Riforma delle pensioni 2018. TFR e spesa pensionistica

Continua la crisi di governo. Conte ha rimesso il mandato e dopo l’annuncio dato in collegamento con Fabio Fazio, ieri sera dal leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi di Maio, di voler mettere voler mettere in stato d’accusa il Presidente della Repubblica, Sergio Matterella, sembra evidente che ogni altro argomento, in questo momento, passerà in secondo piano. E’ stato convocato per questa mattina al Colle l’economista Carlo Cottarelli.  Potrebbe essere un tentativo di sanare la crisi. Quello che è evidente è che si arriverà a nuove elezioni, presumibilmente in autunno.

Tra gli interventi indicati nel contratto di governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle è si è affrontato il tema della separazione contabile della previdenza dall’assistenza. In uno studio dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, di cui Cottarelli è direttore, è stato evidenziato che il livello di spesa pensionistica italiano è decisamente superiore alla media, sia europea, che dei paesi OCSE, sia al lordo che al netto delle tasse.

Riforma delle pensioni: l’esclusione del TFR dalla spesa pensionistica.

Nello studio curato dall’Osservatorio sui conti pubblici si è data risposta ad una domanda posta nel dibattito previdenziale sul TFR: se debba essere incluso o meno nella spesa pensionistica, allo scopo avere dati attendibili sull’incidenza di quest’ultima sul PIL. La richiesta nasce dall’obiezione che in nessuno degli altri Paesi presi in considerazione nel confronto esistono forme di pagamento che avvengono in corrispondenza della fine del rapporto lavorativo.

L’Osservatorio ha precisato: “Benché non esistano dei perfetti omologhi del Tfr, negli altri paesi sono comunque previste varie forme di liquidazione: ad esempio, il Finiquito in Spagna, l’Abfindung in Germania o il PEE (Plan Epargne Entreprise) in Francia, che risultano essere benefici corrisposti alla fine del rapporto lavorativo”.

L’Osservatorio ha evidenziato, in ogni caso, che si tratta di una parte piuttosto ridotta della spesa:” In particolare, la classifica Eurostat include solo il Tfr per la quota di vecchiaia. La quota di vecchiaia del Tfr sostenuta dalla Pubblica Amministrazione corrisponde per il 2016 a 6,8 miliardi, pari allo 0,4 per cento del Pil. Sottraendo tale cifra da quanto calcolato da Eurostat, la spesa italiana rimarrebbe comunque la seconda più elevata tra i paesi considerati“.

Inoltre, viene puntualizzato:”Non è per nulla scontato che il TFR sia da considerare come spesa non pensionistica”. “Si tratta di un versamento che, come le altre spese pensionistiche, grava a carico dello Stato (il fatto che corrisponda a versamenti fatti in precedenza dalle imprese è irrilevante perché lo stesso vale anche per le altre prestazioni previdenziali) e che va ad alimentare il reddito di chi ha smesso di lavorare e quindi non incentiva il lavoro futuro”, si chiarisce nel documento. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.