Amnistia, indulto, carceri, detenuti:un nuovo caso di suicidio sconvolge le carceri italiane. Il problema dei malati psichiatrici

La gestione dei malati psichiatrici risulta uno dei più gravi problemi delle carceri. Le strutture risultano inadeguate, conseguente disagio non solo dei detenuti con problematiche al livello mentale, ma anche degli altri detenuti e del personale di polizia penitenziaria.

Rita Bernardini, nei giorni scorsi, è stata in visita nel carcere di Sollicciano (Firenze), ed anche qui, come nelle altre carceri italiane, i malati psichiatrici non sono pochi. “Noi abbiamo visto la loro disperazione. Difficile non farla finita nelle condizioni di totale illegalità che abbiamo riscontrato e che denunciamo. I detenuti a Firenze stanno chiusi nel massimo degrado per 20 ore al giorno”, ha fatti sapere la Bernardini sulla sua pagina Facebook.

Amnistia e carceri, le ultime news: un detenuto con problemi mentali si è suicidato a Firenze.

Ed è proprio nel carcere fiorentino che è avvenuto il suicidio di un detenuto di origine marocchina con problemi mentali. Il recluso, come fa sapere il segretario del Sappe per la Toscana Pasquale Salemme, si è impiccato alla finestra del bagno della sua cella. Il personale di polizia penitenziaria è subito intervenuto: il detenuto era ancora vivo ed è stato prontamente portato in ospedale, ma i soccorsi sono stati vani, e l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero.

A commentare la tragica notizia è Donato Capece, il segretario generale del Sappe: “Questo nuovo drammatico suicidio di un altro detenuto evidenzia come i problemi sociali e umani permangono, eccome!, nei penitenziari, lasciando isolato il personale di Polizia Penitenziaria (che purtroppo non ha potuto impedire il grave evento) a gestire queste situazioni di emergenza.

Capece spiega che “Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma il suicidio di un detenuto rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti. Per queste ragioni un programma di prevenzione del suicidio e l’organizzazione di un servizio d’intervento efficace sono misure utili non solo per i detenuti ma anche per l’intero istituto dove questi vengono implementati. Ma ciò non impedisce, purtroppo, che vi siano ristretti che scelgano liberamente di togliersi la vita durante la detenzione”.

Donato Capece sottolinea, infine, come le carceri italiane siano ancora afflitte dal sovraffollamento: i posti letto nelle carceri italiane sono 45 mila, ma ad oggi si contano 58.223 detenuti. Di questi, il 35% sono stranieri, ed inoltre si registra una grave carenza di oeganico del personale di polizia penitenziaria. Qui puoi trovare tutte le ultime news su amnistia, indulto e carceri.