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Pensioni oggi 16 gennaio 2017: le novità su pensioni anticipate, Ape, reversibilità, opzione donna, precoci, eosdati, cumulo, penalizzazioni

Riforma delle pensioni: abrogazione legge Fornero. Continuano le dichiarazioni delle forze politiche  in vista delle elezioni. Nel mirino di diversi partiti c’è l’abolizione della riforma Fornero sulle pensioni, o, comunque, un programma di modifiche del suo impianto. In risposta a tale proposito l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, oggi senatore a vita, a Dimartedì ha condannato l’atteggiamento dei politici in campagna elettorale, giudicato da “irresponsabili”.”Sempre di più i partiti nel loro insieme trattano gli elettori come se fossero dei bambini immaturi, totalmente soggetti ad illusionismo. Ed è non solo uno spettacolo orribile e che si ritorcerà contro l’Italia ma è una grande operazione di diseducazione civica che che la nostra politica sta compiendo”, ha sottolineato.

A proposito dell’abrogazione della legge Fornero ha aggiunto:”Lo facciano. Sono 5 anni che spiriti più o meno giulivi dicono che si è inutilmente colpita l’economia e la società italiana con la legge Fornero”. Monti definisce “ciarlatani”, quanti con “atteggiamento irresponsabile” tentano di indirizzare con questo tipo di promesse gli elettori.

Il Movimento Cinque Stelle propone l’abrogazione della legge Fornero. Alessandro di Battista a Dimartedì ha chiarito che tale processo va effettuato “poco a poco, evidentemente, trovando delle risorse con una serie di leggi che consentono dei risparmi”. Per Di Battista:”Le risorse si possono trovare. Negli ultimi cinque anni ho visto trovare risorse per tutto”. Il pentastellato ritiene che uno dei canali da cui si potrebbero convogliare risorse è quello che deriva dalla lotta alla corruzione.

Riforma delle pensioni: taglio alle pensioni d’oro.

Il taglio delle pensioni d’oro è uno dei temi portati avanti dal Movimento Cinque Stelle. Alessandro di Battista ha recentemente illustrato uno dei cavalli di battaglia del partito nel programma “Dalla vostra parte verso il voto”. Il taglio proposto è quello delle pensioni nette al di sopra dei 5.000 euro. Matteo Renzi, leader del Partito democratico, ha commentato su Facebook:”Per coprire altre proposte a Cinque Stelle come reddito di cittadinanza e pensioni occorrono quasi 100 miliardi di euro. Ma davvero pensano che nessuno sappia fare due conti?”.

Riforma delle pensioni e sostenibilità del sistema.

La riforma delle pensioni e la sostenibilità del sistema previdenziale è stata affrontata dall’economista Giuseppe Pennisi su formiche. net. “Il nodo centrale è se il sistema previdenziale è o non è al collasso e sta o non sta portando al collasso la finanza pubblica italiana, ha osservato. Per Pennisi:”Il primo dato errato riguarda il rapporto tra spesa previdenziale e PIL: non il 18% rispetto ad una media europea inferiore al 15%. Il rapporto è molto più basso se – come sarebbe appropriato  – si deducono le spese assistenziali dal totale e le imposte pagate dai pensionati sulle loro annualità.

“Inoltre”, ha osservato Pennisi, “su 16,1 milioni di pensionati oltre il 51% sono totalmente o parzialmente assistiti dalla fiscalità generale, cioè da tutti i contribuenti. Inoltre ben 8,2 milioni sono assistiti totalmente (oltre 4 milioni) o parzialmente (altri 4) tramite pensioni sociali, assegni sociali, invalidità, accompagnamento, pensioni di guerra (1,5 miliardi dopo oltre 70 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale), maggiorazioni sociali, integrazioni al minimo, 14esima mensilità, social card e dal prossimo anno anche con il reddito di inserimento (Rei). Coloro che pagano 50 miliardi di imposte sono quelli che, da lavoratori attivi, più hanno contribuito alle entrate dello Stato e delle autonomie locali. Quindi, le vere e proprie campagne contro “i pensionati d’oro o d’argento” non solo non hanno base ma ove avessero successo procurerebbero un danno all’erario”.

In conclusione, a giudizio dell’economista:”Quella che sta esplodendo non è la spesa previdenziale in senso stretto ma una parte grandissima della spesa sociale impropriamente classificata come previdenziale a circa trent’anni dalla normativa che separò assistenza da previdenza. La spesa assistenziale di 110 miliardi ed è netta, perché su queste prestazioni non ci sono imposte”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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