Riforma pensioni, le novità ad oggi 29 luglio 2018

Riforma pensioni, le novità ad oggi 29 luglio 2018

Il vice Premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini durante un’intervista rilasciata a Radio 24, ha ribadito che “flat tax, legge Fornero e reddito di cittadinanza saranno quantomeno incardinati nella prossima manovra economica, rispettando vincoli e parametri. Non sono le tavole della Bibbia ma faremo di tutto perché sia così”. Dunque, il governo Lega-M5S è al lavoro sulle misure pensionisiche che portino al superamento della Legge Fornero ovvero sulla quota 100 ed un contributo di solidarietà.

Riforma delle pensioni: quota 100 e contributo di solidarietà sopra i 2mila euro.

Alberto Brambilla, esperto di previdenza della Lega e presidente del Centro Studi Itinerari presidenziali, in un’intervista rilasciata La Stampa, ha confermato che quota 100, partirà dai 64 anni di età e 36 anni di contributi in modo da garantire la sostenibilità dei conti pubblici.

Brambilla ha poi spiegato che “probabilmente si arriverà al contributo di solidarietà“. “Sarà un contributo di 3 anni – ha spiegato-. E per non farci rimbeccare nuovamente dalla Corte costituzionale dovrà essere temporaneo, ragionevole, progressivo e proporzionale. Toccherà alla politica stabilire dove mettere l’asticella. Ma comunque, anche fosse messa su pensioni che valgono 4 volte il minimo, ovvero 2 mila euro lordi, per poi salire il prelievo partirebbe da 5-7 euro/mese“.

“Un presupposto fondamentale non solo per rilanciare l’economia, ma anche per rendere sostenibile il sistema previdenziale nel suo complesso. Si tratterà di un provvedimento triennale e quindi “temporaneo, ragionevole, progressivo e proporzionale”. “Basta arrivare a 24 milioni di occupati per mettere in sicurezza tutto il sistema e garantire di più un po’ a tutti i pensionati”, ha concluso.

Matteo Salvini ha già avvertito il ministro Tria sulla necessità di mettere sul tavolo una “manovra coraggiosa” sforando se necessario anche i vincoli di bilancio imposti dall’Ue. In ogni caso non c’è nessuna garanzia che l’Ue conceda all’Italia di sforare i parametri.