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Riforma pensioni oggi 14 gennaio 2018: quota 41, età pensionabile, pensioni anticipate, flessibilità in uscita

Riforma pensioni, le novità ad oggi 9 gennaio 2018. Pochi giorni fa il presidente della commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano ha ribadito la necessità di riformare la legge Fornero: “L’impegno per correggere la legge Monti-Fornero sulle pensioni deve proseguire nella prossima legislatura. L’azione riformista che abbiamo intrapreso dal 2012, dopo la realizzazione di ben 8 salvaguardie, Opzione Donna e l’APE sociale, andrà proseguita. I prossimi obiettivi dovranno essere: rendere strutturale l’Ape sociale, realizzare la pensione contributiva di garanzia per i giovani, rivedere i meccanismi dell’innalzamento dell’età pensionabile, allargare ulteriormente le categorie dei lavori gravosi. La strada è stata aperta, nonostante le forti resistenze, e andrà completata riprendendo il discorso delle risorse stanziate e non spese per le salvaguardie e Opzione Donna.

Il problema dell’adeguatezza delle pensioni nell’analisi di Stefano Scarpetta dell’OCSE.

Le ultime news sul fronte pensioni vengono fornite all’AGI da Stefano Scarpetta, direttore del dipartimento occupazione, lavori e affari sociali dell’Ocse​, nell’intervista all’AGI. “Il vero problema – spiega Scarpetta – è quello dell’adeguatezza del montante pensionistico. Per diversi motivi, inclusi i periodi di disoccupazione e di inattività, in molti si ritroveranno ad avere un montante pensionistico e quindi una pensione decisamente bassa. I dati che abbiamo a disposizione ci danno un’immagine abbastanza preoccupante, perché anche le generazioni più recenti hanno perso diversi anni contributivi e il sistema previdenziale italiano, una volta a regime, per ogni anno perso, comporterà un livello più basso di pensioni. Dunque, al di là della sostenibilità del sistema, su cui occorrerà sempre tenere un occhio molto vigile, c’è un campo altrettanto importante da verificare che è quello dell’adeguatezza delle pensioni”.

Pensioni, Scarpetta commenta il legame tra età pensionabile ed aspettativa di vita.

Sul legame tra età pensionabile ed aspettative di vita Scarpetta si esprime così: “È una misura necessaria anche perché in Italia la media della spesa pensionistica rispetto al Pil è doppia rispetto alla media dell’Ocse e le aspettative di vita sono decisamente piu’ alte rispetto alla media degli altri Paesi Ocse. Oggi ci sono un po’ meno di 4 persone over 65 anni per ogni 10 persone in età lavorativa e quindi sotto i 64 anni. Nel 2050 ci aspettiamo un raddoppio di questo rapporto, circa 7 over 65 per ogni 10 persone sotto i 64 anni. È quindi inevitabile tener conto delle aspettative nell’età pensionabile per avere i conti pubblici sotto controllo. Devo dire che l’Italia non è la sola ad aver fatto questa scelta, perché la Danimarca, la Finlandia, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Slovacchia, sono tutti Paesi che anche loro hanno legato in maniera automatica l’età pensionabile alle aspettative di vita. Altri Paesi hanno lasciato al Governo, al Parlamento un maggior margine di discrezionalità da questo punto di vista”.

Pensioni anticipate e nuove forme di flessibilità in uscita.

Sulla possibilità di introdurre nuove misure di flessibilità Scarpetta commenta:”La flessibilità c’è già nel sistema perché si può andare in pensione anche con un certo numero di anni di contributi, che però sono elevati. C’è poi l’Ape finanziaria, quella che prevede un’uscita in anticipo e il rimborso con un prestito di questo sconto sugli anni di pensione. In pratica si è introdotto uno strumento di flessibilità che consente di non toccare l’equilibrio dei conti. Tuttavia bisogna fare attenzione al fatto che questo adeguamento del montante pensionistico che consente di andare in pensione prima non introduca comportamenti un po’ miopi, nel senso che bisogna spiegare bene certi meccanismi ai lavoratori, i quali si devono rendere conto che, se vogliono andare in pensione prima, riceveranno una pensione più bassa e che questo probabilmente non gli consentirà di mantenere lo stesso stile di vita di prima. Occorre perciò legare queste misure a una campagna di informazione adeguata”.

Pensioni, Cesare Damiano commenta le ultime dichiarazioni di Stefano Scarpetta.

Cesare Damiano commenta così le ultime dichiarazioni di Stefano Scarpetta:”Il Direttore del Dipartimento affari sociali dell’OCSE, interviene sul tema delle pensioni, che è anche tornato al centro della prossima battaglia elettorale. Scarpetta conferma la sostenibilità del nostro sistema e, al tempo stesso, l’inadeguatezza degli importi degli assegni pensionistici. Su questi due temi sono d’accordo al punto tale che, al tempo del Governo Prodi, quando ero ministro, ho introdotto la quattordicesima per i pensionati più poveri e migliorato il sistema di indicizzazione. Quello che stupisce è che il Direttore dell’OCSE continui a sostenere la tesi dell’eccessiva incidenza della nostra spesa pensionistica rispetto al PIL: una percentuale che sarebbe addirittura doppia rispetto a quella degli altri Paesi europei. Un falso clamoroso”.

Sottolinea Cesare Damiano: “Sarebbe ora che l’ISTAT correggesse il dato scomputando il costo dell’assistenza e il peso delle tasse sulle pensioni, che ammonta a più di 40 miliardi di euro all’anno. Facendo questa operazione si scoprirebbe che la nostra spesa previdenziale è perfettamente allineata con quella degli altri Paesi. Evitiamo che le pensioni siano prese tra due fuochi: da un lato, da chi vorrebbe un nuovo assalto che preveda il ricalcolo degli assegni in essere; dall’altro, l’abolizione della legge Fornero richiesta da Salvini come slogan elettorale. Io proporrei di proseguire nell’opera di smontaggio della Fornero, già ampiamente avvenuta, con nuove salvaguardie che chiudano definitivamente il capitolo degli esodati; con la prosecuzione di Opzione Donna, utilizzando i risparmi delle risorse stanziate che sono ancora da quantificare; proporrei di rendere strutturale l’APE sociale e di introdurre finalmente quella volontaria; di realizzare la pensione contributiva di garanzia per i giovani; di allargare le 15 categorie dei lavori gravosi che consentono di accedere all’APE sociale e di bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile. Una piattaforma riformista e credibile per la prossima legislatura”, conclude Damiano. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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