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Amnistia, indulto, carceri, detenuti, misure alternative, affettività: le ultime news ad oggi 6 febbraio 2018

Carceri, giustizia, le novità sui decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario. Va avanti l’iter parlamentare dello schema di decreto legislativo, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 22 dicembre, sulla riforma dell’ordinamento penitenziario. La Commissione Giustizia della Camera dovrebbe votare il suo parere mercoledì prossimo, mentre a Palazzo Madama, la Commissione esaminerà il testo per tutta la settimana, convocando anche in audizione il direttore generale per il trattamento detenuti del Dap, Calogero Piscitello, il procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, e il docente di medicina e psicologia dell’università La Sapienza, Stefano Ferracuti. Ne ha dato notizia l’Agi in una nota.

La riforma prevede, in particolare, il rafforzamento e l’ampliamento delle misure alternative al carcere, superando automatismi e preclusioni, tranne che per i condannati per delitti di mafia e terrorismo. Si tiene conto delle statistiche secondo cui per chi espia la pena in carcere vi e’ recidiva nel 60,4% dei casi, mentre per coloro che hanno fruito di misure alternative alla detenzione il tasso di recidiva e’ del 19%, ridotto all’l% per quelli che sono stati inseriti nel circuito produttivo. Un’attenzione specifica viene dedicata al percorso riabilitativo del detenuto, attuando pienamente il dettato costituzionale. Per gli addetti ai lavori, il decreto sull’ordinamento penitenziario è un “passo in avanti”, nonostante non manchino criticità.

Le novità contenute nel decreto sulla riforma dell’ordinamento penitenziario.

Lo schema di decreto contiene anche novità sulla sanità penitenziaria, con l’equiparazione tra infermità fisica e psichica, volta ad garantire adeguati percorsi rieducativi compatibili con le esigenze di cura della persona. Una previsione importante riguarda poi il regime di semilibertà, con la possibilità di accedere a tale istituto da parte dei condannati all’ergastolo (tranne che per mafia e terrorismo), dopo che abbiano correttamente fruito di permessi premio per almeno 5 anni consecutivi, nuovo presupposto alternativo a quello dell’espiazione di almeno 20 anni di pena. Attenzione particolare viene data alla socialità del detenuto, con attività comuni, studio, lavoro e anche lo svago, nonchè all’alimentazione per i reclusi, estendendo i requisiti del vitto, rispetto a quanto attualmente previsto, in modo da soddisfare le esigenze delle diverse ‘culture’ ed ‘abitudini’ alimentari.

I detenuti vengono tutelati anche da discriminazioni legate all”identità di genere’ e all’orientamento sessuale. In linea, inoltre, con le regole europee, si pone in risalto il diritto del detenuto ad essere assegnato ad un istituto prossimo alla residenza della famiglia “fatta salva l’esistenza di specifici motivi contrari”, come il mantenimento o la ripresa di’ rapporti con la criminalità comune o organizzata. Viene consentito l’uso delle tecnologie informatiche all’interno del carcere, anche per i contatti con la famiglia, ad esempio, attraverso l’uso della posta elettronica e dei colloqui via Skype. Sulla riforma si attende ancora il parere che il Csm è chiamato a dare.

Il Guardasigilli Andrea Orlando ha sottoposto all’esame del Garante nazionale per i detenuti anche altri schemi di decreto: i testi, inerenti il lavoro per i detenuti, la giustizia riparativa e l’ordinamento penitenziario minorile, sono già stati trasmessi da via Arenula a Palazzo Chigi, ma non sono stati finora esaminati dal Consiglio dei Ministri. Un punto della delega sulle carceri contenuta nella riforma del processo penale entrata in vigore la scorsa estate riguardava anche il “diritto all’affettività” del detenuto: questa parte, pero’, non ha trovato spazio nei decreti, data la clausola di invarianza finanziaria.

Il post di Rita Bernardini dei Radicali.

Intanto, l’esponente dei Radicali Rita Bernardini, in sciopero della fame da 15 giorni, sul suo profilo Facebook ha ribadito l’urgenza dell’emanazione di tali decreti, almeno della parte “che consenta a detenuti e familiari di mantenere e curare i rapporti con la famiglia”. “Oggi per me – sottolinea la Bernardini nel post – è il 13° giorno di sciopero della fame mentre 6.603 sono le adesioni al Satyagraha di cittadini detenuti e liberi a sostegno del varo completo e definitivo della riforma dell’Ordinamento penitenziario. Le indiscrezioni che circolano non sono delle migliori, sembra infatti che il Governo non abbia intenzione di approvare definitivamente persino la parte ora sottoposta al parere delle commissioni giustizia di Camera e Senato, figuriamoci le parti mancanti su lavoro, affettività, ordinamento minorile, misure di sicurezza, giustizia riparativa.

La nota dell’AGI non è confortante. Si dà notizia infatti di un’approvazione entro il 2 marzo, cioè a due giorni dal voto, mentre sembra che l’ultimo consiglio dei ministri della legislatura in corso sia in calendario per il 9 febbraio. E allora, come stanno le cose, ministro Andrea Orlando e presidente Paolo Gentiloni? Una cosa che viene scritta nella nota AGI è che non si potrebbe approvare il testo sull’affettività elaborato dall’apposita commissione nominata da Orlando perché non ci sono i fondi stanziati in bilancio. Ora, a parte il fatto che ci si chiede perché il governo non abbia deciso di stanziarli, c’è da dire che nella normativa proposta ci sono punti che non prevedono un’ulteriore spesa, come quelli che stabiliscono l’aumento del numero e della durata delle telefonate!

Perché non approvare allora almeno le parti che non comportano spesa e che consentono a detenuti e familiari di mantenere e curare i rapporti con la famiglia? Per quel che mi riguarda, proseguirò lo sciopero della fame ad oltranza assieme a tutti coloro che credono che i “principi” non stiano in costituzione per essere violati, ma per “principiare” finalmente un nuovo cammino -oggi sconosciuto ai rappresentanti istituzionali- che sia finalmente democratico, conforme allo stato di diritto e rispettoso dei diritti umani. Spes contra spem”, conclude la Bernardini. Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.

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