Riforma delle pensioni 2018: quando sarà avviata la terza fase del confronto?

In un momento di grande incertezza politica le riforme dell’attuale sistema previdenziale passano, ovviamente, in secondo piano. La riforma delle pensioni 2018 è destinata ad attendere che si diradino le nubi sul nuovo governo, ma si assiste ogni giorno ad un cambio di scenario per cui, allo stato attuale, è difficile fare previsioni di alcun genere. La piattaforma sindacale composta da Cgil, Cisl e Uil ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Mattarella per manifestare la propria preoccupazione per il perdurare della crisi e sottolineare la posizione dei sindacati al riguardo.

Nella missiva inviata dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo si legge: “Caro Presidente, desideriamo manifestarle la nostra viva preoccupazione per il perdurare di una crisi politica e istituzionale che ha pochi precedenti nella storia della nostra Repubblica. Intendiamo ribadire con forza il nostro impegno a difesa della Costituzione che fissa con chiarezza ruolo e prerogative del Presidente della Repubblica e delle Istituzioni democratiche”.

“Se è pienamente legittimo”, proseguono i segretari, “avere ed esprimere opinioni e valutazioni politiche differenti, va senza alcuna incertezza difeso e riaffermato il diritto e il dovere del Presidente della Repubblica di esercitare, in trasparenza ed autonomia, le proprie funzioni costituzionali”. “Ci permettiamo, inoltre, di sottolineare l’urgenza di decisioni rapide per l’economia e il lavoro.

C’è un Paese reale che ancora soffre per le conseguenze della crisi economica degli ultimi dieci anni. Per questo pensiamo che le attese e gli interessi di lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati debbano essere messe al primo posto nell’agenda istituzionale e politica del Paese”, concludono i leader sindacali.

Riforma delle pensioni 2018: l’analisi della Cgil. 

Il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso.  ha commentato le considerazioni del governatore Ignazio Visco al termine dell’assemblea annuale di Bankitalia, riferendosi al passaggio in cui afferma che è “rischioso fare passi indietro nelle pensioni”. “Penso che una migliore qualità del lavoro passi anche da un sistema previdenziale giusto e che non sia possibile che tutte le questioni del debito vengano attribuite e pagate da una sola parte di questo Paese che si chiama lavoratori”, ha affermato Camusso su Twitter.

Il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, a proposito della riforma dell pensioni 2018 ha dichiarato che non sono sufficienti dei ritocchi alla legge Fornero. “È necessaria una vera riforma delle pensioni, che superi strutturalmente quell’impianto, tenga assieme risposte per tutte le generazioni e per tutte le condizioni lavorative e che sia sostenibile socialmente, partendo dalle proposte avanzate unitariamente dal sindacato con la sua piattaforma. Questa, oggi, è la vera sfida per la politica sulla previdenza”, ha precisato.

Ghiselli ha aggiunto: “I 41 anni per la pensione di anzianità e Quota 100 rappresentano alcuni aspetti importanti del problema, ma non vanno dimenticati anche i temi della flessibilità in uscita, con la possibilità di andare in pensione dopo i 62 anni, il superamento dell’attuale meccanismo che lega l’età di pensione all’aspettativa di vita, e la questione decisiva della pensione contributiva di garanzia per chi, come i più giovani ma non solo, ha una carriera lavorativa discontinua o con bassi contributi, come i part time”.

Inoltre per il dirigente sindacale vi sono “i temi del riconoscimento del lavoro delle donne, del lavoro di cura, e dell’estensione della platea dei lavori riconosciuti gravosi”. “Occorre poi affrontare i nodi del rafforzamento della previdenza integrativa negoziale e della rivalutazione delle pensioni in essere”, ha precisato.

Riforma delle pensioni 2018: il punto di vista della Uil.

Il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha concluso a Salsomaggiore i lavori dell’XI Congresso nazionale della Uil Pensionati. Nel corso del suo intervento, Barbagallo ha rinnovato l’intenzione del sindacato da lui guidato di avviare con il prossimo Governo la cosiddetta terza fase della previdenza e, nel frattempo, di procedere all’insediamento delle Commissioni, la prima dedicata alla separazione dell’assistenza dalla previdenza, la seconda all’individuazione degli altri lavori gravosi.

Barbagallo ha ricordato l’importanza dei pensionati che, nel nostro Paese, continuano a essere uno dei principali ammortizzatori sociali in tutte le famiglie in cui esistono condizioni di disagio e difficoltà. Per il leader sindacale occorre un giusto riconoscimento per il valore sociale dei pensionati, a partire da adeguate rivalutazioni dell’assegno pensionistico. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.