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Riforma pensioni, oggi 28 giugno 2017: Ape, pensioni anticipate, flessibilità, cumulo, opzione donna, precoci

Riforma delle pensioni: modifiche alla Legge Fornero. Quando si parla di riforma delle pensioni è quasi automatica l’associazione con la legge Fornero. C’è chi vorrebbe dei ritocchi all’impianto generale per ottenere maggiore flessibilità in uscita e chi vorrebbe la sua abrogazione. La Lega ed il Movimento Cinque stelle sono tra quest’ultimi. In un editoriale del Corriere della sera gli economisti  Alberto Alesina e Francesco Giavazzi hanno proposto una simulazione degli effetti del taglio delle cosiddette “pensioni d’oro”, che per Luigi di Maio, leader del M5S dovrebbe servire a coprire i costi che scaturirebbero dall’abrogazione della legge Fornero.

Per gli economisti:”Cancellare del tutto le pensioni superiori ai 5.060 euro (un intervento evidentemente incostituzionale) coprirebbe solo per un anno il buco che si aprirebbe cancellando la norma della legge Fornero che lega l’età della pensione alla speranza di vita. Già dal 2020 quei risparmi non basterebbero più e bisognerebbe ridurre anche le pensioni nella fascia inferiore, cioè quelle oltre i 2.370 euro mensili netti: stiamo parlando di circa 670.000 pensionati che costano allo Stato 41 miliardi l’anno. Poiché il congelamento dell’età lavorativa, come detto, costerebbe a regime 16 miliardi, queste pensioni dovrebbero essere tagliate, a regime, in media del 40 per cento. Anche questo è un intervento che difficilmente sopravviverebbe a un ricorso alla Corte costituzionale, in quanto ridurrebbe la pensione molto al di sotto dei contributi versati”.

Alesina e Giavazzi ritengono, quindi, conti alla mano, che “l’ossessione”, dei Cinque stelle e della Lega per la legge Fornero sia da imputarsi a motivazioni di carattere strettamente elettorale, in quanto, non sarebbero facilmente gestibili i costi derivanti dalla cancellazione della legge in questione.

Riforma delle pensioni e legge Fornero. Il punto di Cazzola.

Rimanendo in tema di riforma delle pensioni e di legge Fornero, l’economista Giuliano Cazzola in un’intervista a Labitalia, ha condiviso le preoccupazioni di Alesina e Giavazzi sul futuro del sistema pensionistico. “È giusto che due autorevoli commentatori prendano posizione, perché se è vero che il M5S e la Lega (la quale si sta tirando dietro tutto il centrodestra compresa Forza Italia) hanno dichiarato guerra alla riforma Fornero, in realtà non c’è nessuno che la difenda”, ha affermato l’esperto di previdenza.

Cazzola, ha osservato:“La riforma Fornero ha già subito mutilazioni gravi: non dobbiamo dimenticare che le misure adottate nel 2017 hanno comportato un aggravio di spesa di 7 miliardi in un triennio, mentre quelle della legge di bilancio per il 2018 aggiungeranno altri 2 miliardi in un decennio”. Per l’economista: “Bisogna avere il coraggio di denunciare l’insussistenza dell’equazione poveri=pensionati. Nella diffusione di questa ‘bufala’, i media soprattutto televisivi portano una responsabilità enorme”.

Riforma delle pensioni ed età pensionabile. Il post di Leonardi.

Il consigliere economico di Palazzo Chigi, Marco Leonardi, ha toccato il tema della riforma delle pensioni e delle misure introdotte sulla previdenza con la Legge di Bilancio 2018 in un post, partendo dall’editoriale di Alesina e Giavazzi. “L’accordo di quest’anno sulle pensioni del governo Gentiloni con CISL e UIL (e purtroppo senza la CGIL) contiene tre principi innovatori di fondamentale importanza, che vanno al di là della spesa impegnata (100 milioni nel 2018 e 300 a regime): 1) le occupazioni gravose vengono esentate dall’adeguamento dell’età pensionabile, un principio di giustizia che c’è in pochi altri paesi tra cui la Germania (in cui funziona diversamente), che va rivendicato con orgoglio; 2) d’ora in poi l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita avverrà in maniera lineare e non coglierà i picchi delle stime dell’aspettativa di vita come è avvenuto quest’anno; 3) per la prima volta in assoluto si possono recuperare i risparmi di spesa che vengono riutilizzati per ampliare e migliorare le misure del 2018″, ha affermato.

Leonardi ha aggiunto:”Utilizzando quest’ultimo principio la legge di bilancio di quest’anno ha recuperato ben 200 milioni per il 2018 (che si vanno ad aggiungere ai 100 milioni di cui sopra) per ampliare e semplificare l’anticipo pensionistico (APE) del 2018: quest’ultimo sarà disponibile per le donne con figli, per i disoccupati per cessazione di contratto a termine e per 15 categorie di lavoratori gravosi (invece delle attuali 11), tutti a partire dai 63 anni”.

“In conclusione”, osserva Leonardi, “il vero miracolo lo hanno fatto gli italiani che in questi anni si sono visti improvvisamente portare in alto l’età della pensione, un’operazione necessaria per garantire un futuro ai propri figli ma dolorosa per chi ci è andato di mezzo. Da oggi almeno è più facile, tra il 2017 e il 2018 andranno in pensione anticipata più di 80.000 persone grazie a delle opzioni che prima non c’erano: l’ape sociale e i precoci (per chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni), l’ape volontaria e la RITA (la possibilità di anticipare la previdenza complementare) sono il frutto di questi ultimi due governi e di due accordi con i sindacati. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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