Amnistia, carceri, detenuti, reinserimento e lavoro: le news ad oggi 27 marzo 2018

Amnistia, carceri e detenuti: Verini e Ginetti insistono sulla funzione rieducativa della pena

Carceri, giustizia, lavoro, le ultime news ad oggi 27 marzo 2018. Pochi giorni fa una delegazione di iscritti al Partito Radicale accompagnata dal vicesindaco di Arluno ha visitato il carcere di Vigevano. “Nonostante la buona volontà del personale il carcere di Vigevano vede l’applicazione di una pena non prevista dalla costituzione, la “pena di noia” – dichiara Gianni Rubagotti segretario della Associazione per l’Iniziativa Radicale Myriam Cazzavillan, ed aggiunge “le poche opportunità lavorative interne ed esterne e di formazione comportano che per molti detenuti la pena è cosa diversa dalla rieducazione prevista dai padri costituenti per evitare che le persone tornassero a delinquere appena usciti ma è un passivo aspettare che il tempo passi. Questo anche per la poca collaborazione di un territorio che vive ancora la crisi economica”.

“È un carcere che prova anche a comunicare con l’esterno però la struttura ha i suoi anni, gli spazi e le risorse sono quelli che sono e quindi ci sono poche attività. La buona volontà c’è manca tutto il resto”, rimarca Francesco Monelli membro di giunta della Associazione per l’Iniziativa Radicale Myriam Cazzavillan.

Carceri, lavoro e reinserimento, il progetto sostenuto da Santi Consolo.

Intanto, prende il via da Roma un importante progetto, fortemente voluto dal capo del dipartimento amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, che mira ad essere esteso a livello nazionale dopo il primo step romano che durerà dal 26 marzo al 30 agosto. I lavoratori detenuti, individuati sulla base di particolari requisiti di condotta, si dedicheranno a ripulire i giardini di Roma Da Villa Borghese a Villa Ada, da Parco Schuster a Piazza Vittorio, partendo da Colle Oppio.

L’obiettivo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è quello di impiegare i detenuti più meritevoli nella pulizia dei giardini di Roma. Un vero e proprio esperimento, fortemente voluto dal capo del Dap, Santi Consolo, che punta ad essere esteso a livello nazionale dopo il primo step romano che durerà fino al 30 agosto. “Il progetto lavoro di pubblica utilità recupero del patrimonio ambientale rappresenta, infatti, per i condannati una possibilità diretta ed immediata per operare nel tessuto sociale, dando concreta attuazione alla promozione delle iniziative concernenti essenzialmente il reinserimento socio-lavorativo dei soggetti in esecuzione di pena, con particolare riguardo alle attività di sviluppo e valorizzazione del territorio all’interno di aree di pregio ambientale e urbanistico“.

Il lavoro dei soggetti impiegati avrà un forte impatto sociale ed economico, perchè in primo luogo il progetto dà modo ai detenuti di lasciare i penitenziari e lavorare in luoghi aperti. In secondo luogo, con il lavoro non retribuito nei parchi i carcerati – giardinieri faranno risparmiare denaro alle casse pubbliche, contribuendo alle spese della loro detenzione. Infine, quando i detenuti vengono scarcerati si trovano a dover onorare un debito con le casse dello Stato. Si tratta di cifre che spesso un ex detenuto non ha a disposizione. Quel credito, spesso non esigibile per le casse dello Stato, in questo modo potrà essere azzerato in cambio del lavoro nei giardini pubblici.  Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.

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