Pensioni, oggi 15 maggio 2018. Quali prospettive per gli esodati non salvaguardati?

Riforma pensioni e Quota 100, le ultime novità

La riforma delle pensioni 2019 sarà caratterizzata dall’introduzione di Quota 100. La misura per le pensioni anticipate sembra non essere in discussione, a giudicare dalle rassicurazioni del Vice Premier Luigi Di Maio. In un botta e risposta a distanza con il Presidente dell’Inps Tito Boeri, il Ministro del lavoro ha suggerito di evitare “allarmismi inutili”.

Riforma delle pensioni 2019 e Quota 100: la bocciatura di Boeri.

Tito Boeri, è tornato a parlare della riforma delle pensioni 2019 e di Quota 100 in un’intervista al Corriere. Boeri ha ribadito che secondo le stime dell’istituto l’introduzione di Quota 100 porterebbe “un forte incremento della spesa nei primi anni: all’inizio c’è un grande gruppo di persone che entra a carico del sistema pensionistico e ogni anno se ne aggiungono altre che maturano i requisiti, dunque la spesa non può che aumentare”. “L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto”, ha precisato, inoltre.

I rischi di Quota 100 secondo Boeri.

Il timore di Boeri è che si arrivi “a soluzioni incompatibili con le risorse accantonate”. Ciò metterebbe l’Ente Previdenziale “in una posizione difficile”, in quanto incapace di soddisfare le richieste dei cittadini. “Il testo della norma contiene due termini pericolosi”, ha sottolineato Boeri. “Si parla di limiti di spesa e monitoraggio. Fa pensare a un meccanismo come quello delle salvaguardie, in cui noi monitoriamo la spesa e quando si arriva al limite delle risorse possono accedere alle pensioni solo coloro il cui diritto viene certificato da noi. Ma in passato lo si è fatto solo per deroghe ridotte e a fronte di leggi che ponevano limiti alle platee di beneficiari. Sottoporre alla logica del rubinetto dei requisiti previdenziali che danno luogo a diritti soggettivi alla pensione è qualcosa di mai visto”.

Potrebbe accadere, quindi che a parità di requisiti, possano trovarsi lavoratori con trattamenti diversi. “E se la cittadinanza inizia a temere che questo accada, rischiamo che le sedi Inps vengano prese d’assalto perché tutti cercheranno di scappare prima che scattino le chiusure”.ha osservato il presidente dell’Ente previdenziale.