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Riforma pensioni oggi 18 luglio 2017: pensioni anticipate, quattordicesima, pensioni dei parlamentari, PEPP

Riforma delle pensioni e spesa previdenziale. La separazione della previdenza dall’assistenza è uno dei punti da mettere in atto nella riforma delle pensioni, secondo Uil e Uilp, per una valutazione veritiera della spesa pensionistica italiana. I sindacati ritengono necessario avviare “al più presto i lavori della commissione istituzionale” che si occupi della “separazione della spesa assistenziale da quella previdenziale, producendo uno studio che mostri in maniera corretta l’impatto delle prestazioni di welfare erogate in Italia“. “Questa rappresentazione dovrà essere di facile lettura, fornendo dati che tengano ben distinte le prestazioni di natura previdenziale, derivanti da contribuzione, e quelle assistenziali, a carico dell’erario”, hanno precisato Uil e Uilp in un comunicato congiunto.

“Ad oggi si continua a fare molta confusione, in qualche occasione in modo strumentale, sulla spesa previdenziale”, proseguono Uil e Uilp. “Ad esempio, il dato di un’incidenza del 15,7% sul Pil, spesso presentato, se disaggregato e limitato alle sole misure di natura previdenziale nette scende all’11%. Proporzione che è perfettamente in linea con la media europea, anzi, un punto meno della Francia e mezzo punto meno della Germania”, sottolineano i sindacati. “Per quanto concerne la differenza tra contribuzione entrante e prestazioni erogate, vogliamo ricordare che i correttivi, per scongiurare il verificarsi di uno squilibrio ingestibile del sistema, sono stati già operati con una serie di interventi avviati a metà degli anni novanta, i quali hanno introdotto il sistema contributivo, sistema che riconosce al lavoratore un assegno pensionistico direttamente correlato alla propria storia contributiva”, puntualizzano Uil e Uilp.

Riforma delle pensioni 2018: separare previdenza da assistenza.

Il tema della separazione della previdenza dall’assistenza è stato affrontato anche nel convegno “La verità sulle pensioni: dialogo rispetto e sinergie tra generazioni”. Il Presidente di FEDERSPEV Michele Poerio, moderatore dell’evento, ha sottolineato:”Da decenni chiediamo una netta separazione tra la vera previdenza sostenuta dai contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro e l’assistenza, che deve essere completamente a carico della fiscalità generale. Separazione, peraltro, già prevista dalla legge 88/1989 mai attuata”.

“La previdenza vera”, ha aggiunto, “è in attivo di svariati miliardi, come dimostrato anche dal Prof. Alberto Brambilla, uno dei maggiori esperti previdenziali italiani, mentre la spesa per l’assistenza è in continua crescita ad un ritmo spaventoso e non sostenibile del 5,9% anno. La spesa previdenziale pura sul PIL è del 10% circa (ampiamente nella media OCSE) mentre l’ISTAT comunica ad EUROSTAT che la spesa previdenziale è del 19% del PIL, comprendendo anche l’assistenza”. “Si tratta”, hanno sottolineato i membri del Comitato organizzativo del convegno nazionale, “di una vera e propria manipolazione dei dati nei confronti della quale abbiamo presentato numerosi esposti – denunce in tutte le sedi giurisdizionali possibili”. “Cosa possono rispondere gli organismi internazionali (Comunità europea, OCSE,OSCE,FMI) di fronte a questi dati fasulli se non: dovete tagliare le pensioni?”, hanno concluso.

Pensioni 2018: Ape sociale per il comparto scuola.

Per quanto riguarda le pensioni del comparto scuola, il MIUR ha pubblicato la nota 7673 relativa all’utilizzo da parte personale scolastico e dei dirigenti scolastici dell’istituto dell’Ape sociale per la cessazione dal servizio dal 1° settembre 2018. Nella circolare viene precisato che coloro che hanno avuto il riconoscimento delle condizioni di accesso all’Ape sociale ed hanno ricevuto la relativa comunicazione Inps, potranno presentare la domanda cartacea di cessazione dal servizio all’istituzione scolastica di riferimento, per il personale docente ed ATA o all’Usr di riferimento, per i dirigenti scolastici.

Nella domanda di cessazione l’interessato deve dichiarare di essere in possesso dei requisiti previsti per l’Ape sociale certificati e riconosciuti dall’Inps tramite l’invio delle suddette comunicazioni. Il Miur precisa:”Le suddette cessazioni decorreranno dal 1° settembre 2018 secondo la normativa vigente relativa al “pensionamento” personale della scuola, atta a garantire la continuità didattica nel corso dell’anno scolastico”.

Nella circolare viene sottolineato che sarà “possibile inserire e convalidare le dimissioni al SIDI senza inserire la data della domanda di cessazione utilizzando il codice CS10”. “Dunque per chi aveva presentato la domanda entro il 15 luglio scorso arriva la prima delusione: si vedrà costretto a concludere l’anno scolastico prima di accedere all’Ape social, anche se aveva maturato i requisiti antecedentemente allo scorso 1° settembre”, ha osservato l’Anief. Qui puoi trovare le ultime news e novità su riforma pensioni.

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