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Pensioni 2018. previste trattenute e rivalutazioni nel 2018

Tutte le novità sulle pensioni in arrivo per il 2018. Da inizio gennaio ci sono moltissime novità sul fronte pensionistico. A partire dall’aumento della platea dell’Ape social fino all’aumento dell’età pensionabile. Per quanto riguarda il sistema pensionistico, dunque, sono molteplici le modifiche approvate nella legge di stabilità del 2018. Al termine di una trattativa con i sindacati, sono state determinate 15 categorie di lavoratori che non subiranno aumento automatico dell’età pensionabile che scatterà dall’1 gennaio 2019. Secondo quanto previsto dalla riforma Fornero, dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni, 7 mesi in più rispetto a quanto accade oggi, ciò per effetto dell’aumento della speranza di vita rilevata da Istat. Vediamo nel dettaglio le novità previste.

Ape volontaria.

L’Ape volontaria è una sperimentazione dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 (articolo 1, comma 166 e seguenti, legge di Bilancio 2017). Si tratta di un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. L’anticipo finanziario può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata, sono invece esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali. Il prestito è erogato da soggetti finanziatori e imprese assicurative stabiliti.

Il prestito ottenuto viene restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’INPS all’atto del pagamento. Inoltre, il prestito è, anche, coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza. I requisiti da possedere per accedere al prestito, al momento della richiesta: avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi, maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi, non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità. Non è necessario cessare l’attività lavorativa. Per ottenere l’APE occorre presentare la domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia all’Inps.

Ape social.

Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, intesa ad accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni ed è soggetta a limiti di spesa. La legge di Bilancio approvata ha esteso la platea dell’Ape social a quattro nuove categorie di lavoratori impegnati in attività gravose (braccianti, siderurgici, marittimi e pescatori). I beneficiari saranno, i lavoratori appartenenti alle 15 categorie considerate gravose ma anche coloro che hanno 63 anni e sono disoccupati, oppure invalidi, oppure impegnati nella cura di parenti disabili. La manovra ha introdotto la possibilità per le mamme lavoratrici di accedere all’anticipo pensionistico. Lo “sconto” pensionistico prevede il requisito di un anno per figlio, fino a un massimo di due anni.

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