Amnistia, carceri e riforma dell’ordinamento penitenziario, le news al 19 marzo 2018

Carceri e Sovraffollamento: lavoro ed attività di reinserimento per evitare il collasso del sistema

Riforma dell’ordinamento penitenziario, le ultime news al 19 marzo 2018: Donato Saldano commenta l’approvazione della riforma. I Radicali esultano dopo l’approvazione dei decreti sulle pene alternative al carcere. In questo modo, come ha spiegato il ministro della giustizia Andrea Orlando, si riduce il tasso di recidiva, che ad oggi è tra i più alti d’Europa. Con le pene alternative si fornisce, inoltre, un’importante opportunità ai detenuti di reinserimento sociale. Non si può parlare, spiega Orlando, di un decreto svuota carceri e non si deve avere paura, in quanto solo i detenuti che hanno commesso determinate categorie di resti possono accedere alle misure alternative.

A parlare al Mattino della riforma dell’ordinamento penitenziario è Donaro Salzano, il segretario dell’Associazione Radicale salernitana “Maurizio Provenza”: “Se il governo Gentiloni-Orlando in extremis ha approvato il decreto portante della riforma dell’ordinamento penitenziario lo deve soltanto alla tenacia della Lotta Nonviolenta di Rita Bernardini e di decine di migliaia di detenuti con le compresenze certo di Marco Pannella, ma anche dei nostri compagni salernitani Maurizio Provenza e Carmine Tepedino, per aver scelto poi anche se con enorme ritardo la linea del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, che ha saputo rinunciare con la Lista Pannella alle lusinghe di ennesime elezioni illegali”. Salzano cita un pensiero di Voltaire adatto alla situazione: “Non fatemi vedere i vostri palazzi, ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una Nazione”.

Amnistia e carceri, le ultime news al 19 marzo 2018: il Garante dei detenuti della Campania parla della riforma.

Anche il Garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello ha commentato l’approvata riforma dall’ordinamento penitenziario. Ciambriello ha parlato di un’importante passo avanti. Le misure alternative, un nuovo sistema rieducativo ed una maggiore attenzione sulla salute psichica sono provvedimenti importanti in un sistema carcerario che era arrivato quasi al collasso. Tuttavia, si rammarica che l’approvazione sia giunta a fine legislatura. “Peccato che il provvedimento giunga a fine Legislatura, quasi di nascosto, come una Riforma morta in culla”. Secondo il garante “È in cattiva fede chi dice che è una norma svuota carcere e una salva ladri. È un grande passo in avanti di civiltà perché la giustizia non è uno strumento di vendetta. Uno Stato che si vendica su un detenuto è uno Stato che educa alla cattiveria e alla recidiva. Il carcere duro e puro è fallito oltre che essere anticostituzionale”. Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.

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