Fabrizio Frizzi: lo sfogo di Pupo dopo la pubblicazione di un post diventato virale

Fabrizio Frizzi: lo sfogo di Pupo dopo la pubblicazione di un post diventato virale

Pupo attacca i falsi amici del conduttore. Il cantante, Enrico Ghinazzi, in arte Pupo, appena rientrato da un tour in Canada, ha ricordato l’amico, Fabrizio Frizzi, con un post su twitter, attaccando i falsi amici del conduttore. Una dichiarazione quella di Pupo decisamente diversa rispetto ai tanti commenti e ricordi fatti dagli amici e colleghi su Fabrizio Frizzi.

Le dichiarazioni di Pupo dopo la pubblicazione di un post diventato virale.

Nel giorno della scomparsa di Fabrizio Frizzi, Pupo sul suo profilo twitter ha scritto: “Soltanto due anni fa, eravamo insieme qua, alle cascate del Niagara. Abbiamo condiviso momenti professionali meravigliosi ed altri, privati, in cui mi raccontavi le tue sofferenze e le angosce che gli ipocriti che oggi ti rimpiangono, ti avevano causato. Non ho parole fratello.”

Dopo la pubblicazione di questo post diventato virale, Pupo non ha rinnegato ciò che ha detto ed ha spiegato: “Ho una concezione della vita e della morte molto cinica sono un uomo assolutamente privo di ipocrisie e formalismi. Non partecipo mai ai funerali, e non voglio neanche che qualcuno venga al mio. Dico semplicemente quello che penso e mi vergognerei se fossi qualcuno che gli ha causato angosce oggi lo rimpiange“.

Ha continuato il cantante: “Sono una persona leale ma con mille difetti Fabrizio era un uomo onesto e leale ma aveva un difetto: teneva tutto dentro. Io riesco a mandare a quel paese chiunque tu sia, lui non ci riusciva, teneva tutto per sé e mi invidiava per questo”. Ha poi ha aggiunto Pupo: “Non farò mai i nomi, non è quello che voglio, è gente che è ancora lì. Fabrizio non ha mai parlato male di nessuno, ma con me si è confidato in diverse occasioni, come la settimana che abbiamo passato insieme due anni fa in Canada. Lui amava la Rai, per lui era tutto, ma la Rai è fatta da gente passeggera, fa tutto in funzione dell’azienda e non degli artisti“.

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