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Riforma pensioni, oggi 8 febbraio 2018: le novità su pensioni anticipate e proroga opzione donna

Riforma delle pensioni 2018: pensioni anticipate ed Opzione donna. Il Comitato Opzione Donna Social è un gruppo nato in rete che con l’obiettivo di supportare tutte le attività connesse alla legge 243/2004 cd. Opzione Donna. Per il Comitato Opzione Donna Social, sebbene Opzione donna “abbia visto compiersi con la Legge di Bilancio 2017 quello che era il suo dettato originale, ancora necessita di variazioni ed aggiustamenti da parte del legislatore“.

L’obiettivo che si prefigge il CODS è dunque quello di “partecipare, aggiornare, pubblicizzare e sostenere ogni iniziativa governativa e parlamentare al fine di implementare, migliorare e variare misure, anche ex-novo di pensionamento anticipato relativamente alla platea femminile, nell’ottica di un’auspicata ed equa flessibilità previdenziale, anche attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro di cura – mancata possibilità di cumulo e quindi di accesso alla misura, di tutte coloro che nel corso della propria carriera lavorativa hanno maturato e versato anni di contribuzione nelle diverse casse previdenziali”.

Pensioni, lavori di cura ed Opzione donna. Il punto di Orietta Armiliato.

Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, a proposito dell’attività del Comitato ha precisato:”Coerenti con i nostri obiettivi e soprattutto consapevoli di quello che deve essere il nostro ruolo, per natura e cultura, lavoreremo al fianco sostenendo e promuovendo ogni azione di chi porterà avanti con determinazione e con buon senso, provvedimenti e norme che possano continuare a percorrere il cammino tracciato al fine di poter affrancare le donne lavoratrici dalla stretta di lacci e laccioli che negli anni sono stati imposti per sopperire alle carenze di un sistema che deve essere corretto fino al cambiamento”.

“Il CODS”, ha proseguito Armiliato, “ha cominciato più di un anno fa a porre ogni giorno in maniera significativa queste tematiche creando focus giornaliero sul concetto che è racchiuso nella definizione di “lavoro di cura”, riduttiva forse come espressione linguistica ma che è la semplice sintesi di tutto ciò che le donne si sobbarcano e che inficia il loro quotidiano a tutto tondo dalla lettera “A” di Aziendale (esempio problematiche connesse al salario) passando dalla lettera “O” (esempio Organizzazione familiare) ad arrivare alla lettera “Z” di Zavorra (esempio carichi di lavoro a loro arbitrariamente assegnati)”.

L’amministratrice del CODS, a proposito di pensioni e di Opzione donna ha ricordato: “Il parere dei sindacati sulla misura dell’Opzione Donna sia da quando la legge fu emanata sia successivamente, fu sempre piuttosto negativo poiché le OO.SS ravvisavano il rischio, almeno per una significativa platea, di andare a percepire un reddito mensile così basso da poter creare situazioni di pesante criticità anche in considerazione dell’elevato numero di anni di contribuzione richiesto per accedervi”.

” Non passa giorno”, ha sottolineato Armiliato, “che io non riceva almeno un messaggio da parte di donne che, esercitato il diritto, si sono rese conto che non riescono a vivere dignitosamente con la pensione che percepiscono (ricordo che OD è interamente calcolata con il sistema contributivo)”. “Comprendo che la reazione immediata di chi sta leggendo possa essere del tipo “ma non vi siete fatte fare simulazioni e conteggi prima di sottoscrivere la richiesta di pensione?” A domanda posta, le risposte sono sempre le stesse ” ma era un più o meno, non avevano il programma, mi hanno detto che all’incirca poteva essere xxx” o, peggio, “non avevo alternative essendo completamente senza reddito” e/o “ho pensato di poter integrare la pensione facendo qualche lavoretto etc.etc”, ha aggiunto.

Armiliato ha quindi sottolineato:”Dunque il monito per tutte le lavoratrici, siano esse già in possesso dei requisiti ma che ancora non hanno esercitato l’opzione oppure siano lavoratrici che chiedono a gran voce che la misura sia inserita nei programmi dei vari partiti, di valutare attentamente la scelta, facendosi produrre puntuali simulazioni e calcoli che i Patronati e l’INPS debbono essere in grado di produrre in nome del diritto di tutela del nostro personale interesse“. L’amministratrice del CODS, nell’esternare il suo pensiero, ha precisato che tali considerazioni sono semplici suggerimenti, non una presa di posizione contro la misura dell’Opzione Donna. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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