore si attestano a circa il 32%, servirebbero tre lavoratori a tempo indeterminato per ogni pensionato, ma oggi il rapporto è di circa la metà, con una media di 1,5 per ogni pensionato: è chiaro che così il sistema non può reggere. A questo poi si aggiunge una mancata volontà di combattere l’evasione, che generalmente viene considerata solo come fiscale ma che è anche contributiva e va, quindi, a ridurre ulteriormente il patrimonio”.

Per quanto riguarda le riforme in tema di pensioni promesse dai partiti impegnati nella competizione elettorale, Piacentini ha affermato:”Invece di schiamazzi propagandistici, sarebbe opportuno aprire un tavolo di concertazione con esperti e parti sociali per trovare una strada che permetta di contemperare tutti gli interessi e trovare un equilibrio ed una sostenibilità futura. Ci sono tanti aspetti da considerare oltre alle novità introdotte dalla riforma Monti-Fornero, come aspetti della riforma Dini, degli anni 90, che non sono mai stati sviluppati, come il discorso della previdenza complementare. Il pensiero deve essere rivolto al domani e non all’oggi”.Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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