Riforma delle pensioni 2018. Nuovi appelli per la nona salvaguardia degli esodati!

Riforma pensioni, oggi 21 marzo 2018: ultime novità su modifiche alla legge Fornero e sostenibilità del sistema previdenziale

Riforma delle pensioni 2018: sarà predisposta la nona salvaguardia?  Con il dipanarsi della matassa politica post elettorale, è legittimo chiedersi quali delle riforme contenute nei programmi di governo verranno messe concretamente in campo. In particolare desta molto interesse capire come saranno gestite le modifiche al sistema previdenziale. Sarà veramente cancellata la legge Fornero a dispetto dell’opinione di illustri economisti e del monito dell’Europa? L’ex Ministro del lavoro Cesare Damiano ha chiesto di passare dalle parole “ai fatti” sulle pensioni, portando a compimento le riforme iniziate cinque anni fa. L’esponente dem ha indicato tra le priorità da affrontare nella prossima legislatura la risoluzione definitiva dell’annosa questione degli esodati, con la realizzazione della nona salvaguardia.

L’analisi pre-elettorale di Luigi Metassi.

Luigi Metassi, ex esodato ed ideatore del blog “Il volo della Fenice”, nell’imminenza delle consultazioni elettorali, ha svolto un’analisi della nona salvaguardia nel contesto delle strategie politiche. “All’apparenza, all’alba del 5 marzo (ricorso storico?) ci troveremo in un nuovo Paese, oserei dire addirittura in un Nuovo Mondo”, ha affermato. “Contrariamente agli accordi capestro sottoscritti, più nessun debito pubblico da ripianare (50 miliardi/anno per i prossimi 20 anni), tanto che neanche se ne è fatto cenno in legge di stabilità. Un quantitative easing che, contrariamente alle manifeste intenzioni di Mario Draghi e in tutta evidenza, si protrarrà probabilmente all’infinito, tanto che, in campagna elettorale, nessuno si è detto preoccupato per le conseguenze che, nel caso contrario, finirebbero per gravare sul debito pubblico e sull’inflazione”, ha aggiunto.

“La verifica dei conti alla quale verremo sottoposti non appena si sarà insediato il nuovo governo?”, si è chiesto Metassi. “No problem, tanto che nemmeno di questo si parla; nel dimenticatoio, come nel dimenticatoio, fatta eccezione per un paio di forze politiche, pare essere stato relegata la questione dei 6.000 esodati esclusi dalla ottava salvaguardia”, ha osservato. “Allo stesso modo, sfugge a quasi tutti che, per le otto salvaguardie, è vero che furono inizialmente stanziati 11,5 miliardi ma è altrettanto vero che, a consuntivo di otto salvaguardie, ne risultano spesi appena 8“, ha precisato.

Riferendosi alla possibilità che venga abolita la legge Fornero, Metassi ha osservato:”E’ possibile che ritengano con questo di dare soluzione anche al problema esodati ma una siffatta tesi solleva apprensioni non marginali: una legge non può essere semplicemente “abolita” ma deve essere “abrogata” da una nuova legge, nell’iter della quale potrebbe naufragare l’ipotesi di una nona salvaguardia“. Metassi ha sottolineato che “la questione esodati non è di natura assistenziale ma di legittimi diritti previdenziali negati che uno stato evoluto, civile e democratico, deve obbligatoriamente sentirsi in dovere di ristabilire e questo dovere deve prevalere sul programma politico di qualsiasi formazione politica, di governo come di opposizione, pena il venir meno della credibilità stessa dei suoi programmi”.

Riforma delle pensioni: l’appello degli esodati per la nona salvaguardia. 

La drammatica situazione degli esodati è stata descritta in maniera dettagliata da Gabriella Stojan, una donna che vive sulla sua pelle l’esclusione dal mondo del lavoro e l’impossibilità di raggiungere il pensionamento per mancanza dei requisiti. In un’intervista rilasciata a Erica Venditti e pubblicata su Pensionipertutti.it, l’esodata ha chiarito che le soluzioni ventilate per la flessibilità in uscita, quali Quota 100 e Quota 41, non possono trovare applicazione per chi è lontano dal pensionamento ed è da tempo fuori dall’attività produttiva. “Nessuna possibilità di raggiungere altri traguardi pensionistici essendo ormai fuori dal mondo del lavoro da anni, con la nostra contribuzione ferma e quindi impossibilitati a raggiungere ipotetiche quote 100 o 41 anni di contributi o altre opzioni che sono applicabili solo a chi ancora lavora”, ha precisato. Le speranze degli esodati sono tutte riposte nelle decisioni che prenderà il nuovo governo in merito.

“Non abbiamo mai smesso di farci sentire e contiamo che i nuovi equilibri parlamentari riescano a sanare questa palese ingiustizia che si trascina da troppi anni, nell’indifferenza generale e nella lenta sparizione della nostra causa anche agli occhi dell’opinione pubblica che pensa la ‘questione esodati’ magari sia risolta da tempo, mentre è invece ancora ben aperta e sanguinante. Nessuno ci potrà mai risarcire del danno subito, ma, almeno, pretendiamo che ci venga resa finalmente giustizia per poter invecchiare in pace“, ha sottolineato la signora Stojan. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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