Riforma pensioni, oggi 17 giugno 2018: le ultime novità su pensioni anticipate e flessibilità in uscita

Riforma pensioni 2018: le ultime novità su pensioni anticipate e flessibilità in uscita!

Attualmente il requisito richiesto per la pensione di vecchiaia è di 66 anni e sette mesi, destinato, ad aumentare dal 1 gennaio 2019 fino a 67 anni, e si potrà accedere alla pensione anticipata con 43 anni e tre mesi di contributi (per i lavoratori) e a 42,3 (per le lavoratrici), a meno che venga attuata la quota 100 tanto annunciata in questi ultimi giorni,dal nuovo governo Lega-M5S.

Pensioni: le ultime novità su pensioni anticipate e flessibilità in uscita.

Alcune categorie di lavoratori potranno beneficiare di una delle due misure di pensionamento, vecchiaia e anticipate, con uno “sconto” di 5 mesi sui requisiti richiesti, ma dovranno presentare la domanda con autocertificazione.

Lo sconto che si applicherà nel biennio 2019-2020, come previsto dall’articolo 1, commi 147 e seguenti della legge 205/2017, coinvolge i lavoratori iscritti a una qualsiasi gestione Inps con almeno 30 anni di contributi. In particolare, possono andare in pensione prima di cinque mesi solo i lavoratori dipendenti che nei 10 anni precedenti la richiesta di pensione abbiano svolto almeno per 7 anni una delle occupazioni inquadrate come usuranti dal decreto del 5 febbraio 2018 del Ministero del Lavoro e i lavoratori usuranti già inquadrati dal decreto del 2011.

Ai fini pensionistici e dello sconto di cinque mesi sull’età di uscita è possibile presentare contestualmente domanda di pensione e autocertificazione dell’occupazione in cui si era impiegati direttamente all’Inps. Nella domanda di pensione da presentare all’Inps, i lavoratori dovranno far compilare al datore di lavoro lo specifico modulo di certificazione dove viene riportato i periodi di lavoro stesso svolti alle sue dipendenze, il contratto di lavoro del dipendente con livello di inquadramento, mansioni svolte e codice Istat.

Il dipendente potrà rendere una autocertificazione secondo l’articolo 47 del Dpr 445/2000, in assenza di comunicazione obbligatoria e di certificazione del datore di lavoro. Le verifiche dell’esistenza dei requisiti saranno condotte dall’Inps sulla base degli archivi delle comunicazioni obbligatorie e dei dati già disponibili presso il ministero del Lavoro.