Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi 3 ottobre 2018 su Quota 100

Riforma pensioni, le ultime novità ad oggi 3 ottobre 2018 su Quota 100

Il governo Lega-M5S si appresta all’introduzione della Quota 100 per il superamento della Legge Fornero, ma potrebbe creare dei problemi alla Sanità pubblica. A lanciare l’allarme è il sindacato dei medici Anaao Assomed, che sulla base di uno studio sulle ricadute della riforma delle pensioni sul Sistema sanitario nazionale.

L’uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, andranno in pensione circa 70 mila tra medici e dirigenti medici.

Pensioni, quota 100: allarme del sindacato medici.

Le corsie degli ospedali rischiano di svuotarsi all’improvviso. Come spiegato dall’analisi, superato lo “scalone” previdenziale creato dalla legge Fornero nel 2011, i medici e i dirigenti sanitari abbandonano il lavoro con una età media di 65 anni, grazie anche ai riscatti degli anni di laurea e specializzazione. “La riforma determinerà in un solo anno l’acquisizione del diritto al pensionamento di ben 4 scaglioni, diritto che – prevede il sindacato – verrà largamente esercitato visto il crescente disagio lavorativo legato alla massiccia riduzione delle dotazioni organiche”.

Non basteranno i giovani neo specialisti a sostituirli – avverte il sindacato Anaao Assomed – ma soprattutto è a rischio la qualità generale del sistema, perché i processi previdenziali sarebbero così rapidi e drastici da impedire il trasferimento di esperienze e di pratica clinica. Si tratta, infatti, di conoscenze e di capacità tecniche che richiedono tempo e una lunga osmosi tra generazioni professionali diverse”.

Nella nota diffusa dal sindacato vi è anche l’appello all’esecutivo gialloverde: “Non è più sufficiente garantire che non ci saranno tagli né taglietti per la Sanità. Chi ha responsabilità di governo ha il dovere etico di spiegare come intende affrontare il fenomeno descritto, sia ai colleghi che rimarranno al lavoro in condizioni organizzative sempre più precarie, sia ai cittadini che hanno diritto a cure tempestive, di qualità e sicure”.

Informazioni sull'autore