Riforma delle pensioni 2018. Quali interventi realizzerà il nuovo governo?

Dopo l’incontro interlocutorio che si è tenuto ieri tra il Premier incaricato Giuseppe Conte ed il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, resta ancora da stabilire la composizione della squadra dei ministri. Una cosa è certa, il Capo dello Stato non ha alcuna intenzione di accettare un pacchetto già preconfezionato. Prosegue, quindi, l’attesa per quanti desiderano vedere messi in atto alcuni dei provvedimenti contenuti nel contratto di governo siglato dal M5S e dalla Lega, ma anche per coloro che vorrebbero avere qualche informazione ulteriore sulle reali intenzioni del nuovo governo su alcune questioni rimaste insolute da tempo.

Nel contratto di governo delle forze politiche di maggioranza, nel capitolo dedicato alle pensioni, è inclusa la proroga di Opzione donna. Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, ha invitato a mantenere un atteggiamento di prudenza e di pragmatismo, senza cedere ai facili entusiasmi.

“È evidente che appena il nuovo esecutivo sarà operativo, verranno assegnate le priorità di esecuzione, tenendo in debita considerazione sia le immediate esigenze sia l’entità delle risorse economiche che si riusciranno a reperire. È vero che continuiamo a sentirci ripetere che questo è “il Governo del Cambiamento” ma, le procedure amministrative e burocratiche cui sono sottoposti i vari decreti legge, proposte di legge, passaggi alle diverse commissioni nonché alle Camere, sono le stesse di ieri e quelle, almeno per ora, restano.

Quindi l’unico suggerimento di buon senso che si può dare è solo quello di cercare di placare le ansie da aspettativa dato per assunto che il cammino dei provvedimenti, per altro ancora neppure iniziato, sarà lungo e tortuoso“, ha osservato.

Riforma delle pensioni 2018: ci sarà la nona salvaguardia per gli esodati?

Uno degli argomenti che non sembrano stati presi in considerazione, almeno apparentemente, è quello della nona salvaguardia dei 6.000 esodati, rimasti in una sorta di limbo dopo essere stati esclusi anche dall’ottava salvaguardia pensionistica. “Preoccupati non leggerci a chiare lettere tra i decreti prioritari, ci rivolgiamo a M5s e Lega per ricordare loro che al momento la nona salvaguardia per gli esodati ancora indegnamente esclusi è

l’unico provvedimento che, tra gli elencati in articolo, (e non citato), ha le risorse più che abbondanti per la sua pronta soluzione con un Decreto Ministeriale appena si costituiscono i Ministeri, realizzando una non difficile partita di giro di 300/350mln dai 720, ora parcheggiati per il Fosf, ma a tutto tondo risorse dedicate alla conclusione di una delle più grosse vergogne di Stato”, ha precisato Elide Alboni, amministratrice del Comitato esodati licenziati e cessati” assieme a Luigi Metassi.

“Siamo certi che la mancanza della #nonaSalvaguardiax6000Esodati nel contratto di governo sia solo un #misunderstanding, perché il non sanare a breve con uno dei primi decreti sarebbe rimanere in linea con il governo precedente”, ha aggiunto Aboni, “mentre gli esodati con le loro famiglie esausti da più di 6 anni di attesa attendono sfiniti più di tanti il cambiamento.

Metassi ha approfondito il tema delle risorse a disposizione, manifestando la preoccupazione che non vengano destinate alla nona salvaguardia. “Soprattutto ora che, da quanto si è letto, dal “contratto” traspare una preoccupante superficialità per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse risparmiate, è più che mai necessario parlare a nome degli esodati, senza incorrere in pericolosi (per gli esodati) miscugli di problematiche”, ha affermato.

Metassi ha puntualizzato:”Non vorrei che qualcuno ci venisse poi a dire che voleva risolvere tutto ma tutto non si è potuto ottenere. Le cause sono tutte meritevoli ma i 720 mln residuati dalla ottava salvaguardia devono essere impiegati per la nona salvaguardia e non per altro. Essere stati inseriti nel programma della Lega è cosa buona ma non ritrovarsi più nel “contratto” non lo è. Ora, chiunque si voglia impegnare per gli esodati deve porsi un unico obiettivo: farli rientrare nel “contratto” di governo. Niente di meno e soprattutto niente di diverso”. Ricordiamo che il film “denucia”: “L’esodo”di Ciro Formisano riceverà il Gran Premio della Stampa Estera il 13 giugno a Roma nel corso dell’assegnazione dei premi “Globi d’oro 2018”. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.