Riforma delle pensioni, oggi 26 marzo 2018: ultime novità su legge Fornero e flessibilità in uscita

Riforma pensioni 2018. Le ultime novità su età pensionabile e speranza di vita

Le ultime novità sulle pensioni vengono dalla circolare Inps n.62 del 4 aprile 2018, con la quale l’Ente comunica gli effetti dell’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita previsti dal decreto del  5 dicembre 2017 e la modifica dei criteri per la determinazione del meccanismo di adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento alla speranza di vita, come stabilito dalla legge di Bilancio 2018.

Dal 1° gennaio 2019 si applicano i nuovi requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici adeguati agli incrementi della speranza di vita, stabiliti dal decreto 5 dicembre 2017. Con effetto dal 2021 (variazione della speranza di vita relativa al biennio 2021-2022) la legge n. 205 del 2017 ha previsto la revisione del meccanismo di calcolo dell’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di accesso al pensionamento.

Pensioni ed età pensionabile: nuovi requisiti di accesso adeguati agli incrementi della speranza di vita.

Nella circolare Inps vengono riportati i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle cosiddette quote, adeguati agli incrementi della speranza di vita, come previsto dal decreto 5 dicembre 2017. Il requisito per la pensione di vecchiaia per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020 è di 67 anni.

L’Inps precisa che, con riferimento ai soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l’adeguamento all’incremento della speranza di vita previsto dal decreto in parola, deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall’articolo 24, comma 7, della legge n. 214 del 2011, che consente l’accesso alla pensione di vecchiaia con un’anzianità contributiva minima effettiva di cinque anni e che, dal 1° gennaio 2019, si perfeziona al raggiungimento dei 71 anni.

Il requisito anagrafico di accesso alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla Gestione separata è pari, per l’anno 2018, a 66 anni e 7 mesi.

Il requisito contributivo per la pensione anticipata dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020 è 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne. Con riferimento ai soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, l’adeguamento all’incremento della speranza di vita, previsto dal decreto in parola, deve altresì applicarsi al requisito anagrafico previsto dall’articolo 24, comma 11, della legge n. 214 del 2011, che consente l’accesso alla pensione anticipata con almeno venti anni di contribuzione effettiva e con il requisito del c.d. importo soglia mensile e che, dal 1° gennaio 2019, si perfeziona al raggiungimento dei 64 anni.

Per quanto riguarda la pensione anticipata per i lavoratori “precoci” di cui all’articolo 1, commi 199 -205, della legge n. 232 del 2016, Il requisito per la pensione anticipata dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020 è di 41 anni e cinque mesi. L’Ente previdenziale ha chiarito che a partire dal 1° gennaio 2021, i requisiti anagrafici e contributivi saranno da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’art. 12 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010.

Pensione di anzianità con il sistema delle cosiddette quote: le precisazioni dell’Inps.

Il decreto 5 dicembre 2017 ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva sono ulteriormente incrementati di 0,4 unità. Ne segue che,per il biennio 2019-2020, i soggetti per i quali continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di requisiti per il diritto a pensione con il sistema delle c.d. quote possono conseguire tale diritto ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di un’età anagrafica minima di 62 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 98, se lavoratori dipendenti pubblici e privati, ovvero di un’età anagrafica minima di 63 anni, fermo restando il raggiungimento di quota 99, se lavoratori autonomi iscritti all’Inps. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.