Riforma pensioni, oggi 7 luglio 2018: le novità su pensioni d'oro e ricalcolo

Riforma pensioni 2018: le novità su pensioni d’oro e ricalcolo

Il piano del governo Lega-M5S sul taglio delle pensioni d’oro, secondo alcune indiscrizioni, riguarderà quelle sopra i 4000 euro e dunque, la soglia dei 5000 euro, indicata originariamente, appare troppo alta per garantire risparmi adeguati.  L’obiettivo dell’esecutivo è quello di raccogliere un miliardo.

Ecco tutte le novità su pensioni d’oro e ricalcolo.

Come riportato sul sito Lettera 43, il presidente dell’Inps Tito Boeri e il giuslavorista, Pasquale Tridico consulente numero uno di Luigi Di Maio e Maria Cozzolino, starebbero lavorando ad un dossier “segretissimo” per “studiare un modello di ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni d’oro ottenute grazie al retributivo.

L’obiettivo è il recupero di un miliardo di euro, per riuscire a finanziare l’aumento delle pensioni minime che il governo intende portare a 780 euro al mese. Ma tagliando gli assegni sopra i 5mila euro il risparmio per le casse dello Stato sarebbe però troppo esiguo (circa 200 milioni di euro).

Secondo il quotidiano.net, il taglio delle pensioni d’oro superiori ai 4mila euro, la platea dei pensionati si allargherebbe da circa 30mila a oltre 100 mila e il risparmio per lo Stato si attesterebbe sul miliardo di euro. Queste al momento sono solamente indiscrezioni, dal governo non è arrivata nessuna conferma ufficiale.

Questa proposta era già stata fatta dal presidente dell’Inps Tito Boeri, nel 2014,  al momento del suo insediamento aveva sostenuto il ricalcolo con il sistema contributivo le pensioni superiori ai 3.500 euro lordi mensili.